Cameriere ansiogeno …

Cameriere ansiogeno – ma non solo…

Di Fabio Riccio,           

A volte mi chiedo se sono diventato troppo esigente…

A volte invece penso di vivere gastronomicamente & culinariamente su un pianeta diverso dalla terra.

Onestamente ne ho piene le tasche di ristoranti & trattorie mediocri, ma nello stesso tempo pretenziosi che incrocio nel mio vagabondare.

Ne trovo sempre e sempre di più: molto fumo e poco arrosto, prezzi ingiustificatamente alti, inversamente proporzionali alle loro smanie di essere “fari” della cucina nazionale.

cameriere ansiogeno con baffiCosì qualche sera addietro, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo che stuzzichi e solletichi (bene) le papille gustative, sono finito a cena in un ristorantino dove anni fa ero già stato, senza però esserne rimasto particolarmente colpito.

Una seconda occasione però, la si concede sempre.

Avendo avuto notizia di un cambio di gestione (oltre che di indirizzo) decido di farci un salto.

Mal me ne incolse…

Locale carino e pulito, atmosfera “calda” – potrebbe promettere bene.

Nel cuore di un bel centro storico – “molto tipico” lo definirebbe qualcuno – e fin qui ci siamo, anche se oramai i vari localini nei centri storici d’Italia tendono sempre a somigliarsi quasi tutti, mi dispiace dirlo ma sono diventati quasi un “format”.

Ore 20 – presto – almeno secondo gli standard centro-meridionali italioti…

Siamo soli.

Tavoli, tovagliato, bicchieri & posate nella norma.

Neanche il tempo di sederci e già arrivano menù e carta dei vini… caspita, che efficienza!

Neanche il tempo di scorrere la lista che il cameriere, che presto si rivelerà cortese ma decisamente ansiogeno, quasi ansimante arriva chiedendo cosa vogliamo.

Chiedo tempo.

Quando mangio, e ancor di più quando scelgo cosa mangiare, odio chi mi porta fretta.

cameriere ansiogeno corsaDue minuti e il cameriere ansiogeno torna alla carica.

Davvero assillante, elenca, racconta, espone, anzi: sputa a velocità supersonica nomi di piatti dentro e fuori la carta, e blatera confuso le virtù di vini che non apprezzo.

Vista la velocità, sfido chiunque a memorizzare qualcosa.

Così, di corsa, almeno per i nostri standard, onde evitare una ulteriore incursione del cameriere ansiogeno decidiamo cosa mangiare, idem per il vino.

Paroloni a parte, la scelta di Bacco è banale e modaiola, ma per fortuna sperso nel mare delle ovvietà enologiche (locali & nazionali) c’è un vino gastrodelirante, unico figlio della sua progenie – ricarico del prezzo nella norma.

Meno male.

Neanche cinque minuti di attesa e già arrivano gli antipasti.

Caspita!

Servizio fulmineo, oppure tutto pronto e riscaldato al momento?

Chissà…

Terminati gli antipasti, neanche il tempo di capire e elucubrare su quel che è finito sotto i denti, e arriva il primo.

Servizio ancor più fulmineo?

Anche questo già pronto e riscaldato al momento?

Pasta che cuoce in due minuti?

Finito il primo, cinque minuti e arrivano i secondi.

L’apoteosi della rapidità.

cameriere ansiogeno

Tempo totale del pasto per tre portate, trentacinque minuti…

Un record.

Ritmi da mensa aziendale.

Mio malgrado mi sento “ingozzato”, ora sì che capisco il patimento delle oche all’ingrasso per il fois gras…

A questo punto però si cambia la musica.

Il locale si è riempito di avventori.

Buon per loro penso, gli affari vanno bene!

Però, iniziano ad ignorarci.

Il cameriere ansiogeno cambia registro, e come un consumato attore sfodera tutta la sua destrezza nel volgere il suo sguardo altrove, vale a dire ovunque, fuorchè verso il nostro tavolo.

Si sottrae….

Piroette su un solo piede pur di non osservarci.

Testa che guarda il soffitto, con rischio di inciampo quando transita nei pressi del nostro tavolo.

E noi che pensavamo a un dolce…

E noi pensavamo anche a un liquorino…

Il cameriere ansiogeno seguita a sgattaiolare da un tavolo all’altro, ma continua imperterrito ad ignorarci

Finita la festa gabbato lo santo diceva il proverbio…

Così, per avere un bicchierino con un goccio di qualcosa per finire degnamente il pasto passa una bella mezz’ora…

No, signori miei: così non si fa, più di qualcosa non quadra nel servizio.

Prima tanta fretta, poi ignorati.

Non va bene.

Non si fa.

cameriere ansiogeno logoSe un ristorante ha pretese di qualità, deve anche curare i tempi, quelli giusti, quelli che qui non ho trovato

Se un ristorante ha pretese di qualità, deve curare bene il servizio e non affidarsi ad un solo, se pur volenteroso cameriere (ansiogeno) per molti tavoli.

Fino adesso non ho parlato di cibo…

Tasto dolente.

Cibo assolutamente mediocre, non cattivo in generale con porzioni abbondanti, molto…

Nonostante le pretese del ristorante che nel suo incipit sul menu strombazza al mondo di dedicarsi alla ricerca dei sapori (ma quali??) tutto è terribilmente piatto e spesso pasticciato.

I sapori, sono latitanti, le sensazioni pure.

l’antipasto con un tortino di patate potrebbe rientrare nel novero del “senza infamia & senza lode viene trasfigurato in un guazzabuglio gustativo dalla (buona) ricotta con dentro pezzetti di mela, che a loro volta fanno compagnia ad una fetta di polenta con sopra della cipolla caramellata in crosta.

La seconda parte (polenta & cipolla) da sola poteva essere gustativamente interessante, ma affiancata al tortino di mele & ricotta, e letteralmente inguaiata da una spruzzata di topping da dolcetto (ma che c’azzecca???), riesce perfino a oltrepassare il concetto di gastro-guazzabuglio…

Il primo: pasta fatta in casa (buona come consistenza) con ceci e baccalà e qualche erbetta.

Il piatto non è una novità, già visto un po’ ovunque. Ma… perché rovinarlo obliterando perfino il deciso sapore del baccalà annegando il tutto in una insulsa e oltremisura avvolgente crema di tuberi e farina?

Sull’altro secondo carnivoro preferisco sorvolare, sarebbe come sparare sulla croce rossa.

Il dolce?

Non l’abbiamo mica preso, ma alla fine, quasi sgambettandolo per fermarlo, siamo riusciti ad avere dal cameriere ansiogeno almeno il liquorino da noi tanto anelato…

Per pagare abbiamo preferito andare alla cassa, e lasciare a manu propria i nostri 70 euro, visti i tempi del servizio.

Prezzo non eccessivo, considerati anche i 26 euro di vino, per due antipasti, un primo e due secondi… ma sproporzionato, almeno se rapportato alla quasi totale assenza di sapore in ogni portata, e al livello mediocre della cucina.

Questo locale è considerato tra i migliori nella sua città… almeno stando alla media dei giudizi di un diffuso sito di recensioni online.

La cosa mi fa riflettere e mi preoccupa, specialmente leggendo le lodi sperticate di certi recensori sedicenti esperti, e nientedimeno considerati “di livello”.

Ma… abbiamo mangiato allo stesso locale?

Non è che ci sarà qualche omonimia?

E di tutto questo chissà cosa ne pensano i ristoratori seri, e vi assicuro non sono pochi, che per cifre simili riescono ad offrire qualità, sensazioni e buon cibo?

Giova a loro tutto questo?

Giova a noi che ci sediamo a tavola?

Per me… croce nera e basta!

Fabio Riccio

A proposito di Fabio Riccio

Fabio Riccio - Interessato da più di venti anni al modo del cibo, crapulone & buongustaio seriale. Dal lontano 1998 collabora come autore alla guida dei ristoranti d'Italia de l'Espresso, ha scritto sulla guida le tavole della birra de l'Epresso, ha collaborato a diverse edizioni della guida Osterie d'Italia dello Slow Sood, ha scritto su Diario della settimana e L'Espresso, e quando capita scrive di cibo un po' ovunque. Infine è ideatore e autore di www.gastrodelirio.it - basta questo?

3 Replies to “Cameriere ansiogeno …”

  1. Caro Fabio, non avevi capito di non essere gradito? Nel senso che inconsciamente si instaura un rapporto di simpatica amicizia o di antipatica insofferenza? Capisco che questo non deve prescindere da un onesto e professionale lavoro.Purtroppo come si dice al cuor non si comanda….e tu te ne dovevi andare!

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