Maramimmo a Termoli

Di Fabio Riccio

E’ cosa nota che in Italia le tipologie di locali dove si può mangiare qualcosa, seduti o da asporto per pasti deambulanti, o da portarsi a casa se non si ha voglia di cucinare oppure se si è “single imbranati” (senza mamma in zona…) sono ormai tante.

I confini tra generi iniziano a farsi flebili, e tralasciando chi si dedica al vero e proprio cibo di strada con tanto di banchetto motorizzato o meno, ogni tanto capita di imbattersi in qualcuno con idee nuove, o con più o meno riuscite rielaborazioni di altrui idee.

maramimmo termoli Un esempio di locale che sfugge all’incasellamento di genere in una precisa categoria, lo troviamo a Termoli (CB) in Corso fratelli Brigida, più noto anche come il “secondo corso”.

Maramimmo.

Tecnicamente si dovrebbe definirlo friggitoria, ma c’è di più.

Diciamo… che Maramimmo è un posto, un buon posto dove si’ si frigge pesce (e anche bene…) ma anche un posto dove acquistare porzioni di altre preparazioni ittiche, specialmente quelle legate alla tradizione locale.

In parole semplici, da Maramimmo c’è sia del buon pesce da “portar via” preparato all’istante (alias la frittura), sia preparazioni già pronte “fredde”, come seppie ripiene, cous cous ittico, polipetti in purgatorio etc etc.

Fritto ma non solo… forse questo è il sottotitolo ideale per questa che è qualcosa di più di una friggitoria, o di un fast-food ittico.

Maramimmo è un locale semplice, dove in cucina e al bancone (per fortuna!) non si mettono in mostra improbabili divise da super-chef televisivi con iniziali ricamate, ma si bada al concreto, proponendo piatti gustosi che mettono d’accordo sia i buongustai, che il pubblico normale che dal cibo cerca sapori rassicuranti e pochi fronzoli.

maramimmo termoliIl poter portarsi un buon piatto ittico a casa oppure, se ci si accontenta, di gustarselo in loco nei pochi e rustici tavolini con tovaglie di carta e piatti di plastica che farebbero storcere il naso a certi puristi, ma non al sottoscritto, sembra una idea indovinata.

Per chi decide di sedersi ai tavoli, completano il quadro una piccola scelta di bevande e vini (anche queste se occorre, da portar via…) forse migliorabile per qualità, comprese le immancabili bottiglie di rosso che per la tradizione dei pescatori locali, sono il non plus ultra per accompagnare molti piatti ittici, comprese la zuppa (o brodetto che dir si voglia…)

Aggiungo anche, che a onor del vero, all’interno del locale fa’ bella mostra di se un cartello (in bella vista) che avvisa i clienti che in caso di indisponibilità di materia prima fresca, si utilizza pesce surgelato – mi sembra indice di correttezza, specialmente nei periodi di fermo della pesca in estate.

La filiera di Maramimmo è molto semplice.

La famiglia Guidotti, ramo di una famiglia di armatori marchigiani trasferiti in quel di Termoli già dal lontano 1944, ha da sempre un filo diretto con il vicino porto e la sua flotta di pescherecci, fonte principale della buona materia prima utilizzata.

maramimmo termoliTutto qui.

Semplice, rapido e indolore.

Pochi fronzoli, ma funziona.

I clienti non mancano.

Maramimmo ha risolto parecchie mie cene.

Mi piace.

Cibo di strada? Volendo si.

La mia predilezione va’ alla frittura con o senza spine, un mio “debole”.

Leste signore con friggitrice a portata di vista sul retro, tramutano in pochi minuti pesci, cefalopodi e quant’altro arriva dall’adriatico in una frittura fatta davvero come si deve.

Lo stesso vale per i pesci e pescetti con spine, anche loro fritti come si deve eh…

L’altra sera… frittura senza spine (lo so… sono di parte) e altro.

Buono.

Con pochi fronzoli.

Spero continui così, semplicemente.


Maramimmo maramimmo termoli

Corso Fratelli Brigida, 64, Termoli – CB –

Tel. 0875 702809

Fabio Riccio

A proposito di Fabio Riccio

Fabio Riccio –
Interessato da più di venti anni al modo del cibo, crapulone & buongustaio seriale.
Dal lontano 1998 collabora come autore alla guida dei ristoranti d’Italia de l’Espresso, ha scritto sulla guida le tavole della birra de l’Epresso, ha collaborato a diverse edizioni della guida Osterie d’Italia dello Slow Sood, ha scritto su Diario della settimana e L’Espresso, e quando capita scrive di cibo un po’ ovunque.
Infine è ideatore e autore di www.gastrodelirio.it – basta questo?

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