Enorme piccolo salone del vino artigianale considerazioni a bocce ferme…

L’Italia letteralmente brulica di due cose: fiere di vino artigianale (o… “naturale” che dir si voglia) e tornei di pizza & pizzaioli.

Lo scrivente, frequenta più o meno assiduamente entrambe le “situazioni”, ma non indiscriminatamente.

Si: un po’ di sana autocritica ci sta!

Enorme piccolo salone del vino artigianale considerazioni

Ma, curiosamente, sto scoprendo che tra molti vignaioli “naturali” è cosa comune l’intenzione di non partecipare proprio ad ogni manifestazione.

Quelle lungo la penisola sono davvero tante e, troppo spesso partecipandoci si scopre che il rapporto tra spese e ritorno, specialmente di immagine, ma ancor più di vendite, segna il passo verso il passivo…

Nonostante questo, gli ultimi tre lustri di questo inizio millennio alla faccia dei disperati strali e attacchi da parte dei vari soloni e/o dottori del vino, stanno evidenziando una chiara e netta crescita del settore dei “vini naturali” che, non si può più sbrigativamente derubricare a “moda”.

Insomma… il vino naturale sta pian pianino  diventando adulto

Però, non da vignaiolo qual non sono, ma da essere umano appassionato di questo diverso modo di intendere praticamente, emotivamente ed eticamente il nettare di bacco, anche io ho dubbi se andare a tutte le kermesse…

Così, ho scelto di fare una selezione favorendo gli eventi non troppo “monstre”, vale a dire quelli dove un essere umano dotato di un normale fegato, riesce ad assaggiare (pur se in poche gocce) non dico tutto, ma almeno una discreta parte di quanto messo in vetrina.

Altra discriminante è la presenza o meno di eventi collaterali: laboratori, conferenze, Vis-à-vis con i produttori, degustazioni guidate etc etc.

Sono proprio questi ultimi la vera “ciccia”, quella che consente al visitatore di arricchirsi ed ampliare le sue conoscenze.

Così, arrivo a parlare dell’ultima di queste manifestazioni, in questo caso dedicata tutta al vino e a quel che ci gira intorno dove, dove sono stato cortesemente invitato e dopo averci pensato sopra…

Enorme piccolo salone del vino artigianale

Già il nome vezzosamente ossimorico mi piace molto… 

Enorme Piccolo salone del vino artigianale

Ora, come sempre accade su www.gastrodelirio.it eccovia bocce ferme” le mie impressioni sulla manifestazione.

In primis, senza enfasi ma anche senza se & ma, la manifestazione è ottimamente riuscita. Punto.

Organizzazione ben funzionante e “location” di pregio (Il palazzo Pisapia e il bel Castello a Gesualdo in provincia di Avellino) luoghi fascinosi e perfettamente adeguati alla bisogna.

Più di sessanta aziende presenti provenienti da più regioni italiane, ma anche da Slovenia, Francia e Spagna. Enorme piccolo salone del vino artigianale considerazioni

Tra i vignaioli presenti nomi noti e nomi nuovi. Un bel mix.

Un programma non ristretto solo al mero assaggio, ma anche molta didattica.

E…. come ho già scritto altrove, anche a Gesualdo è stato di scena il vino bello, quello scapigliato, in libertà e in braghe corte.

Il vino del quale ti innamori subito, senza tante superflue formalità, divise e orpelli argentati

Prima di andare a descrivere qualcuno degli assaggi che personalmente più mi hanno colpito, due piccole notazioni.

La prima è per il livello medio delle cantine e dei vini presenti a Gesualdo, davvero notevole anche per i “nomi meno noti”.

La seconda più “tecnica” (virgolette d’obbligo) è che finalmente, almeno per i miei personali assaggi, spannometricamente nei due giorni sul 60% delle aziende presenti, vi è stata la totale assenza di vini chiaramente difettati oppure all’estremo opposto… banali; quelli che qualcuno definisce naturalini”.

Già… perché negli ultimi tempi purtroppo ancora incrocio sia nelle fiere che in enoteca, vini “naturali” palesemente e pesantemente difettati, e premetto che la mia personale asticella che separa la caratteristica dal difetto è posta molto ma molto più in alto rispetto a chi ha come riferimento i sacri dettami del “vino convenzionale” ufficiale.

Ma… peggio ancora, è stato lo scoprire la protervia di certi produttori quando (privatamente e con la massima discrezione) ho fatto notare che certi loro vini erano “difettati” e quantomeno spiacevoli.

Come risposta ho quasi sempre ottenuto la trita frase “ma sono così perché sono pura espressione del territorio”.

No: continuare a camuffare evidenti errori come “tipicità” è segno di immaturità e cattiva coscienza, e non può che fare male, malissimo a tutto il movimento dei vini naturali. 

A Enorme piccolo salone del vino artigianale, come ho già scritto, almeno per il mio “campione di assaggio” non è stato così.

Tutti vini che ho provato erano quantomeno interessanti e in molti casi meritevoli di lode.

Zero difetti, ma solo tanta piacevolezza e più di qualche azienda nuova da tenere attentamente d’occhio, ma anche nessun naturalino sciuè sciuè…

Si: il mondo del naturale sta entrando nella maturità…

Ecco in un elenco rigorosamente casuale di cosa mi è piaciuto di più…


Di Pietro Melito Irpino (AV)

Enorme piccolo salone del vino artigianale considerazioni

Il quasi ottobre (un Aglianico in purezza…) almeno nella loro interpretazione colpisce al cuore picchiando elegantemente.

Piacevole e impegnativo nello stesso tempo. Lasciamolo invecchiare un altro poco, e di sicuro regalerà belle sorprese. Non da meno il Meno un quarto, un Coda di volpe dal gran profilo sensoriale, ma da non bere ibernato. Enorme piccolo salone del vino artigianale considerazioni


Terracanta

Si può fare ottimo vino, oltretutto biodinamico e decisamente con tutti i crismi a pochi km dalla urbanizzatissima Pomezia e un attimo più lontano nientedimeno che dal grande raccordo anulare?

La risposta è si, e il Vallecaia fatto di Malvasia di Candia e Puntinata è davvero notevole.


I Cacciagalli

Poco da aggiungere… dei grandi e impeccabili professionisti in agro di Caiazzo (CE) che non sbagliano una mossa che è una… oltretutto il loro Sphaeranera, fatto di Pallagrello è davvero per piacevolezza e struttura una pietra di angolare di questo poco noto vitigno.


Controvento

Enorme piccolo salone del vino artigianale considerazioni

Vincenzo di Meo napoletano di Bacoli, è ormai radicato come e più delle sue viti sulla bella costa dei trabocchi in Abruzzo, e con tutti i suoi ottimi e sempre impeccabili vini. Senza nulla togliere al resto delle ottime bottiglie, personalmente spezzo nuovamente una lancia per il PrimaTraccia, un Montepulciano d’Abruzzo in anfora che davvero lascia il segno e si fa volere bene.


Domaine Delettre

Un lungo viaggio da Bourgueil nella Valle della Loira fino a Gesualdo per far conoscere i loro vini. Tutto quel che è in ogni bottiglie & declinazioni arriva solo da uve uve Cabernet Franc. I risultati sono indubbiamente di pregio e, il loro Wanted lascia davvero il segno per la sua sorprendente freschezza che si imprime indelebilmente nella memoria sensoriale di chi lo assaggia.


Vigne del Pellagroso

Enorme piccolo salone del vino artigianale considerazioni

Da Castel d’Ario sulle colline moreniche del Garda, a due passi dal magnifico borgo di Castellaro Lagusello, Antonio Camazzola ha recuperato delle vigne abbandonate dagli uomini (e… da dio). I risultati al calice sono davvero rimarchevoli per pulizia e per la sensorialità scatenata. Il Belgingin poi fa centro immediatamente e te innamori. Non da meno anche il resto. Una azienda da tenere d’occhio!


Salvatore Magnoni

Enorme piccolo salone del vino artigianale considerazioni

Conosco Salvatore da tempi non sospetti, e sembra non voler smettere mai di crescere e migliorarsi. Il suo zoccolo duro resta sempre però l’aglianico.

Il Primalaterra e il Rosso del Ciglio restano notevoli, anzi: notevolissimi, ma anche le nuove frontiere del Rosato e dei bianchi sembrano sulla stessa linea. Non è certo più solo da tenere d’occhio, semplicemente perché questa piccola azienda di Rutino in Cilento è una ormai una gran bella realtà, consolidata.


Stemberg

Enorme piccolo salone del vino artigianale considerazioni

 

Dalla Slovenia in calice. Specialmente nel settore naturale, da quasi tutti i nostri vicini del Carso (e oltre…) ci arrivano solo grandi cose… Tutto il loro gran sapere in vigna e cantina che che si portano sulle spalle, plasma vini per i quali l’aggettivo strepitoso troppe volte risulta inadeguato

Malvazija, Chardonnay, Vitovska, e i rossi Cabernet Sauvignon, Refosco e Merlot.

Stemberg ne è un fulgido esempio e… poco da aggiungere che se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo Enorme piccolo salone del vino artigianale considerazioni

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