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Panettone vegano

Di Fabio Riccio,                                     

Data: otto dicembre 2015, manca poco al natale.

Oggi otto dicembre 2015 sono rimasto di stucco di fronte una vetrina.

Per puro & fortuito caso mi trovo a passare davanti uno dei tanti negozietti, che spuntati come funghi, si sono specializzati in cibi per vegani e alimenti vari gluten free.

Un business in espansione.

Premessa: fermo restando la assoluta e incontestabile libertà per chiunque di scegliere per motivi etici o “salutisti”, o semplicemente perché gli piace così, di non cibarsi di nulla che sia minimamente riconducibile al mondo animale, rivendico qui anche la mia assoluta e incontestabile libertà di criticare questa scelta. Ricordiamoci dell’articolo 21 della nostra bella costituzione. Stop.

Partiamo da questo.

Direte voi… n’altra tirata di non simpatia per i Vegani?

No, semplicemente oggi ho visto in bella mostra nientedimeno che un Panettone vegano raw, (alias crudo – alias ancora… dolce di assemblaggio) con tanto di cartello con sopra in caratteri molto ben leggibili gli ingredienti.

Credo che si sia superato il limite…

Tralascio gli immancabili e forzati anglicismi, che fanno sempre tanta scena…

panettone vegano logoIngredienti:

Anacardi, mandorle, datteri, acqua, sale, succo di lime, cacao in polvere raw, sciroppo di acero full, margarina, buccia d’arancia grattugiata bio, latte di soia bio, curcuma, zucchero integrale bio, cacao bio 85%.

A ben leggere gli ingredienti dichiarati, con un panettone vero e proprio ci vedo ben poca somiglianza, anzi: nessuna.

Poi, il panettone è un prodotto da forno, questo no.

Andiamo avanti.

panettone vegano panettonePeggio ancora a vederlo: il coso incriminato ha l’aspetto di un ibrido tra uno zuccotto da pasticceria di terz’ordine e la torta pasqualina ricoperta (a righe) di crema di cacao che faceva mia nonna, che per sua fortuna, non si poneva minimamente problemi etici nel cucinare e mangiare qualsiasi cosa.

Insomma, lo definiscono panettone, ma del panettone non ha nulla, se non il vero e proprio furto del nome.

Non metto in dubbio che gli ingredienti siano assolutamente di qualità e la maestria dell’artigiano che lo ha realizzato, e di sicuro sarà anche buono al palato, ci mancherebbe, ma per favore: non chiamiamolo panettone, il panettone è tutt’altra cosa!

Già non bastano gli improbabili panettoni “destrutturati” ed “evoluti” che invadono supermercati e pasticcerie, già non basta mia zia che con certosina pazienza ha sempre passato buona parte d’ogni 25 dicembre della sua esistenza spulciando il panettone da ogni minima traccia di canditi & uvetta, ora si inventano pure un vero e proprio scimmiottamento del panettone…

Il panettone vegano.

Ma cari signori vegani, anzi: caro pasticcere vegano, se la ricetta classica, e anche quelle di fantasia del panettone non rientrano nei canoni vegani, perché inventarsi per forza una ‘roba che con il panettone non ha la minima parentela, e chiamarla panettone?

Perchè volete per forza mangiare il panettone, se non rientra nei canoni “vegan”, e ne inventate improbabili elaborarzioni e le volete anche chiamare panettoni?

Hamburger vegani, bistecca vegana, carni vegane, prosciutto vegano e persino la frittata vegana, chissà… forse ci sono anche i cannibali vegani, e così via – ora mi spunta anche il panettone vegano – a quando l’aria vegana?

panettone veganoPerdonate la mia abituale propensione all’invettiva, e la mancanza di una analisi approfondita del fenomeno, ma il tutto ‘sto inventarsi cibi e preparazioni vegane che del loro originario nome e significato non hanno nulla, mi sa tanto di complesso d’inferiorità, con l’aggravante del solito italico “voglio questo”, e visto che non posso, me lo faccio a modo mio, ma lo chiamo con lo stesso nome…

La bistecca vegana, come le altre cose che si portano dietro questo che è diventato una specie di suffisso, sono semplicemente dei controsensi. Fine.

La bistecca è un qualcosa di carne, il prosciutto è un qualcosa che viene dal maiale. Stop.

Cari signori vegani, ma… non sarebbe forse più costruttivo esplorare con più attenzione l’universo gastronomico, per carità, sempre dalla vostra rispettabilissima ottica, inventando invece cose nuove in linea con il vostro credo, rispettose della sintassi del gusto, senza voler per forza piegare a forza, a volte con esiti lessico-gustativi spesso indifendibili, ogni cosa che non rientra alla vostra scelta etica vegana?

Che ne dite?

Cui prodest?

4 commenti su “Panettone vegano”

  1. Mangiate pure grassi animali…
    sfruttate altri esseri viventi…
    pure nei panettoni!
    menomale che qualche pasticcere saggio ha inventato cose buone come questa!

  2. Anche io ho visto in giro per le vetrine di Milano in bella vista panettoni vegani di tutti i tipi.
    In tutti i modi li fanno, sono sempre delle tristi mistificazioni.
    Appunto… non chiamateli panettoni, e questo lo dice, anzi, lo strilla il sottoscritto, uno dei pochi milanesi originali docg rimasti sulla faccia della terra.
    Credo anche io che scavando alla radice di questo fenomeno, ci sia un complesso di inferiorità.
    Inizio a pensare che questi signori (i vegani) siano più una specie di setta, che dei salutisti..
    Per favore signori, vegani, io qui ci metto nome e cognome, ma non maltrattatemi il panettone.
    Se non risponde ai vostri principi, non arrampicatevi sugli specchi, semplicemente non mangiatelo e basta!

  3. Effettivamente i vegani hanno rotto.
    Va bene rispettare le idee altrui e diverse.
    Va bene anche che ci sia spazio per tutti.
    Pero… sembra che ogni cosa mangereccia debba per forza piegarsi alle loro idee.
    Mi sembrano una setta, intollerante anche.

    Il panettone vegano, è una cosa semplicemente ridicola, l’ho visto anche io… ma chiamatelo dolce e basta!
    Lasciateci il panettone così come è!

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