Casa Wallace gold 2013 Casa Wallace gold 2013 - Gastrodelirio

Casa Wallace gold 2013

Di Fabio Riccio,

Casa Wallace gold – no: la pipì di gatto, alla francese “pipi de chat” qui non c’è proprio, non la si sente affatto

Di questo spauracchio, tanto caro a certi eno-neofiti, ma anche a qualche sommelier presuntuoso in vena di sbalordire gli alunni nei primi corsi di “avvicinamento al vino”, in questo bel Sauvignon semplicemente non ce n’è traccia.

Il micio l’avrà fatta altrove, chissà…

Casa Wallace gold 2013 bottigliaCasa wallce gold 2013, finalmente un gran bel Sauvignon che mi ha riconciliato con i cosiddetti “vitigni internazionali”.

Si: datemi pure dello spocchioso, dell’enoanti-globalizzatore ma i vitigni camaleontici che si adattano un po’ dappertutto, non dico dall’equatore al polo nord, ma quasi, non mi sconfinferano troppo. Fine.

Certo, un Sauvignon neozelandese non somiglierà a quello del mio amico Pasquale che ha messo a dimora i suoi tre filari di questo vitigno in riva al basso Adriatico, ne’ tantomeno sarà simile a quelli che arrivano dalla zona della Loira e di Bordeaux, a seconda delle scuole di pensiero, territori natii di questo vitigno.

Pur senza iscrivermi nel novero dei fautori delle “piccole patrie”, in linea di principio prediligo i vini dai cosiddetti “vitigni autoctoni”, acclimatati e ben introitati dal territorio, parte integrante del concetto di terroir, almeno per come lo postulano i nostri cugini d’oltralpe.

Tornando al nostro Casa Wallace gold, devo dire che è stata una gran bella scoperta.

Noi di gastrodelirio, di Casa Wallace, piccolissima azienda piemontese (poche migliaia di bottiglie prodotte), ce ne siamo già occupati, parlando del loro ottimo Dolcetto di Ovada – vedi – http://www.gastrodelirio.it/fabio-riccio/dolcetto-di-ovada-casa-wallace/2016/03/

Casa Wallace gold 2013 etichetta fronteCosì, una sera, trovandomi sotto gli occhi una bottiglia di Gold, il Sauvignon di Casa Wallace, non ho potuto fare a meno di acquistarla, è stato più forte di me!

Per la cronaca, l’ho comprata all’enoteca Cefalo di Campobasso che tra le altre cose vende anche sul web, https://shop.enotecacefalo.com/

Così, il passo dalla ormai nota “cantinetta dinamica” di casa gastrodelirio alla tavola, è stato rapido, complici un paio di squisite gallinelle – non i pollastri ma gli omonimi pesci, che non attendevano altro (chissà… forse…) che di finire in padella.

Non so a Casa Wallace hanno mai provato il loro Gold insieme a questi ittici, in ogni caso, garantisco che l’accostamento è stato davvero dei più felici.

Il Casa Wallace Gold come già detto prima è un Sauvignon, in purezza.

Partiamo da questo: dimenticate, anzi, obliterate dalla vostra memoria sensoriale tutti quei Sauvignon stereotipati da signorine eleganti da bar modaiolo & tacco 12, qui siamo di fronte a qualcosa di sensorialmente impegnativo e strutturato, già a partire dal colore.

Niente giallini sbiaditi, ma un bel giallo mediamente carico, limpido quanto basta, riflessi dorati.

Al naso passato qualche attimo di disorientamento, o per meglio dire di ossigenazione, c’è subito un corredo olfattivo da primo della classe, in primo luogo floreale e di frutta gialla, ma dopo anche di agrumi (bergamotto), mele verdi, e infine di un bizzarro svolazzo di banana.

Ma come al solito, e in special modo per i vini che in qualche modo si possono ascrivere al cosiddetto mondo dei “vini naturali” (virgolette sempre d’obbligo!) è l’evoluzione dei sentori, spesso tumultuosa, a volte graduale, che detta il ritmo a quel che colpisce i (nostri) recettori olfattivi…

Pochi minuti e ai sentori di cui ho scritto sopra si aggiunge un qualcosa che ricorda degli asparagi cotti, e poi un netto e non confondibile pompelmo (giallo), che quasi fa immaginare di avere di fronte l’agrume…

Complesso eh?

Ma i vini non si “annasano” solo, si bevono per farli propri, per introitarli e trarne godimento, il vino è felicità, altro che sommelier astemi!

Così, finalmente arriva il momento di portare alla bocca il Casa Wallace Gold.

Altra festa, altre sensazioni affascinanti, non sterotipate.

Casa Wallace gold 2013 etichetta retroMineralità e freschezza da vendere, corpo giusto e agile, cenni di mandorle e una certa grassezza, cosa che regala ulteriore complessità e godibilità al tutto.

Scusate se è poco… altro che quelli che cercano la pipì di gatto in quei Sauvignon inespressivi, che basta accostarli a qualche pesciolino in padella che già scompaiono a naso e palato…

Purtroppo, sono Sauvignon che piacciono ancora molto, leggendo le carte di molti ristoranti.

Non è questo il caso, qui c’è forza, forse irruenza, in ogni caso qualcosa che merita l’aggettivo “bello”.

Ulteriore nota a favore del Casa Wallace Gold che è (era…) sulla tavola di casa gastrodelirio è l’annata: un 2013, quindi non proprio un eno-giovanotto, almeno secondo certi canoni che incasellano sbrigativamente ii vini di uve Sauvignon come “da bere giovani”.

Però, il Casa wallace gold 2013 non palesa difetti ne’ segni dell’età, è semplicemente perfetto.

Anzi, a fine pasto, con le gallinelle spolpate di ogni cosa commestibile, si permette anche il lusso dei fuochi d’artificio finali.

casa wallace gold gallinella

Inattese, piombano da chissà dove note verdi di erbe aromatiche (timo in primis) e una ulteriore “botta finale” di agrumato.

Proprio un gran bel finale…

Bravi quelli di casa Wallace!

P.S. – Chi nutre dubbi su come è fatto questo vino, dia un occhio all’etichetta sul retro…


Casa Wallace S.S. Agricola
Via Piazze 25, 15010
Cremolino (AL)
Telefono & Fax +39 0143 879 502

www.casawallace.com
casawallace@casawallace.com

 

 

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