Enoteca Cefalo a Campobasso

Di Fabio Riccio,

Generalmente in ogni buona enoteca o nei ristorante di “pregio” da qualche tempo fanno capolino qua e la almeno un paio di etichette dei cosiddetti vini naturali, ma per chi ha scelto (anche) per il “vino quotidiano” questo diverso modo di approcciarsi al mondo di bacco, ci sono evidenti problemi di reperimento di questo tipo di vini, che quasi sempre faticano a trovare spazio nel mondo della grande e piccola distribuzione.

Il web, sempre che si conoscano le aziende che hanno scelto di lavorare in questo modo, in generale realtà piccole e piccolissime, rimane una buona opportunità, ma come per i libri, all’appassionato più avveduto rimane sempre il desiderio fisico di aggirarsi tra i banchi, di spulciare etichette e di toccare con mano le bottiglie, alla ricerca di un legame anche e sopratutto tattile, che poi è lo stesso che porta certi lettori (come il sottoscritto) perfino ad annusare i libri mentre gironzola per i banchi di una libreria… (imbattibili e inebrianti sono gli aromi delle carte Grifo e Palatino di Fabriano usate dall’editore Sellerio di Palermo)

Ecco: una buona enoteca dovrebbe essere proprio come una buona libreria, un posto da vivere e toccare con dentro di tutto un po…

Non sempre però è così.

Di enoteche (intese sia come vendita che come mescita) anche perché di specializzate in vini naturali in giro se ne vedono davvero pochine…

La diatriba tra vini convenzionali e “naturali” imperversa da un po’ d’anni nelle riviste specializzate (cartacee) e nel web.

Ultimamente il naturale, il biologico, il biodinamico sembrano essere la moda crescente del momento, ma per noi di gastrodelirio, e non da ora, il “vino naturale” non è affatto moda, anzi: è prima di tutto contenuto & sostanza, ma anche una precisa scelta dal punto di vista etico (eticaparola ormai non più in voga…).

enoteca cefalo campobasso

Orbene, e restando in questo “recinto, voglio spendere qui qualche parola di apprezzamento per una enoteca di una città periferica, di una regione piccola e periferica rispetto ai grandi flussi dell’economia e delle “tendenze”nazionali, vale a dire l’ Enoteca Cefalo di Campobasso.

Come già detto prima, non è facile trovare anche in città più grandi enoteche che tra i loro scaffali annoverino una così ampia possibilità di acquistare etichette “naturali”, siano esse nazionali, d’oltralpe, o di tutta Europa.

Incredibilmente e piacevolmente, questo invece accade a Campobasso, uno tra i più piccoli capoluoghi di regione italiani.

Non aspettatevi una profusione di soli vini naturali, anzi, però e senza ombra di smentita, e sempre nell’ambito di una certa “ecumenicitànella scelta complessiva di bottiglie, sono davvero tanti e interessanti i bei vini naturali che punteggiano gli scaffali dell’ Enoteca Cefalo !

enoteca cefaloCosì, se siete in zona, oppure abitate in città limitrofe, il mio gastrodelirante consiglio è semplicemente quello di farci un salto, ne vale davvero la pena, magari è l’occasione giusta per rimpinguare la vostra personale cantinetta casalinga!


Enoteca Cefalo

Via Duca d’Aosta 49/c

Campobasso

Telefono – 0874 92000

http://www.enotecacefalo.com/

Fabio Riccio

A proposito di Fabio Riccio

Fabio Riccio - Interessato da più di venti anni al modo del cibo, crapulone & buongustaio seriale. Dal lontano 1998 collabora come autore alla guida dei ristoranti d'Italia de l'Espresso, ha scritto sulla guida le tavole della birra de l'Epresso, ha collaborato a diverse edizioni della guida Osterie d'Italia dello Slow Sood, ha scritto su Diario della settimana e L'Espresso, e quando capita scrive di cibo un po' ovunque. Infine è ideatore e autore di www.gastrodelirio.it - basta questo?

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