Vendemmia 2013 in Abruzzo parte prima: le uve bianche

Di Jolanda Ferrara

Uve sane, qualità omogenea e grandi proprietà organolettiche, escursione termica tra giorno e notte e il vantaggio di una maturazione più lenta e naturale. Cosa chiedere di più all’evoluzione della vendemmia delle uve bianche: che le condizioni meteo finora ideali non cedano il passo al brusco arrivo del maltempo, e che la natura continui a elargire quanto donato in questa coda di estate settembrina. Vendemmia 2013 in Abruzzo

E’ questo il fervido auspicio del popolo dei vignaioli abruzzesi alle prese con la maturazione in ritardo delle uve e l’imminenza della stagione fredda. L’uva si presenta eccezionalmente sana e bella, la buccia integra, i grappoli turgidi e serrati, bellissima acidità e grande mineralità, conferma dalla cantina Villa Medoro di Atri Federica Morricone, Donna del vino d’Abruzzo.

L’equilibrio tra acidità e gradazione zuccherina (15° contro i 18° dell’anno scorso per il trebbiano) rappresentano le condizioni giuste per la spumantizzazione dei vitigni autoctoni – pecorino, cococciola, passerina – e comunque fanno anticipare fin da ora che “i bianchi di quest’anno saranno superiori”. “La natura si è riappropriata dei suoi tempi e ha lavorato in modo più equilibrato.

Dopo tanto si riassapora in vigna l’odore del mosto, di frutto maturo” commenta poeticamente Rocco Pasetti, titolare Vendemmia 2013 in Abruzzo dell’azienda Contesa a Collecorvino, dove con la tecnica della confusione sessuale si evita il ricorso a pesticidi, zolfo e rame per proteggere la vigna dall’attacco degli insetti. “Il bel tempo finora ha facilitato la maturazione della pianta” aggiunge il produttore pescarese. “Tutto questo ci riserverà sorprese positive al momento dell’assaggio dei vini: grande carattere e grande espressione di tipicità”. “Per parlare dei rossi c’è però bisogno di un paio di settimane, il quadro è ancora in evoluzione” concorda dalla storica cantina in Tocco da Casauria Lorenzo Filomusi Guelfi, produttore di una delle poche malvasie abruzzesi. “Se il tempo ci assiste porteremo in cantina un’uva strepitosa per qualità sebbene di quantità superiore appena del 5% alla vendemmia passata; l’acidità naturale favorirà vini più profumati e longevi” sintetizza l’enologo Vittorio Festa “Il ritardo importante sulla maturazione può portare problemi sulle uve tardive come montepulciano, cabernet e aglianico. Tutto dipende che il clima resti ventilato e soleggiato in queste ultime settimane. I rosati già spillati presentano un bel colore acceso di cerasa, sintomo di grande vivacità e segno di qualità intrinseca” sottolinea Festa “E’ la dimostrazione della grande vocazione vitivinicola del territorio abruzzese che non ha bisogno di interventi artificiali per correggere il prodotto, qualità dei terreni che pochi altri territori possono vantare unita alla capacità dei viticoltori”. “Avremo vini fruttati e floreali come di tendenza attuale, con gradazione che difficilmente sfiorerà i 13° ma di grande bevibilità e durata nel tempo. La cococciola potrà dare un grande vino longevo di 5 anni. E’ l’anno buono per le bollicine: lavorando in assenza di ossigeno come nel nostro caso, pinot nero e chardonnay saranno spumanti perfetti” conferma Francesco D’Onofrio, titolare della cantina Marchesi de’ Cordano che annovera vigneti al 50% tra bacca rossa e bianca nel Chietino (a Villamagna, Bucchianico e Canosa Sannita) e nel Pescarese (Loreto Aprutino, Civitaquana).

Vendemmia 2013 in AbruzzoFavorito lo spumante, grazie alla sanità delle uve, conferma Alessandro Nicodemi titolare con la sorella Elena della cantina di famiglia a Notaresco, ma quanto mercato possono avere pecorino e passerina abruzzesi spumantizzati per l’importatore straniero, si chiede il produttore riconfermato alla guida del Consorzio di tutela Colline Teramane. “L’importatore sceglierà la bollicina nelle zone dove questa è autoctona, come in Franciacorta. Così come per un autentico montepulciano cercherà in Abruzzo, e non nelle pur vicine Marche dove il montepulciano è base del Rossero ma rappresenta un’espressione diversa”. “Sembrerò tradizionalista e conservatore” conclude Nicodemi “ma dello spumante di pecorino, passerina o cococciola non farei un business per aggredire il mercato”.

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