Lo Zammù e Santo Piazzese

Lo Zammù e Santo Piazzese

Di Fabio Riccio


 

L’estate 2014 è archiviata.

Non ha fatto mai troppo caldo, tanto che come estate è catalogabile tra quelle passate senza lasciar tracce tangibili.

Fa’ però caldo in autunno… tanto vale tirare fuori la solita frase “fatta” – non c’è più la mezza stagione! Qualche giorno fa’ Stefano Capone ha pubblicato qui su gastrodelirio un bel pezzo vedi – http://www.gastrodelirio.it/stefano-capone/argala-pastis-artgianale-italiano/2014/09/ su un Pastis tutto italiano che proverò appena ci sarà l’occasione. Però, il Pastis ha anche altri “cugini” nel mediterraneo, non dimentichiamolo…

Palermo: città dove vive e lavora uno scrittore, Santo Piazzese.

Oddio… non è proprio uno scrittore al 100%, in realtà è un valente biologo che ad un certo punto della sua vita si è scoperto (anche) bravo scrittore.

zammù

Nei suoi libri che vi consiglio di leggere, in special modo nei tre quasi-noir della trilogia di Palermo (I delitti di via Medina-SidoniaLa doppia vita di M. LaurentIl soffio della valanga) tutti editi da Sellerio, più di un personaggio, come lo svogliato e un po’ indolente professore-detective Lorenzo La Marca, forse per fare il verso ai colleghi marsigliesi sempre inclini al Pastis, cerca scampo alla calura bevendo (e facendosi offrire) dello Zammù.

zammù

Bello il nome vero?

Zammù

«Bevanda siciliana e nello specifico assai palermitana… in estate a Palermo ma anche a Cefalù, a Catania, Milazzo etc etc fa’ caldo (bella scoperta direte voi…) – occorrono rimedi!»

Lo zammù lo bevono anche nel resto della Sicilia (lo cita anche Andrea Camilleri), ma a Palermo, a detta Santo Piazzese e dei suoi personaggi, semplicemente lo bevono di più – leggere per credere – almeno nei suoi libri…

Agosto a Palermo.

Come già detto fa’ caldo, molto caldo, troppo caldo… e allora il consueto (per i palermitani…) tuffo estivo nelle affollate acque di Mondello, diventa un obbligo.

Dopo i movimenti natatori, di solito c’è bisogno di introitare una dose di calorie, ed ecco che un altra istituzione palermitana giunge in soccorso.

Una congrua razione di pane & panelle, logicamente fritte in olio motore esausto, comprati da una delle “lapa” stazionanti nei dintorni, riporta il bilancio calorico in pareggio.

zammù
             Un bicchiere di zammù

A pancia piena però la sensazione di caldo aumenta, ed ecco che arriva lo Zammù, bevanda essenziale ma efficace.

Mai sperimentato la corroborante sensazione tonica e di pulizia del palato che lo zammù dona dopo un buon pane & panelle?

Dopo tutte queste informazioni che (palermitani a parte), alla fine vi avranno annoiato, vi chiederete… ma cosa diavolo è in realtà lo Zammù?

Risposta – è semplicemente acqua e anice!

Qualche goccia in un bicchiere d’acqua fresca, (qui si svela la parentela con il Pastis per capirci) ed ecco pronta la bevanda che tutti i palermitani con perfetta nonchalance tracannano per combattere l’impietoso lavorio del sole estivo. Lo Zammù, oltre al nome simpatico, ha dalla sua anche una gran dote: non solo è buono, ma è anche incredibilmente dissetante.

Provare per credere!

All’inizio del ventesimo secolo, acqua & Zammù non mancavano mai nei bei chioschetti liberty disseminati per la città (qualcuno sopravvive ancora) frequentati (anche) dalla società “bene” dell’epoca.

Si, perfino i nobili, pur in una città dove le classi sociali sono distinte e spesso “impermeabili” tra loro, le nobildonne e i signori eleganti con tanto di paglietta, per dissetarsi si facevano un bel bicchierone di questa corroborante bevanda.

Lo zammù è un piccolo rito laico che si tramanda da generazioni. zammù

Se capitate in estate in qualche casa di palermitani, non stupitevi se lo Zammù vi viene offerto quasi fosse una bevanda dai poteri prodigiosi, magari dopo il caffè.

Ma la vera magia rimane sempre quella del guardare stupiti il bicchiere colmo di acqua, riempirsi di una soffice nuvoletta di anice che fluttua, che già da sola sembra annientare il caldo.

«Gradite acqua e Zammù

Come si fa’ un buon Zammù?

Prima di tutto occorre un ottimo liquore all’anice…

Pare che un tempo oltre l’anice, si distillassero anche semi e fiori di sambuca, da qui forse il nome, oppure dagli arabi chissà. Fate voi…

Comunque… di liquori di anice in giro se ne trovano tanti, e più o meno buoni, ma devo dire che il migliore che ho mai provato per lo Zammù, e anche quello più gettonato, è quello prodotto da una piccola distilleria di Palermo, la Tutone.

zammùL’Anice Unico Tutone, a dire il vero è un anice un bel po’ particolare.

C’è chi lo definisce un Raki di gran pregio – forse un po’ gli assomiglia, ma in realtà è cosa diversa.

Con il Pastis, il Raki, con l’Ouzo e altri condivide si’ la presenza dell’anice, ma… Il Tutone (ricetta segreta come ogni buon liquore che si rispetti) è fatto con spirito di vino e con l’aromatizzazione con essenza di cumino e di anetolo, vale a dire l’olio ricavato dall’anice stellato, quest’ultimo pare sia importato nientedimeno che dalla cina!

I più coraggiosi possono berlo puro, si può… è buonissimo, dall’aroma unico e davvero inimitabile, ed è sempre una gran bella esperienza sensoriale, memorabile direi… basta solo ricordarsi che è il Tutone è ben 60 gradi alcolici…

E allora… vai con lo Zammù!!

F.lli TUTONE ANICE UNICO S.p.A.

Via Garibaldi 41, 90133 Palermo

Tel. +39.091.6161280 – Fax +39.091.6161908 –

www.tutone.it   

info@tutone.it

 


Piccola biblioteca gastrodelirante di Serena Manzoni

Fabio Riccio

A proposito di Fabio Riccio

Fabio Riccio - Interessato da più di venti anni al modo del cibo, crapulone & buongustaio seriale. Dal lontano 1998 collabora come autore alla guida dei ristoranti d'Italia de l'Espresso, ha scritto sulla guida le tavole della birra de l'Epresso, ha collaborato a diverse edizioni della guida Osterie d'Italia dello Slow Sood, ha scritto su Diario della settimana e L'Espresso, e quando capita scrive di cibo un po' ovunque. Infine è ideatore e autore di www.gastrodelirio.it - basta questo?

4 Replies to “Lo Zammù e Santo Piazzese”

  1. Non sono un palermitano DOC, perché mia mamma é di Castelbuono (famosa per la manna… ) Mai provata?
    Però anche a casa della nonna in estate lo Zammú non mancava mai. Mi ricordo che a me “picciriddû” me ne davano sempre un bicchierino picicino piccino, se no rischiava di farmi male per l’alcol… Cosí diceva mia nonna…

  2. Da palermitano D.O.C. (con tanto di puntini e albero genealogico fino al 1843) non posso che confermare: il vero Zammù si fa’ solo ed esclusivamente con l’anice Tutone.
    “Quannu u sceccu un voli viviri, e nutule friscarici…”

  3. Lo Zammù… che nostalgia… casa di mia nonna, Agosto, via lattarini…
    Bevi, bevi che ti fa bene e ti rinfresca!
    Ho provato a fare lo zammù con altri tipi di anice manon è la stessa cosa.
    Secondo me è l’aria… qui in Piemonte, anche quando è caldo, non è lo stesso caldo di Palermo!

  4. Troppo buono lo zammú… Altro che certi intrugli che ti appioppano nei bar… Peccato che come usanza stia un po’ scomparendo. Secondo me lo zammù esce bene solo con il tutone… Con glialtri anice non ha lo stesso gusto!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.