Surf and Turf Lucera una bella fusione a freddo tra terra e mare
Ci sono cene che, a distanza di anni, tornano a parlare. Non per nostalgia, ma perché raccontano traiettorie che allora stavano appena iniziando.
Piccola biblioteca gastrodelirante, ovvero i libri consigliati dagli autori di gastrodelirio
Ci sono cene che, a distanza di anni, tornano a parlare. Non per nostalgia, ma perché raccontano traiettorie che allora stavano appena iniziando.
Acqua e Farina a Vicenza è molto più di una pizzeria: grande pizza napoletana, una ricchissima cantina di vini naturali e un progetto autentico che funziona davvero.
La cucina borghese non è una cucina minore, né una nostalgia beneducata: è una civiltà gastronomica che per due secoli ha dato forma al modo europeo di mangiare fuori casa. Dalla razionalizzazione di Escoffier ai ristoranti di tradizione, questo modello ha costruito repertori riconoscibili, ritualità condivise e una professionalità silenziosa, oggi sempre più marginale. Il caso di Casa Vicina diventa così il pretesto per interrogarsi sul destino di una cucina fondata sulla continuità, in un presente che chiede alla tavola soprattutto di stupire.
Il clima cambia, l’invaiatura arriva prima, ma i frantoi restano spesso fermi. Una riflessione su olio extravergine, qualità e abitudini che oggi rischiano di farci arrivare sempre tardi.
La Tarte Tatin nasce da un errore in cucina, ma proprio quell’imprevisto ha dato vita al dolce capovolto più famoso di Francia. Dalle sorelle Tatin alla leggenda, ecco come un disastro si è trasformato in un’icona della pasticceria.
La cucina italiana patrimonio UNESCO è stata narrata come una vittoria assoluta. Ma che succede quando un marchio simbolico diventa un alibi? Quando si dichiara “patrimonio dell’umanità” qualcosa di così fluido e variabile come la cucina, si produce un effetto collaterale: il bollino viene percepito come garanzia automatica, non come obiettivo da meritare ogni giorno.
OGGI Cave à Manger a Barletta è un indirizzo da segnare per chi cerca vini naturali, cucina francese e un modo contemporaneo di stare a tavola in Puglia. Nel cuore del centro storico, in piazza Pescheria, una giovane coppia francese guida un locale conviviale e credibile, dove il vino è scelto con intelligenza e la cucina – francese ma con incursioni italiane, tortellini in brodo compresi – accompagna senza mai sovrastare. Un posto vero, senza pose, dove bere molto bene e mangiare ancora meglio, e da cui si esce con una sola certezza: tornare.
Le feste di fine anno in cucina non sono magia: sono panico totale, panettoni isterici e clienti impossibili. Ecco le confessioni più amare e comiche degli chef sotto pressione.