Pizzeria del corso di Pietramelara (CE) – Il regno di Cosimo Chiodi

Il mondo della pizza è sempre più competitivo.

Da una ventina d’anni, quando a Napoli Enzo Coccia e quasi in contemporanea in veneto un agguerrito manipoli di maestri pizzaioli hanno iniziato la loro rivoluzione, nulla è più come prima.

Cambiata incomparabilmente in meglio la qualità generale delle pizze, ma anche la percezione e lo status sociale dei pizzaioli.

Dagli anni ‘60 del secolo scorso, la frase “ti mando a fare le pizze”, da minaccia per i giovani che non volevano studiare, si è trasformata in un invito ad intraprendere un mestiere dall’accresciuto status sociale, con buoni guadagni e, in certi casi, gratificazioni mediatiche.

Però, ora è difficile emergere, anche nel solo ambito locale per l’agguerritissima concorrenza.

Pizzerie ovunque e dovunque.

Le caselle dei primi posti, per non dire del podio, tutte già occupate.

Indi, emergere è un percorso irto di ostacoli, oltretutto “falsato” in più casi dall’imperante abuso di comunicazione, che come un cicaleccio molesto, dalla Tv ai social, trasforma ogni oscuro travet in un genio del suo settore, in questo caso della pizza…

Però, eccezioni di concretezza e buon mestiere ci sono, e proprio per quanto scritto poc’anzi vanno tenute d’occhio e nella giusta considerazione, come nel caso della Pizzeria del Corso di Pietramelara (Caserta).

pizzeria del corso pietramelara cosimo chiodi ingresso pizzeria

Geograficamente siamo nel cuore del fenomeno pizza, visto che la provincia di Caserta è letteralmente costellata di pizzerie di qualità.

Eppure… il giovane Cosimo Chiodi, studi di tecnico aeronautico nel cassetto, qualche anno di permanenza negli states per accumulare capitale, e le ossa rodate in un altro locale, è riuscito a ritagliarsi il suo angolino nell’agone delle pizzerie casertane (e non…) di valore.

La “ricetta”, è quella consolidata di chi sceglie di fare qualità e piccoli numeri, cioè, grande cura del servizio e dei dettagli e dell’ambiente, in questo caso più da ristorante che da pizzeria.

Buoni, e in alcuni casi ottimi prodotti del territorio, e un occhio vigile su tutta la filiera che porta a quella meravigliosa magia artigianale che è la pizza, cioè scelta delle farine, impasto, lievitazione, maturazione e infine la cottura, obbligatoriamente in forno a legna, qui a vista completano il quadro.

Il risultato, salvo qualche risibile dettaglio da “limare”, è impeccabile

Partiamo dall’impasto, realizzato senza poco credibili lunghissime lievitazioni & maturazioni di giorni o perfino settimane, giusto e mai cedevole, o al contrario troppo tenace e, cosa molto importante, decisamente saporito.

Ed è proprio quest’ultimo particolare, forse da troppi trascurato, che fa sì che nel palato nasca quel sapore collettivo fatto dall’intreccio dei richiami gustativi della parte panosa, con quel che di buono vi è sopra.

Sintatticamente in breve, questa è una pizza.

Punto.

l’unica concessione alle “mode” nella Pizzeria del corso di Pietramelara, è una strizzatina d’occhio al cornicione a canotto… qui non esagerato, ma accennato.

Per il resto, almeno per quel che il sottoscritto ha assaggiato, pizze che meritano il viaggio fino Pietramelara, dagli accostamenti sensoriali e territoriali ben studiati e affatto casuali, e mai con la “voglia di stupire”.

Accostamenti, tra l’altro, indici del buon fatto lavoro di costruzione del gusto che c’è stato dietro le quinte.

Interessanti, oltre le classiche qui declinate territorialmente, le pizze “creative”, e gli ormai immancabili fritti, e qui la menzione è d’obbligo per un piccolo concentrato di golosità, la frittatina di pasta e patate.

Frittatina di pasta e patate pizzeria del corso pietramelara Cosimo Chiodi
La frittatina di pasta e patate – Foto da Facebook

Oltre per la perfetta esecuzione e la golosa suadenza, è doppiamente una citazione della cultura del recupero, perché in più casi, questo classico piatto campano è già di per sé è un piatto di recupero…

Tra le pizze più tradizionali, spicca su tutte La mia Reginè, all’apparenza una Margherita, ma con la particolarità (e l’ottimo sapore, quasi da ragù) di una salsa di pomodori arrostiti in forno a legna.

La mia Reginè Pizzeria del corso pietramelara Cosimo Chiodi

A riportarla però nel recinto delle “margherite”, ci pensano fiordilatte, basilico e olio extravergine di oliva.

La Focaccia di mare, con l’aggiunta in uscita di ottima ricotta di bufala, carpaccio di polpo fatto in proprio, pomodorini confit gialli & rossi, prezzemolo, e scorze sottili di arancia, pur se golosa e benissimo eseguita, sconta nel bilancio sensoriale collettivo gli eccessivi sentori del mollusco che, collidono un attimo di troppo con l’acido dei pomodorini e il citrico delle scorze agrumate.

Forse, calibrando diversamente questi elementi, si potrebbe portare questa pizza, ancora più lontano…

Invece, assolutamente ben riusciti (e golosissimi) sono i Bun al piatto tipico, realizzati senza zuccheri e grassi ma solo sale, farina, acqua e lievito.

Dimenticate le solite robe da pub 3 per 2 affogate di grassi e godetevi queste varianti del classico panino fatte con queste poche materie prime, ma di rango.

Quello “a Canistro, semplicemente perfetto al palato, si accompagna con quanto di più classico la tradizione propone: melanzane a funghetto e crema cacio e pepe della casa, non da meno gli altri.

Bun al piatto tipico Pizzeria del corso pietramelara Cosimo Chiodi

Ritornando nel recinto delle pizze vere e proprie, degna di nota per equilibrio e golosità, è l’Amatriciana d’Estate, fatta (come la Mia Reginè) con salsa di pomodori arrostiti nel forno a legna, ma con la particolarità che in uscita vengono aggiunti del guanciale croccante, salsa cacio e pepe e scaglie di pecorino.

Per concludere in bellezza la serata, non negatevi un Tirami-Bù. 

pizzeria del corso di pietramelara interno sala Cosimo Chiodi

E’ una versione personalissima del più noto che, pur strizzando l’occhio alla tradizione e alla moda, ha una sua personale e decisa golosità, aiutata in questo dai netti sentori bufalini della materia prima.

In definitiva, la Pizzeria del corso di Pietramelara è porto sicuro per chi ama pizze che raccontano di territorio, ma anche un nome, quello di Cosimo Chiodi, da tenere assolutamente d’occhio.

 


Pizzeria Del Corso

Via Roma, 29

PietramelaraCE

Tel. 0823 586384

Aperta solo la sera, chiuso il martedì

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