Druid Freisa Tirelli

Di Fabio Riccio,             

Serata al ristorante, compagnia gastrodelirante.

Meno male.

L’oste, uno di quelli bravi e di piena fiducia del sottoscritto, oltre al suo buon cibo subito ci propone una novità di fresco arrivata & imbottigliata, un nientepopodimeno che un Cerasuolo d’Abruzzo.

Ce lo propone come un “vino naturale” o quasi…

Mah… di certo profumi a profusione, colore seducente, ma a conti fatti sia al naso che al palato subito si rivela come un vino “furbetto” ma anche di una ovvietà sconcertante, in più la nota alcolica disarmonica, è veramente molesta.

Pollice verso e senza appello per questo Cerasuolo.

Nonostante il vignaiolo sbandieri ai quattro venti una presunta “naturalità” dei suoi vini, resta solo un vino modesto, stereotipato oserei dire, però “bello a vedere”.

Naturale o meno, non lo trovo un buon vino. Stop.

Di sicuro troverà estimatori in chi nel vino cerca solo sicurezze e apparenze, anche se non so bene come certi “puristi” della perfezione se la giocheranno con la nota alcolica, invadente…

Per fortuna una volta terminata la bottiglia di questo malriuscito rosolio d’uva, molto simile ad uno sciroppo per la tosse molto popolare tra i figli del bay-boom degli anni ’60 del secolo scorso (incluso il sottoscritto), prende in mano la situazione il bravo Stefano Capone.

Ci voleva.

Dal cilindro, ooops… da una busta tira fuori l’asso di cuori che sarà la svolta e la salvezza della serata: il Druid Freisa Tirelli.

Dopo il “rosolio” precedente, tutta un’altra musica.

Druid Freisa Tirelli bottigliaMeno male!

Già dal colore parte bene, e benché l’illuminazione della sala non sia ideale per discernere le tonalità di antociani, subito si nota un bel rosso rubino, a sufficienza intenso, uno di quelli che piacciono a me. Neanche il tempo di stapparlo e il Druid Freisa Tirelli al naso sfoggia grande intensità, con sprazzi netti di mora, marasca e prugna, tenuti insieme da un bel velo di frutta rossa.

Grande partenza!

Al palato è asciutto e pieno nello stesso tempo, e affascinano i richiami di china calissaia e prugna matura, ma dopo qualche minuto nel calice, il naso (il mio…) ritorna in allerta perché a sorpresa balzano fuori note di spezie balsamiche che fanno piroette con la bella acidità; c’è proprio quel che mi piace in un rosso, la vivacità…

Nota di merito per i tannini, netti e maturi, che senza scossoni gustativi, si evolvono elegantemente fino all’ultima goccia nel rimasta calice…

Come al solito, peccato a non averne un’altra bottiglia.

Druid Freisa Tirelli bottiglia e caliceDetto così potrebbe sembrare una fugace descrizione di un “vinello qualunque”, invece è l’esatto contrario.

Prima di tutto sulla, anzi: sulle varie Freisa come vitigno si sprecati fiumi di inchiostro sulla carta stampata, e montagne di byte sul web.

Non aggiungo benzina sul fuoco.

C’è chi lo vede come un cugino povero del Nebbiolo, c’è chi lo vede come una sorta di fenomeno indigeno del sud Piemonte.

Niente di tutto questo, è semplicemente un vitigno importante e basta.

Riguardo invece al Druid Freisa Tirelli sgombro subito il tavolo: senza se e senza siamo di fronte ad un vino maledettamente ben fatto, equilibrato di grande piacevolezza, e permettetemi l’abusato (da me) aggettivo, bello.

Un vino che si fa bere quasi a gluglu, ma è un complimento!

Druid Freisa Tirelli caliceIl Druid Freisa Tirelli una volta nel calice, e senza inerpicarsi in note tecniche fuori luogo quando si parla di piacevolezza, racconta tutto il lavoro fatto per riuscire a produrre un vino “non allineato”.

Andrea Tirelli il produttore, si definisce “custode” delle sue vigne, una definizione che mi piace molto, una definizione che in sole sette lettere, riassume una filosofia che sposo in pieno.

In vigna lavora biodinamico, e vinifica assolutamente in modo naturale, senza se e senza ma.
Chi cerca in un vino cerca riflettori, mediaticità e impeccabilità formale, non si avvicini al Druid Freisa Tirelli ma beva qualche altra cosa!

Chi invece desidera un vino che va dritto al cuore e che regala sensazioni di gran piacevolezza, se ne procuri di corsa una bottiglia, più di una forse…

Un vino perfetto da bere con gli amici, quelli buoni, magari insieme a un bisteccone equino, come abbiamo fatto noi…

P.S. il Druid Freisa Tirelli si fregia solo del “titolo” di “vino da tavola rosso”.

In tempi di soprappiù di sigle e certificazioni varie (una IGT ormai non la si nega più a nessuno…), mi sembra soltanto un merito!

Druid Freisa Tirelli

Azienda Agricola Andrea Tirelli

Vignaiolo Biodinamico

Via XX Settembre, 4 15050 Costa Vescovato (AL)

Tel: +39 3402326134
http://www.tirellivini.it/

info@tirellivini.it

Fabio Riccio

A proposito di Fabio Riccio

Fabio Riccio - Interessato da più di venti anni al modo del cibo, crapulone & buongustaio seriale. Dal lontano 1998 collabora come autore alla guida dei ristoranti d'Italia de l'Espresso, ha scritto sulla guida le tavole della birra de l'Epresso, ha collaborato a diverse edizioni della guida Osterie d'Italia dello Slow Sood, ha scritto su Diario della settimana e L'Espresso, e quando capita scrive di cibo un po' ovunque. Infine è ideatore e autore di www.gastrodelirio.it - basta questo?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*