Medinfood 2018 e il Brazilcafè a Vittoria (RG)

Di Fabio Riccio,

Gastrodelirio non è luogo per frettolosi, o per chi ama le foto compulsive da cooking show.

Alle immagini preferiamo sempre le parole, possibilmente ben meditate. medinfood

I mulini bianchi e le inutili zuccherosità le lasciamo ad altri…

Analisi, considerazioni, e perché no, invettive, questo è gastrodelirio.

Cose che hanno i loro tempi, cose che non collimano con l’immediatezza.

Tempi che non corrispondono neanche a quelli effimeri dei selfie strappati di malavoglia al “nome noto” di turno, logicamente da condividere.

Detto questo, ecco a voi un po’ di considerazioni su un evento al quale ho partecipato; dopo seguirà un un consiglio gastrodelirante

Di recente, con un ben congegnato incastro di più mezzi di trasporto, in poche ore sono passato da una bellissima alba sul mare del piccolo litorale Molisano, al sole di mezzogiorno di Vittoria, in provincia di Ragusa.

Un angolo di Sicilia già visitato più volte, ma Vittoria, dove non ero mai stato in precedenza, mi ha provocato una sorta di déjà-vu.

Mi è apparsa subito come un qualcosa già conosciuto in qualche modo.

Così, eccomi a gironzolare con il naso all’insù per i corridoi espositivi di MEDinFOOD, il Salone del Gusto Siciliano, tenutosi a Vittoria dal 19 al 21 maggio 2018.

medinfood 2018 vittoria logo

Un evento fieristico tutto (o quasi…) incentrato sull’agroalimentare di questo lembo di Sicilia, in certi punti ben più a sud di Tunisi.

Una iniziativa ancora giovane questa di MEDinFOOD, ma che può diventare il punto di coagulo di una città che del settore agroalimentare ne ha fatto una bandiera.

E… così, nei padiglioni e negli stand, presidiati da un buon numero di aziende della zona, il sottoscritto si è ritrovato piacevolmente a vagabondare nel mezzo di una vera e propria apoteosi di pomodori, melanzane (anche bianche…) e altri ottimi ortaggi, l’opulenta cornucopia che il comparto ortofrutticolo di questo angolo di Sicilia produce ed esporta.

medinfood 2018 vittoria cartellone strade del cerasuoloRicchezza sul territorio e posti di lavoro.

Un evento, anzi: una vetrina, un modo per “contarsi”, di certo un qualcosa di utile.

Una vetrina quella di MEDinFOOD che però ha bisogno di crescere e strutturarsi ancora meglio, magari riproponendo altrove lo stesso format e gli stessi partecipanti visti a Vittoria.

MEDinFOOD deve farsi conoscere anche fuori dalla Sicilia, nel resto della penisola, e nei nuovi mercati emergenti, altrimenti il rischio di provincializzazione e autoreferenzialità è appena dopo l’angolo.

Logicamente, e visto che si è parlato di agroalimentare nel suo complesso, anche a MEDinFOOD c’è stato il giusto spazio per vino e ristorazione.

Il primo si è palesato nelle vesti del Cerasuolo di Vittoria, rappresentato in forza (e belle degustazioni…) sia dal Consorzio di Tutela, che dalla Strada del Vino Cerasuolo di Vittoria, la seconda è stata rappresentata da cuochi della zona che hanno tenuto interessanti cooking show.

medinfood 2018 cerasuolo di vittoria

Interessanti sì, però di fatto non fruibili, se non in minima parte.

In primis per la mancanza di posti a sedere, poi per la consueta occupazione dello spazio fisico nei pressi delle cucine, messa in opera dai soliti e prevaricatori fotografi compulsivi che, armati di smartphone ormai invadono ogni manifestazione.

Un fastidioso tipo di umanità che (purtroppo) non è affatto in via di estinzione.

Fin qui i fatti, e qualche considerazione su una manifestazione giovane e per questo perfettibile, però un grazie a pieni polmoni lo faccio al solerte Virgilio che ha guidato noi ospiti alla scoperta dei dettagli e degli espositori, vale a dire il sindaco di Vittoria Giovanni Moscato, dinamico e oltretutto ben informato anche nei dettagli su tutte le realtà operanti nel suo territorio.

Però, e sempre considerando che www.gastrodelirio.it è di parte (la nostra, logicamente!), arriva il momento di dare ai lettori il consiglio gastrodelirante promesso, che interseca il mio déjà-vu.

Profusione di ottimi ortaggi a parte, a MEDinFOOD ho scovato un espositore che per qualità mi ha colpito più di tutti gli altri, in primis olfattivamente, poi anche gustativamente.

Parlo della torrefazione di Brazil cafè di Vittoria, appunto.

medinfood 2018 vittoria brazilcafè logo

Tengo a precisare che con il caffè ho un legame maniacale, supportato da un palato ben esercitato e vigile per svelare anche le più piccole sfumature che arrivano dalle tazzine.

Per non parlare poi della piccola e desueta mania che mi porta quotidianamente a macinare (in casa…) il caffè in grani, ma solo quel poco che basta a caricare di volta in volta la classica Moka casalinga.

Per chi non ne fosse informato, il caffè perde buona parte della sua fragranza già dopo dieci minuti dopo la macinatura, ricordatelo!

Note tecniche a parte, il caffè della torrefazione di Brazil cafè di Vittoria l’ho trovato semplicemente ottimo.

Al contrario di altre torrefazioni, quelli di Brazil caffè di Vittoria hanno fatto una scelta controcorrente: hanno una sola miscela, uguale in ogni dettaglio dal 1973, una sola!

medinfood 2018 vittoria brazilcafè vittoria barista

Così… una tazzina basta per dare identità precisa al Brazil cafè di Vittoria, un caffè davvero di prima classe, torrefatto al punto giusto.

Vi spiego perché…

Già avvicinandosi al bancone, si nota che per l’aria non aleggiano sentori dolci o amari in eccesso, segno questo dell’uso di una ottima arabica, cosa che oltre al sentore generico di caffè, regala in sottofondo profumi freschi e lievi di frutti rossi acerbi, ma anche tocchi di gelsomino e mandorla (non amara).

A contatto con le papille gustative la miscela di Brazil caffè sfoggia un corpo giusto e grande equilibrio tra amaro e dolce, e poi su tutto svetta la gradevole rotondità e cremosità creata in bocca dagli olii e dagli zuccheri, anzi: sciropposità è il termine giusto.

Scusate se è poco…

Un gran bel caffè Brazil caffè di Vittoria, sia come espresso che per l’uso con la Moka casalinga, provatelo se vi capita a tiro.

medinfood 2018 vittoria

In conclusione… il mio déjà-vu che con il caffè ha qualcosa a che fare

La matassa dei ricordi mi si è sbrogliata solo a cena, aiutata forse da qualche calice di Cerasuolo di Vittoria (appunto).

Gesualdo Bufalino

Avevo dimenticato che Vittoria è la città dove per tanti anni ha insegnato il grande scrittore Gesualdo Bufalino, ingiustamente e colpevolmente quasi dimenticato dopo la sua morte.

Dalla vicina e natia Comiso, per molti anni si è recato a Vittoria per insegnare.

I suoi libri sono stati per me molto importanti, formativi direi.

Il suo personalissimo universo di persona incredibilmente colta, pur se aperto al mondo, aveva spesso come sfondo questo angolo di Sicilia, che a volte tra le righe, a volte palesemente ha sempre punteggiato i suoi libri, facendomi diventare anche se non visitati, i luoghi e le atmosfere di questo lembo di Sicilia familiari.

Ecco il déjà-vu…

Chissà… forse anche Gesualdo Bufalino si sarà concesso qualche buon caffè a Vittoria.

Si scrive per guarire sé stessi, per sfogarsi, per lavarsi il cuore. Si scrive per dialogare anche con un lettore sconosciuto. (Gesualdo Bufalino – (L’isola plurale,

p. 19).


Brazil Caffè

Stradale Forcone, 144

97019 Vittoria (Ragusa)

Tel. 0932 984584

Cell. 339 5028854

www.brazilcafe.it

info@brazilcafe.it

Fabio Riccio

A proposito di Fabio Riccio

Fabio Riccio - Interessato da più di venti anni al modo del cibo, crapulone & buongustaio seriale. Dal lontano 1998 collabora come autore alla guida dei ristoranti d'Italia de l'Espresso, ha scritto sulla guida le tavole della birra de l'Epresso, ha collaborato a diverse edizioni della guida Osterie d'Italia dello Slow Sood, ha scritto su Diario della settimana e L'Espresso, e quando capita scrive di cibo un po' ovunque. Infine è ideatore e autore di www.gastrodelirio.it - basta questo?

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