Domaine de l’Octavin Dora Bella Poulsard 2012

 Di Riccardo Ferrante

A noi i vini dello Jura ci fanno impazzire, non vogliamo nasconderlo, e così torniamo a parlare di questa splendida regione francese tra la meno note in ambito vinoso, ma che pian piano sta si sta facendo conoscere tra gli appassionati di vino.

Domaine de l'OctavinAd esempio, nella scena parigina dei vini naturali non c’è carta dei vini senza almeno tre referenze della AOC Arbois. Parliamo di vitigni quali il Savagnin, Trousseau, e il Poulsard, certo, di questa appellazione non mancano sorprendenti Pinot Noir e Chardonnay. Infatti, oltre ai soliti noti e più famosi produttori come Ganevat di cui abbiamo già parlato, e di Tissot, abbiamo fatto anche conoscenza di questa nuova realtà di valore.

Domaine de l’Octavin nasce solo nel 2005 dalla coppia Alice Bouvot e Charles Dagand. Azienda a conduzione familiare ad Arbois, studi tecnici alle spalle per entrambi con esperienze all’estero tra California e Nuova Zelanda, per poi rilevare una piccola cantina di un enologo del paese, e trasformare tutto in questo piccolo Domaine in conversione biodinamica, abbracciando in pieno uno stile di vita a pieno contatto con la natura.

Domaine de l'Octavin

Domaine de l'OctavinDa qui vini artigianali nel senso più bello di questo concetto, realizzati in maniera impeccabile, leggeri e di grande bevibilità, che in poche vendemmie si sono affermati senza marketing al naturale tra molti appassionati e bravi cavisti. E… vi annuncio che i vini ora sono distribuiti anche qui in Italia (con nostra somma gioia!)

Ecco, noi abbiamo bevuto questo Poulsard che si chiama Dora Bella, credo abbiano preso il nome dall’opera di mozart (Così fan tutte, ossia La scuola degli amanti) perché questa coppia è grande appassionata di musica classica, e devo dire che questo succo di Poulsard è una musica per le papille. Si beve allegramente, e la bottiglia finisce come un bicchiere d’acqua. Consiglio sempre di avere una seconda bottiglia a portata di mano, se non volete rimanerci male.

Apprendo che proviene da vigne che hanno 50 anni, ma li è il minimo, parliamo di Domaine de l'Octavinroba giovane, e non sappiamo quanto sia grande il vigneto, perché tutta la proprietà conta 5 ettari complessivi tra Poulsard, Trousseau, Pinot nero, Chardonnay e Savagnin.

Ottima fattura, scarico nel colore perché come da tipologia, speziato, salato e acido e pure sulfureo, e mettiamoci pure che all’assaggio sa di riccio di mare, tutte caratteristiche che ci fanno strippare, almeno in questo momento storico.

Quindi cari signori, un altro vino da tenere tra le cose più care che avete nella vostra vita.

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Riccardo Ferrante

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