Cibo di strada Il cibo di strada

Il cibo di Strada…

Di Fabio Riccio

Alieno, globale e locale, facinoroso nella sua essenza e rivoluzionario, perché invade le strade.

E’ il cibo di strada.

In Italia tanti i luoghi complici che lo accolgono, spesso uteri urbani, a volte angoli reconditi di bucoliche contrade.

Il cibo di strada, quello vero, è anticipatore blasonato del fastfood attuale.

Anticipatore si’, ma per la felicità di poter bighellonare con un caldo cartoccio per strada.

A prima vista rozzo ma profumato, il cibo di strada ha colori e odori caldi che saziano l’anima, ancor prima dello stomaco.

Tutto ciò di frequente è sotto il naso, e il viaggiatore attento, al ritorno da un viaggio, forse riuscirà a rammentare luoghi come Firenze più per il sublime Panino con il Lampredotto (celebrato dal film amici miei) che per l’overdose di arte e di bello.

A Napoli, dove ha aperto il primo fastfood dell’orbe terracqueo, il famoso Vaco ‘e Press (vado di fretta) uno dei primi spacciatori della pizza a libretto”, il cibo di strada assolve un compito importante: quello di “chiuditivo(altro che aperitivo!) per saltare un pranzo completo.

Non da meno Palermo, dove il Pani câ Meusa (panino con la milza) fa marameo al colesterolo.

Uscite e mangiate, e al diavolo l’etichetta! Sbrodolatevi d’olio, tingetevi la faccia col pomodoro, e i resti per strada faranno felici i piccioni o altre creature urbane…

E se vi manca il dolce, un salto ad Ascoli Piceno in piazza del popolo , logicamente con un bel conetto di crema fritta all’Ascolana…

Cibo di strada

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