Racconti cucinati

Di Serena Manzoni

Lo so, la Lombardia sta diventando un tormentino, ma che volete, da cosa nasce cosa e in questo momento il fil rouge dove mi trovo a camminare sospesa in aria mi porta e mi riporta a quest’approdo, anche per una serie di coincidenze. Decido che queste coincidenze vadano assecondate e quindi scusatemi se il mio parlare finisce sempre lì. Ero e sono in realtà molto dubbiosa sullo scrivere questo pezzo, ma, come dire, mi titilla il velo pendulo del gastrodelirio… Difficile anche decidere da dove incominciare, dall’inizio o dalla fine o magari da un punto qualsiasi di questa catenella che mi porta fino a questa pagina. Partiamo allora dal missoltino, che è simpatico e aiuta in certi casi a risolversi dalle indecisioni.

Di missoltini ho detto raccontando della cena al ristorante Al Gigianca, non soltanto dei gustosi pescetti, ma pure del pescatore Ceko che li pesca e a quel punto una gastrolettrice mi consigliava di parlare di questo signore e della sua attività. Ho pensato che non sarebbe male farsi un giro a Pescarenico, contattarlo e approfondire il discorso, ma, per il momento, fattori pratici e geografici non me lo hanno permesso. Mi è però venuto in mente che io lo avevo già incontrato nel mio girovagare tra parole e pagine e sono tornata ad aprire un libro curioso che mi fu donato da un’amica pittrice.

Racconti cucinati
Mario Cornali

Si tratta di Orizzonti vicini Racconti cucinati di Mario Cornali, cuoco del ristorante Collina di Almenno San Bartolomeo, provincia di Bergamo. L’artista che me lo ha donato è Nunzia Busi, che nel ristorante stava preparando un’esposizione di alcune sue opere dal titolo Paesaggi umani. Ed ecco di nuovo spuntare Ceko, di cui Cornali scrive ed il cui pescato finisce anche nella tavola del suo ristorante. Non soltanto di pesce, ma anche di altri prodotti e soprattutto di produttori dove il nostro cuoco si fornisce e dove trova spunti per formare il suo menu e la sua anima. Si tratta di viaggi, a tiro di giretto in moto come dice lui, che portano alla conoscenza di persone e del loro lavoro in un susseguirsi di considerazioni ed emozioni non solo gastronomiche ma intellettuali ed emotive. Da sensazioni e impressioni, ricordi ed emozioni nasce la cucina di Mario Cornali. Capirete il mio imbarazzo e i miei dubbi a scrivere di questo, tenendo conto che non sono mai andata in questo locale di Almenno, ma mi sembrava giusto parlare invece del suo libro e del suo modo di porsi rispetto al suo lavoro con la seria intenzione di andare ad assaggiare appena possibile. Per il momento immagino e leggo i sapori, le sensazioni e i ricordi, dell’odore del fieno prima di lanciarsi con il parapendio, dell’orologio a cucù ed i lamponi, delle capre che sono come le persone, del cow boy delle graminacee canticchiando Guccini…

Racconti cucinati

Negli ultimi tempi mi sono ritrovata il ristorante Collina anche per altri motivi, sempre legati alla cena bergamasca: entrambi i locali, insieme ad altri, fanno parte dell’ associazione Slow Cooking (Cucina e Cultura del territorio), “una sorta di modello di design gastronomico” basato sulla cucina di territorio, sulla conoscenza e animazione del territorio stesso e delle maestranze alimentari che vi operano “ come esempio di saper fare collettivo, capace di lasciare segni originali, di incrementare fattivamente le economie locali, per una visione olistica della ristorazione e del mestiere del cuoco” (cito dalla presentazione della Filosofia Slowcooking di Giacomo Mojoli presente sul retro del volantino dell’Associazione).

Come se non bastasse, nella carta dei vini del Collina potete trovare Ar.Pe.Pe, il Montepulciano di Pepe, Joly, COS, il Trebbiano Valentini, la Malvasia d’Emilia Romagna dell’Azienda Agricola Donati, la Vitovska di Zidarich e la Ribolla di Gravner

E se proprio avete bisogno di un’altra motivazione perché io scrivessi quel che ho scritto, chiudo il cerchio col dirvi che Nunzia Busi, l’amica pittrice, è nata a Piadena!

Serena Manzoni

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