Da Terelle (FR) arriva A la Volée Fra i Monti rifermentato da uve Semillon e (talvolta…) Maturano. Poi, però dimenticatevi tutto quello che pensate di sapere sui rifermentati…
La prima cosa da chiarire è che “rifermentato in bottiglia” non è sinonimo di vino da aperitivo mentre guardi il tramonto e fai finta di capire la cos’è la vita (se sei da solo…) oppure, se sei in buona compagnia, per trovare un appiglio per allungare qualche manina birichina.
Negli ultimi anni i rifermentati hanno visto entrare di tutto in bottiglia — dai guizzi rurali sinceri ai compitini hipster — robe corrette insomma, ma dimenticabili già al secondo sorso. Una categoria inflazionata, spesso volutamente leggera, costruita per piacere facile.
E invece poi c’è A la Volée Fra i Monti rifermentato dell’azienda Fra i Monti a Terelle (Frosinone), che ti rimette in riga come quei professori che non alzavano mai la voce, ma ti fulminavano con un solo sguardo.
Terelle (Frosinone): dove le bollicine non dovrebbero esserci
Quasi ai piedi di monte Cairo c’è Terelle, provincia di Frosinone. Non proprio il primo posto che ti passa per la testa quando pensi a una boccia di bollicine.
E già questo dovrebbe accendere una lampadina: qui non si gioca per imitazione, qui si gioca per necessità, per identità, per quella cosa un po’ anarchica che distingue i vini che vogliono dire qualcosa davvero da quelli che vogliono solo essere furbescamente piacioni.
Semillon in purezza, talvolta con una carezza di Maturano — è già una dichiarazione d’intenti. Non parliamo del solito vitigno aromatico sparato in faccia o della base neutra da spumantizzazione seriale.

E poi c’è un dettaglio che cambia la prospettiva: qualche giorno di macerazione sulle bucce — quattro, di solito — che regala al vino un colore aranciato vivo, tutt’altro che ornamentale.
Non è un vezzo estetico da vino “orange” messo lì per fare scena: è sostanza che si traduce in grip, in quella leggera trama tannica che poi ritrovi puntuale in bocca.
Qui c’è materia, c’è profondità potenziale, e c’è anche quella vaga sensazione che qualcosa possa andare storto… e invece no: senza fare rivoluzioni di facciata, il tutto va dannatamente bene.
A la Volée Fra i Monti rifermentato – Profumi e complessità senza scorciatoie
Al naso A la Volée non fa mica il simpatico. Non ti accoglie con fruttini sorridenti e carezzine zuccherine. Ti guarda, ti studia, e poi parte con una progressione che è tutto fuorché banale: note di agrume maturo, erbe di campo, mela gialla e una piccola vena quasi ossidata ma controllata — di quelle che fanno pensare più a una precisa scelta che a un errore — e poi quella sottile traccia di pane, lievito e cantina viva.
A la Volée non è una bollicina immediata. E meno male.
Palato: struttura vera, non costruita
In bocca poi succede la magia. Perché ti aspetti — condizionato da anni di rifermentati esili — una beva agile ma corta, una bollicina rustica che fa il suo minimo sindacale e poi sparisce.

E invece no. Qui c’è struttura.
Non quella costruita, gonfiata, artefatta. Qui c’è una struttura che nasce dall’uva, dalla gestione del tempo, dalla scelta di non banalizzare.
Questa bolla è viva, nervosa ma mai scomposta. Non ha la carezza vellutata di un metodo classico, né la precisione matematica di certi Martinotti. È qualcosa di più organico e istintivo. Eppure — ed è qui il punto — non è mai fuori controllo. Tiene la linea, danza senza inciampare.
E soprattutto: persiste. E quando un rifermentato in bottiglia persiste, devi fermarti un attimo. Perché non è sempre la norma.
In calice domina una bella tensione gustativa che tiene insieme tutto: freschezza, una leggera tannicità (sì: la tannicità, e vivaddio che c’è!) e una sapidità che non è moda ma sostanza. Il finale non è una fuga ma un ritorno.
A la Volée ti rimane lì, a cavallo tra il salino e l’erbaceo, con una scia che ti costringe a un altro sorso. Non per sete, ma per capire meglio.
Abbinamenti? Meglio parlare di momenti
Ora, veniamo al punto più interessante: gli abbinamenti.
Il riflesso condizionato sarebbe quello di cercare il piatto giusto, la combinazione ideale, la sinergia gastronomica da applauso. E invece questo rifermentato laziale gioca una partita diversa.
Non è un vino che accompagna piatti. È un vino che accompagna momenti.
E, attenzione: non è una frase da incarto di Bacio Perugina: è proprio una questione sensoriale. Perché la sua complessità non è didascalica, non è da analisi tecnica al tavolo con il quaderno del degustatore perfetto. È una complessità dinamica, che cambia con la temperatura, con il ritmo della bevuta, con le persone attorno.
A la Volée Fra i Monti rifermentato
A la Volée bevuta da sola rischia quasi di essere sprecata. Non perché non regga — tutt’altro — ma perché manca un pezzo del puzzle. È come ascoltare musica con una sola cuffia: senti tutto, ma non vivi davvero l’esperienza.
Mettila invece in mezzo a una giornata di sole, con qualche amico che non ha bisogno di dimostrare nulla, e magari con del cibo semplice ma fatto bene — pane, formaggio, qualcosa di appena piccante senza troppe pretese — ed ecco che A la Volée si apre.
Non si trasforma, attenzione. Si completa.
Perché A la Volée Fra i Monti rifermentato lascia il segno…
E già il nome dice qualcosa. “A la Volée”, nel tennis, è il colpo preso al volo, senza aspettare che la palla rimbalzi. Istintivo, diretto, senza tempo per costruzioni mentali.
Un nome che, guarda caso, descrive piuttosto bene anche il modo in cui questo rifermentato in bottiglia di Fra i Monti arriva al punto.
Tra i rifermentati in bottiglia del Lazio, pochi riescono a uscire davvero dalla categoria “beverino e corretto”. Il problema non è che molti sono esili. È che molti sono pensati per esserlo: per non spaventare i fan dei prosecchini sciuè sciuè — facili, innocui, dimenticabili già prima di finire la bottiglia.
Non urla, non ostenta, ma resta. E in un panorama sempre più affollato di vini “giusti”, questa è probabilmente la cosa più rivoluzionaria che si possa chiedere a una bottiglia: non di essere perfetta, ma di essere viva.
E magari anche un po’ bastarda. Che non guasta mai.
Micro scheda tecnica (per chi vuole fare il serio)
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Nome vino: A la Volée
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Azienda: Fra i Monti
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Zona: Terelle (Frosinone, Lazio)
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Tipologia: rifermentato in bottiglia
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Vitigni: Semillon, Maturano
Fabio Riccio –
Interessato da più di venticinque anni al modo del cibo, crapulone & buongustaio seriale.
Dal lontano 1998 autore della guida dei ristoranti d’Italia de l’Espresso, Scrive sulla rivista il Cuoco organo ufficiale della FIC, ha scritto sulla guidade le Tavole della Birra de l’Epresso, Su Cucina a Sud, sulla guida Osterie d’Italia Slow Food, su Diario della settimana e L’Espresso, e quando capita scrive di cibo un po’ ovunque gli gusta.
Infine è ideatore e autore di www.gastrodelirio.it – basta questo?