Indigeni Original Wines è il progetto di Davide Villa, dedicato alla ricerca e alla distribuzione di piccoli vini artigianali francesi.
Di Paolo Francesco Mandelli
Ci sono scelte che non si spiegano con la logica. Scelte che sembrano, a guardarle da fuori, una deviazione irrazionale da una strada già tracciata. Eppure è proprio lì, in quella deviazione, che spesso si nasconde una verità più autentica.
La storia di Davide Villa comincia così: con un abbandono. Una carriera solida, ben avviata, destinata a crescere. Una di quelle traiettorie rassicuranti, costruite con metodo, disciplina e prospettiva. E poi, improvvisamente, una frattura. Non per necessità, ma per amore. Amore per il vino.
Non il vino delle certezze, però. Non quello delle denominazioni celebri, delle bottiglie già consacrate, dei nomi che rassicurano. Davide sceglie altro. Sceglie l’incertezza, l’istinto, la scoperta.
Sceglie di inseguire ciò che Luigi Veronelli chiamava “gli angeli matti”: vignaioli ostinatamente legati alla loro terra, lontani dalle logiche del mercato, incapaci — e forse anche disinteressati — “ad abbandonare la loro terra per una vita meno grama”.
Indigeni Original Wines
Una piccola distribuzione che è più un atto poetico che un progetto commerciale.
Una ricerca, prima ancora che un’attività. Davide attraversa la Francia non seguendo le rotte più battute, ma cercando margini, altitudini, periferie del gusto. La Savoia, l’Isere, il Jurançon, l’Auvergne, territori che non vivono di fama ma di resistenza. Luoghi dove il vino non è mai solo vino, ma racconto, identità, sopravvivenza.
In un paese che ha fatto dei vitigni internazionali un modello insuperabile — Chardonnay, Pinot Noir, Syrah, i grandi tagli bordolesi — Davide sceglie deliberatamente di guardare altrove. Si allontana dalle certezze per avvicinarsi a vitigni meno noti, come la Jaquere, la Verdesse, la Mondose, spesso dimenticati, profondamente radicati nei loro territori. Vitigni che non cercano di piacere a tutti, ma che sanno parlare a chi è disposto ad ascoltare.
È una scelta controcorrente, quasi romantica nel senso più letterario del termine. C’è qualcosa dello Sturm und Drang in questo percorso: l’esaltazione dell’emozione sulla ragione, della libertà individuale sulla convenzione.
Come un giovane Werther contemporaneo, Davide non si adatta alla realtà così com’è, ma prova a piegarla a ciò che sente. Si innamora di vini che non conoscono l’hype, che non inseguono il consenso, ma che custodiscono una verità intima, spesso imperfetta, sempre viva.
Quello che cerca non è il “vino migliore” nel senso tradizionale. Non è la perfezione tecnica, né la sicurezza di un gusto riconoscibile. È qualcosa di più fragile e più raro: l’emozione. Quella sensazione sottile che si prova quando si scopre un luogo segreto, quando qualcosa ci sorprende senza chiedere il permesso.
Un vino che non si limita a essere bevuto, ma che racconta. Che porta con sé il volto del vignaiolo, il clima di un’annata, la fatica di una terra difficile.

In questo senso Indigeni Original Wines non è soltanto una distribuzione. È un invito. A rallentare, a uscire dai percorsi conosciuti, a fidarsi dell’imprevisto. A bere non per confermare ciò che già sappiamo, ma per scoprire ciò che ancora ci manca.
E poi c’è quella definizione, quasi sospesa tra poesia e percezione: “un vino che ha il profumo della neve”. Nasce dal racconto di Franco, ospite di un podcast, capace di tradurre in parole ciò che spesso resta ineffabile. Un vino di montagna, della Savoia, prodotto in altitudine. Un vino che non profuma di frutta o di spezie, ma di silenzio, di aria rarefatta, di purezza.
Forse è proprio qui che si chiude — o si apre — la storia di Davide Villa. In quell’immagine impossibile eppure chiarissima: un vino che sa di neve. Un vino che non cerca di essere compreso da tutti, ma che, per chi lo incontra davvero, diventa esperienza.
Questa è la storia di Indigeni Original Wines.
Una storia romantica, nel senso più pieno e necessario del termine.

GastroFuturo
GastroFuturo è la rubrica di Gastrodelirio firmata da Paolo Francesco Mandelli, dedicata a vino, ristorazione piccoli produttori e distributori indipendenti, idee controcorrente e persone che scelgono la qualità invece delle mode.
L’articolo su Indigeni Original Wines, il progetto di Davide Villa, nasce dalla ricerca di vini artigianali francesi e di vignaioli capaci di custodire il carattere autentico dei loro territori.
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Paolo Francesco Mandelli, classe 1969, (pessima annata ) architetto e gastronomo, si occupa dei due bisogni primari dell’uomo: casa e cibo.