extraverginità Extraverginità - Il sublime e scandaloso mondo dell'olio d'oliva

Extraverginità – Il sublime e scandaloso mondo dell’olio d’oliva

Extraverginità – Il sublime e scandaloso mondo dell’olio d’oliva

Di Tom Mueller

Lettura per l’olio d’oliva consapevole

Di Stefano Capone

ExtraverginitàIntosso, Ogliarola del Bradano, Tonda di Strongoli, Carboncella, Grignan, Rosciola di Rotello, Saligna di Larino, Cellina di Nardò, Nera di Gonnos, Tonda Iblea, Pitursello, Pendolino, Favarol

E ne ho tralasciati circa altri 450.

C’è territorio in questi nomi.

C’è arcaicità.

Hanno rughe antiche questi nomi, come le piante che rappresentano.

Se solo avessimo la minima percezione che in Italia esistono quasi 500 cultivar differenti e straordinarie di olivo, probabilmente inizieremmo un po’ tutti a parlare di olio di oliva e a utilizzare l’olio di oliva con differente consapevolezza.

Diciamoci la verità.

Per la stragrande maggioranza di noi l’olio di oliva è ancora l’anonimo complemento di un pasto, la base grassa ed indispensabile di un soffritto, il condimento rancido e scivoloso di un’insalata, il nemico numero uno degli addominali. Extraverginità

Con l’olio di oliva si apparecchia una tavolata, non si arricchisce una pietanza.

Siamo ancora troppo poco esigenti.

Ci accontentiamo, senza entrare nei dettagli, di un prodotto che invece ha radici antiche e nobili, contadine e rurali, di fatica e sapienza, di mito e religiosità ancestrali, soprattutto nel Bel Paese.

ExtraverginitàE non solo storia c’è nell’olio di oliva ben fatto ma profumi e sapori, e territorialità, quanto e forse più del vino di cui però conosco decisamente più paladini, conoscitori e fazioni petulanti.

Strali dal cielo se un vino sa di tappo, ma ingurgitiamo senza proferire verbo oli morchiosi, rancidi e riscaldati.

Poco si chiede all’olio, e dell’olio tra i banchi gourmet di ristoranti ed enoteche.

E poco si sa.

E poco si può leggere.

Decisamente illuminante è questo scritto di Tom Muelle.

extraverginità – Il sublime e scandaloso mondo dell’olio d’oliva”.

Finalmente un bel libro di inchiesta.

Quella che mi piace chiamare letteratura di soccorso.

Extraverginità

Tom Mueller è un giornalista ingegnere americano che da anni vive tra gli ulivi della provincia di Imperia e che dell’olio d’oliva è diventato uno dei massimi esperti e difensori al mondo.

C’è grande partecipazione in queste pagine, che entrano capillarmente tra le trame oscure della produzione di olio di oliva in Italia e non solo.

Il grande equivoco della extraverginità di un prodotto che, scivolando tra le maglie larghe della legalità, è spesso un olio raffinato, deodorato, addirittura non fatto di olive.

ExtraverginitàE’ un’immagine inquietante lo sbarco dei container di olio di nocciole di provenienza ignota, riversati nei silos delle multinazionali italo-spagnole dell’olio extravergine di oliva marchiato Italia.

Sì, perché la grande truffa vuole quest’olio certificato come extravergine in belle bottiglie decorate con paesaggi toscani e verdi olive spremute dalla rude mano di un contadino ed esposte a prezzi popolari sui banchi di un supermercato.

Un prodotto che scientificamente è creato senza profumi e sapori in una follia gustativa che vuole far passare l’amaro e la piccantezza naturale dell’olio di oliva come difetti.

Ma il viaggio di Tom Mueller passa anche attraverso la conoscenza dei produttori italiani di di qualità, vittime consapevoli di questa strategia di appiattimento del gusto e di privazione dell’identità territoriale dell’olio.

La passione di Mueller ci guida anche nell’antichissima e affascinante storia dell’olio Extraverginitàdi oliva, che è la storia stessa delle civiltà di tutto il bacino del mediterraneo.

E non manca certo uno sguardo attento al nuovo mondo dell’olio (Australia, California) che, come per il vino, guarda con rispetto la tradizione italiana.

Beffarda e amara è la visione del gusto comune che sta cedendo alle pressioni dell’omologazione, e che probabilmente non cambierà fin quando non accetteremo il fatto che una bottiglia di olio è come una bottiglia di buon vino, e come tale va trattata e anche pagata.

Perché… il vino è l’allegro Dioniso; l’olio è Atena, solenne, saggia e inconoscibile. Il vino incarna la vita che vorremmo, ma l’olio rappresenta la vita com’è: fruttata, pungente e con una sfumatura d’amarezza complessa…


Extraverginità
Il sublime e scandaloso mondo dell’olio d’oliva
Autore: Tom Mueller
Edizioni EDT Torino – 2013

Serena manzoni piccola biblioteca gastrodelirante

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