La Taverna dei Re a Vinchiaturo (CB)

Di Serena Manzoni

Ogni tanto, abbastanza spesso a dire la verità, mi prende lo squieto e a questo punto divento davvero insopportabile. Non mi va bene niente, la quotidianità mi schiaccia, mi sento intrappolata, un animale in gabbia. Ci vuole un’altra vita come dice un noto cantante siciliano… mancando le possibilità pratiche per effettuare grandi salti e drastici cambiamenti, mi rendo conto che c’è bisogno almeno di andare a fare un giro… e allora, Fabio, dove andiamo?

Abbiamo soltanto un misero giorno, da mane a sera, per la nostra piccola evasione. Per fortuna il tempo è elastico, o almeno così pare, per cui, nonostante il tempo voli, un giorno diverso dai soliti si estende per quanto può e lenisce un po’ lo squieto.

Si va alla Reggia di Caserta! Sveglia alle cinque del mattino, in macchina fino a Campobasso e poi treno fino a Caserta. Già prendere il treno mi omaggia della sensazione di allargamento del tempo, è già vacanza! La giornata è molto calda, ma percorrendo lo scalone d’onore per raggiungere il vestibolo da cui parte la visita agli appartamenti storici la temperatura si fa più accettabile e i larghi muri della storia, insieme al mio ventaglio, ci permettono di non fare troppo caso al meteo.

la taverna dei re a Vinchiaturo
Una veduta della reggia di Caserta
Lucio Amelio

  Di sala in sala, facciamo un bel ripasso di storia, dalle idee grandiose di Carlo di Borbone, da cui nasce il progetto della reggia, fino a Murat e Bonaparte, passando per i Savoia e arrivando a Terrae Motus, esposizione d’arte contemporanea dalla collezione del gallerista Lucio Amelio che ha voluto fosse a Caserta nelle sue disposizioni testamentarie.

Stucchi dorati e pavimenti bellissimi e dai materiali pregiatissimi, bassorilievi e affreschi, culle protette da angeli e pietre pregiate; tutto è prezioso, maestoso, a tratti persino severo, tremendamente costoso in effetti… camminiamo e guardiamo e riflettiamo un po’ del sud di allora e di quello di oggi, ci offendiamo un po’ di fronte a tutta questa grandiosità, un po’ la ammiriamo e un po’ ci indigniamo.

Raggiungiamo il parco e seguiamo la lunghezza della fontana fino al povero Atteone, trasformato in cervo e sbranato dai suoi stessi cani per aver osato guardare la beltà della dea cacciatrice. Gli alberi ci confortano e ci proteggono dal sole rovente, mi incanto nella serra abbandonata del giardino inglese dove un rosso ibisco fa venire in mente suggestioni preraffaellite. La visita è stata densa e intensa, piena di inviti, il tempo si è allargato a dismisura, ma bisogna tornare, ci aspetta il treno…

Torniamo verso il Contado del Molise un po’ stanchi e “pieni”, ma in effetti anche affamati dopo un panino sbocconcellato su una panchina del grande parco. E dove e come rifocillarsi dopo una giornata del genere se non con una pizza alla Taverna dei re ?

la taverna dei re a vinchiaturoRipresa la macchina a Campobasso, senza indugio, andiamo a Vinchiaturo, dove Roberto Miele gestisce una pizzeria dove potrete mangiare una vera pizza napoletana, magari accanto a una riproduzione del ritratto di Gioacchino Murat…

La scelta non è stata casuale: non abbiamo deciso questa meta perché suonava bene andare a La taverna dei re a Vinchiaturo dopo aver visitato la Reggia di Caserta, ma perché sapevamo della presenza di questo bravo pizzaiolo non lontano da casa.

Conosciuto, o sarebbe meglio dire assaggiato a Napoli come concorrente a Pizza Chef emergente 2015 all’interno della manifestazione Cooking for Art di cui in Gastrodelirio si è a suo tempo parlato.

Sapete quanto io e Fabio siamo ghiotti di pizza, per la precisione della pizza fatta secondo la scuola napoletana, pur nelle sue varianti: non potevamo quindi resistere alla tentazione di andare a Vinchiaturo.

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Roberto Miele a Pizza Chef Emergente 2015

L’atmosfera è quella giusta: forno a legna in bella mostra, pasta della pizza manipolata davanti ai nostri occhi affamati, un buon odore di pasta lievitata che scatena le nostre voglie. C’è anche una piacevole sorpresa ovvero una parte (piccola, ma c’è) del menù dedicata a pizze particolari, fatte con prodotti gourmet come le alici di Cetara, la mozzarella di bufala campana dop, la nduja calabrese e il pomodoro del piennolo

Il più delle volte la qualità dei prodotti che finiscono sulle pizze è a dir poco discutibile, credo che sia importante che qualcuno inizi, anche in un piccolo centro della microprovincia italiana a dare un senso nella direzione opposta.

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Una pizza marinara di Roberto Miele

Speriamo che questo spunto venga premiato, che gli avventori accettino di pagare qualche euro in più per avere sulle proprie pizze ingredienti di qualità, o che magari accettino delle liste meno affollate, ma con poche pizze guarnite con buoni ingredienti.

Il mio metro di valutazione della bontà della pizza è piuttosto semplice: è buona se, avendola finita, ne mangerei immediatamente dopo un’altra.

Cibo di una semplicità quasi disarmante se fatto ad arte, risulta al mio palato incredibilmente digeribile e leggero.

Affonderei nuovamente i denti nel morbido e fragrante cornicione, lascerei che la fetta si piegasse sotto il peso degli ingredienti per afferrarla con una sapiente mossa del capo, permetterei di nuovo al basilico appassito dal calore di raggiungere le mie narici avide, vorrei ancora sentire il piacere di mordere la mozzarella di bufala non del tutto sciolta che si appropria delle mie papille poi messe in riga dalla piccantezza birichina della Nduja ben distribuita, né troppa né troppo poca.

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Roberto Miele a Pizza Chef Emergente 2015

Insomma ne mangerei un’altra… un po’ come il vino, la pizza per essere gastrodelirante deve invitare al bis e… ma questo solo per la pizza… essere napoletana!

Per chiudere, i miei consigli del giorno sono di andare a visitare la Reggia di Caserta per capire un po’ di più l’Italia e la sua storia, e di andare a provare la pizza della Taverna dei re a Vinchiaturo perché avrete voglia di mangiarne due…


La Taverna dei Re

Contrada Sant’Angelo 3

Vinchiaturo (CB)

Tel. 0874 34787

https://www.facebook.com/lataverna.deire

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