Vatel l’inventore della crema Chantilly

Di Mimmo Farina,

Uno dei vantaggi di avere il phisique du role è che, facilmente, guardare una persona la identifica ad un contesto.

Nel caso della cucina e del cinema, l’attore “russo” (per motivi biecamente fiscali) Gerardovic Depardiov, anticamente noto come Gerard Depardieu è certamente fortunato.

Dotato di un fisico che definire opulento è poco, fa venire in mente, col suo pachidermico incedere, sia il cinema, nella sua accezione migliore, sia la cucina.

Vatel e la crema chantilly preparazione crema

Non sono poche le scene in cui l’ex cittadino transalpino ha a che fare con il cibo, basterebbe pensare alla sua attività di norcinaio in Novecento del Maestro Bertolucci, o anche ai suoi spot per i pomodori dal “cuore italiano” di non molti anni fa.

Siamo sinceri, Gerard (noi lo preferiamo ancora in versione francofona) è una icona, come tale anche prigioniero della sua corpulenta immagine.

Se è stato scelto per dare carne ad Obelix, un qualche motivo di sicuro ci sarà!

Oggi, però, più che come consumatore di cibo, lo vedremo nei panni di un cuoco. La pellicola in questione è Vatel (2000) diretta da Roland Joffè (Mission il suo inarrivabile capolavoro).

Vatel il suicidio François Vatel
Il suicidio di François Vatel

Ispirata alla storia vera di François Vatel (pseudonimo di Fritz Karl Watel) che si suicidò oppresso dai sensi di colpa per non essere riuscito a compiere il suo dovere di cuoco e maestro di cerimonie (per via di un ritardo nella fornitura di pesce) nel sontuoso banchetto organizzato per la riappacificazione tra il principe di Conde e Luigi XIV.

Indubbiamente un esempio estremo di dedizione e professionalità.

In molte città italiane, sicuramente, una grossa percentuale di ristoranti sarebbe costretta alla chiusura se venisse legalizzato il metodo Vatel.

Torniamo al film.

Il nostro protagonista deve organizzare i tre giorni di permanenza del Re Sole alla corte del Principe di Condè, figura di cui il sovrano ha assoluto bisogno in vista di una imminente guerra contro gli olandesi (siamo nel 1671).

A complicare le cose vi è una relazione passionale intrecciata con la dama di compagnia della regina, Anne de Montausier (Uma Thurman), alle cui grazie è interessato il re medesimo e il vile Marchese di Lauzun (Tim Roth).

vatel Gerard Depardieu

Vatel sacrifica due suoi pappagalli, per salvare i canarini della dama di compagnia, il cui cuore serve al medico di corte per curare la gotta del principe (non riesco ad immaginare il nesso ma…).

Vatel organizza quindi banchetti e festeggiamenti, che si rivelano eccellenti e forieri della tanto desiderata riappacificazione.

Tutto sembra andare per il meglio, tanto che Luigi lo vuole nelle cucine di Versailles.

Proprio l’ultimo giorno, però, il fattaccio.

Per il giardino di ghiaccio, ispirato alla mitologia marina e da allestire con pesce fresco, i fornitori non riescono ad essere puntuali, causando la disillusione del cuoco sia per l’amore nei confronti di Anne, quanto per il suo lavoro.

Per cui si suicida, non prima di aver mangiato i pochi crostacei arrivati, liberati i pappagalli superstiti e scritto una lettera alla sua amata (lettera nella quale spiega che il gesto estremo è slegato dal fallimento del ricevimento).

Beffa finale, dopo la sua morte il pesce arriva ed il pranzo, allestito dai suoi aiutanti, si rivela un successo.

vatel Gerard Depardieu e i pani

In chiusura, le ultime inquadrature del film indugiano sui resti disciolti delle sculture di ghiaccio.

Vatel, giova ricordarlo, è l’inventore della golosissima Crema Chantilly.

Per quello che attiene la preparazione dei piatti del banchetto, assistiamo ad un tripudio di frutti, uva, mele, fichi in abbondanti caramellature, frattaglie e patè, la zuppa Saint-Germain (a base di piselli e pancetta affumicata), piccioni, pollame e selvaggina, caffè, tè e cioccolata da bere ed un tocco di Italia grazie a granite e sorbetti.

Il tutto centellinato con maestria da Depardieu perfettamente in parte.

Insomma, una storia di eros e thanatos arricchita dai piaceri della tavola, un possibile sogno gastrodelirante…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.