La classifica dei migliori Cerasuolo d’Abruzzo “naturali” bevuti a inizio 2021

Il Cerasuolo d’Abruzzo è tra le tipologie di vino che prediligo in assoluto.

Da non confondere con il Cerasuolo di Vittoria, ottimo rosso di Frappato e nero d’avola con il quale condivide l’etimo di Ceraso-Cirasa, (ciliegia in gran parte dei dialetti meridionali d’Italia), il Cerasuolo d’Abruzzo non è un semplice rosato, tutt’altro!

Anzi, a ben vedere, con i “rosati” ha ben poco a che spartire.

La classifica dei migliori Cerasuolo d’Abruzzo

Uve Montepulciano in purezza (il disciplinare però ammette anche fino il 15% di altre uve a bacca rossa coltivate in zona), vinificate “in bianco”, alias senza contatto con le bucce oppure fatte fermentare brevemente con le vinacce per poche ore.

In alternativa ci si affida al salasso, mentre altri preferiscono l’antica tecnica dellaSvacata, che è il vinificare in bianco la gran parte delle uve, per poi aggiungere una parte vinificata con una normale macerazione sulle bucce di 4-5 giorni.

A quel punto, si porta a termine la fermentazione finale.

E… visto che tanti sono affamati di classifiche, ecco la mia personalissima classifica dei Cerasuolo d’Abruzzo naturali che più mi hanno emozionato in questo primo scorcio di 2021

Tutti a pari merito…

Q500 – Cerasuolo DOC 2016 – Azienda Colle Trotta Penne (PE)

 

La classifica dei migliori Cerasuolo d’Abruzzo Q 500 azienda colle trotta

Il Cerasuolo fuori dal coro…

Al calice arancio carico, quasi non da uve di montepulciano. Al naso il primo impatto è un poderoso agrumato dirompentemente ispido che, olfattivamente, ricorda molto quello delle bucce dei mandarini tardivi di Ciaculli, gloria agrumaria del palermitano.

Poi, cannella, spezie & vaniglia, e una fragolosità sottotraccia che insieme alla citricità dirompente, lascia spazio a seducenti note ossidative.

 Nota dell’autore – a questo punto già immagino i capelli “dritti” di qualcuno!

Chiude il cerchio un sorso avvolgente dalla giusta acidità, dove i leggibili tannini fanno da apripista a un finale non lunghissimo, ma lusinghiero per percezioni “di cuore e sensoriali.

Giusi – Cerasuolo D’Abruzzo DOC – Tenuta Terraviva Tortoreto (TE)


Il volto cortese del Cerasuolo

Rosa forte e luccicante in calice che è una goduria vederlo.

Al naso subito aizza i sensi con ciliegia, lampone, frutti rossi e indizi di floreale, che con l’evoluzione, in alcune bottiglie tumultuosa, in altre decisamente meno, virano amabilmente verso timo, maggiorana e lievi note di tabacco virginia.

Al palato è succoso, fresco, avvolgente.

Stuzzicanti i decifrabili tannini, che insieme alla bella persistenza, chiudono piacevolissimevolmente il quadro sensoriale di un vino solo apparentemente lineare, dalla gran beva e che, senza troppi cerimoniali, è incredibilmente facile accostare a una molteplicità sapori gastronomici.


Tauma – Azienda Agricola Pettinella – Silvi Marina (TE)

Una delle pietre di paragone del Cerasuolo

Per il disciplinare non è Cerasuolo d’Abruzzo.

Per scelta del produttore è un semplice vino rosato.

Tauma in aramaico significa gemello, citazione alle due vigne (gemelle) ma un po’ distanti da dove arrivano le uve.

Rosato appena velato che sfuma in ocra. Elegante e agrumato al naso, è copioso di sentori ammalianti di spezie morbide, quasi da Re Magi.

In bocca è asciutto, medio di corpo e agile, con un frutto ciliegioso e avvolgente.

Il prodigio del Tauma è però nel trasformare elegantemente in versione rosa tutto l’eclettico corredo sensoriale del Montepulciano con classe, bevibilità ed stile da campione.

Il finale sapido, agrumato e godurioso di frutta secca, è lungo e parla dritto al cuore come pochi altri…

La classifica dei migliori Cerasuolo d’Abruzzo

2 commenti su “La classifica dei migliori Cerasuolo d’Abruzzo “naturali” bevuti a inizio 2021”

  1. Fabio, in Abruzzo si produce quello che secondo me e’il miglior rosato in circolazione in Italia: Azienda Agricola Ulisse Ortona( o paesi limitrofi) Rosato da Merlot.
    Fammi sapere. No

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    • Caro Aldo, prima di tutto grazie per il consiglio.

      Però, come ben avrai notato su https://www.gastrodelirio.it abbiamo una rigida discriminante, o per meglio dire, un paletto: per il vino pubblichiamo solo recensioni e altro sui cosiddetti “vini naturali”, nome lessicalmente scorretto e che personalmente non mi piace, ma che negli ultimi tempi va a indicare tutti i vini prodotti con il minimo possibile di intervento da parte dell’uomo.

      Questo errato nome sta ad indicare NON la valanga di vini “BIO” e in certi casi biodinamici certificati che hanno invaso il mercato, ma un qualcosa di bene diverso, sicuramente di nicchia, ma in buona crescita per immagine e vendite.

      Grosso modo il disciplinare VinNatur segna, pur con alcuni distinguo la strada…
      Disciplinare che puoi leggere qui a questo link – https://www.vinnatur.org/wp-content/uploads/2016/07/Disciplinare-vino-VinNatur-approvato.pdf

      Per il resto, la cantina di cui fai cenno la conosco molto bene.
      Grandissimi professionisti, tanto export, buon marketing, cose che creano occupazione e ricchezza in zona, ma che per le scelte fatte, e per filosofia produttiva, si pone agli antipodi di tutto il movimento dei “vini naturali”, anche se qualche anno addietro hanno anche loro provato a mettere un piedino nel mondo “naturale”, ma con risultati non brillanti.

      Il sunto del concetto di vini naturali contro vini convenzionali lo si vede in questa foto della brava Nicole Kidman.
      Nicole Kidman perima e dopo

      In entrambi i casi bella, ma io preferisco la prima, che è come il “vino naturale”, rispetto alla seconda, ripeto, sempre bellissima ma costruita ad arte, come lo sono diventati la grandissima parte dei vini “convenzionali”, inclusa, e specialmente la cantina che tu hai cortesemente indicato.
      Con stima,

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