Bacco e la Liquirizia – Pillole gastrodegustative

Di Fabio Riccio

Ho una piccola e dolce debolezza: la liquirizia!

Mi piace, e in tutte le sue molteplici forme e presentazioni. Nulla di male, non sono il solo al mondo a subire la seduzione del gusto dei derivati della Glycyrrhiza glabra, nome scientifico della pianta da cui si ricava la liquirizia.

Insieme a tante doti che non sto ad elencarvi qui, la liquirizia ha però un severoeffetto bacco e la liquiriziacollaterale”, almeno per chi fa’ della ricerca del gusto la sua bandiera, cioè è un vero e proprio ammazzagusto.

Pur concorrendo in piccole e calibrate in qualche interessante piatto, la Glycyrrhiza glabra  se usata in dosi non ben calibrate, ha il potere di coprire e modifica drasticamente quasi tutti i sapori.

Provate con qualche caramella o “rotella” poco prima di un pasto, e vedete (non di nascosto…) l’effetto che fa’. Se avete un senso del gusto discretamente sviluppato, per qualche ora percepirete i sapori di quel che è nel piatto in maniera decisamente confusa. Con il vino poi, le cose

vanno molto peggio.

Bacco e la liquiriziaConsiglio – niente liquirizia per qualche ora se avete in programma un buon pranzo, e se invece siete invitati a una degustazione di vino, beh, per quel giorno non mangiatene proprio, Bacco e la liquirizia non vanno per nulla d’accordo!

Fabio Riccio

A proposito di Fabio Riccio

Fabio Riccio - Interessato da più di venti anni al modo del cibo, crapulone & buongustaio seriale. Dal lontano 1998 collabora come autore alla guida dei ristoranti d'Italia de l'Espresso, ha scritto sulla guida le tavole della birra de l'Epresso, ha collaborato a diverse edizioni della guida Osterie d'Italia dello Slow Sood, ha scritto su Diario della settimana e L'Espresso, e quando capita scrive di cibo un po' ovunque. Infine è ideatore e autore di www.gastrodelirio.it - basta questo?

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