Cos’è stato il VinNatur Tasting 2026
Il VinNatur Tasting è stata una delle principali manifestazioni italiane dedicate ai vini naturali, organizzata dall’associazione VinNatur e focalizzata su produttori artigianali europei.
Dove si è svolto il VinNatur Tasting 2026
L’edizione 2026 si è tenuta a Gambellara, in Veneto, territorio storicamente legato alla viticoltura e oggi punto di riferimento per il vino naturale.
Perché è stata importante
L’evento ha riunito centinaia di produttori indipendenti e ha rappresentato uno degli appuntamenti chiave per operatori e appassionati del vino naturale in Europa.
VinNatur Tasting 2026 a Gambellara (showroom Margraf, aprile 2026): oltre 180 produttori e una svolta nel vino naturale. Ecco cosa è successo e perché le parole di Angiolino Maule stanno dividendo il settore.
Un segno che non riguarda solo ciò che è finito nei calici, ma soprattutto il modo in cui oggi si parla — e si deve parlare — di vino naturale. Perché a Gambellara, quest’anno, si è percepita nitidamente una transizione: meno ideologia, più responsabilità. Punto.
Cos’è stato VinNatur Tasting 2026
Ci sono fiere che scorrono, e ci sono fiere che restano.
Il VinNatur Tasting 2026, ospitato nello showroom Margraf di Gambellara, appartiene senza esitazioni alla seconda categoria. Non tanto (o non solo) per il livello dei vini — comunque mediamente alto — ma per il contesto che si è creato attorno.
Tra i banchi di assaggio si respirava attenzione, curiosità, confronto. Ma anche qualcosa di più sottile: una tensione diffusa, quasi trattenuta. Non era la solita celebrazione del vino naturale, bensì un momento di riflessione collettiva.
E sopra tutto questo, come una presenza costante, o forse come un macigno, aleggiava un tema preciso: le parole di Angiolino Maule.
VinNatur Tasting 2026 a Gambellara: contesto e significato

Partiamo dai fatti, quelli concreti.
Il livello medio dei vini presentati al VinNatur Tasting 2026 è cresciuto in maniera evidente.
Meno ossidazioni fuori controllo.
Meno acidità volatile giustificata come stile.
Meno difetti travestiti da identità.
E soprattutto, molto meno spazio per quella frase che per anni ha funzionato come scudo universale: “è fatto così perché è naturale”.
Tradotto: meno alibi
Il vino naturale sembra aver superato una fase adolescenziale fatta di eccessi, giustificazioni e provocazioni. Oggi, almeno nei casi migliori, si presenta più preciso, più leggibile, più consapevole.
Non significa perdere carattere. Significa, piuttosto, sapere dove fermarsi.
Cosa ha detto Angiolino Maule sul vino naturale a VinNatur Tasting 2026

E’ bastato uscire dal flusso dei banchi più affollati per accorgersi che qualcosa è cambiato.
Le conversazioni non sono solo tecniche o entusiaste. Sono anche cariche di sottintesi.
“Tanto ormai l’ha detto…”
“Hai letto cosa ha dichiarato?”
“Eh, ma così è una bomba…”
Le parole di Angiolino Maule, pubblicate sul Gambero Rosso, hanno attraversato il VinNatur Tasting 2026 a Gambellara come una crepa invisibile ma profonda.
Non tutti ne parlano apertamente. Ma tutti, in qualche modo, ne tengono conto.
“Il vino naturale non deve avere difetti”
La frase è semplice. Brutale. Senza possibilità di interpretazione.
Il vino naturale non deve avere difetti.
Non “dovrebbe”.
Non “idealmente”.
Non “dipende”.
Non deve.
Quando Maule parla di difetti, il riferimento è chiaro: acidità volatili fuori controllo, brettanomyces invasivi, ossidazioni non gestite, deviazioni aromatiche evidenti e fastidiose.
Per anni, una parte del movimento ha tollerato — e talvolta celebrato — questi aspetti. Oggi, almeno ufficialmente, non è più così.
Il messaggio è netto: l’errore non è più accettabile come linguaggio.
Reazioni dei vignaioli alle dichiarazioni di Maule sul vino naturale
Il punto interessante emerge parlando direttamente con i produttori.
Da una parte c’è consenso.
Molti riconoscono che certe derive hanno danneggiato la credibilità di tutto l’informe movimento del vino naturale. Che si è tirata troppo la corda. Che alcune bottiglie erano semplicemente indifendibili.
Dall’altra parte, però, si avverte un certo fastidio.
Perché dirlo così, pubblicamente, alla vigilia del VinNatur Tasting 2026, ha avuto un effetto preciso: ha esposto tutti.
Ha tolto protezione.
Ha eliminato le zone grigie.
E non tutti erano pronti.
Difetti nel vino naturale: dove finisce l’errore e dove inizia l’identità
Qui si entra nel nodo centrale.
Dove finisce il difetto e dove inizia l’identità del vino naturale?
Perché se è ormai evidente che un vino tecnicamente compromesso non può essere giustificato con la parola “artigianale”, è anche vero che il rischio opposto esiste.
Quello di normalizzare, come accade per certi “naturalini”.
Di rendere tutto più pulito, più controllato, più corretto — ma anche più scontato e prevedibile.
Il confine è sottile, e si gioca tutto sulla competenza.
Nei calici la risposta c’è già
La cosa più interessante è che, mentre il dibattito si accende, i bicchieri raccontano già qualcosa.
Al VinNatur Tasting 2026, i vini migliori non sono stati quelli più estremi.
Sono stati quelli più centrati.
Hanno energia, tensione, personalità, ma non hanno bisogno di essere giustificati. Non cercano spiegazioni e stanno in piedi da soli. E questo, in fondo, è esattamente il punto.
VinNatur oggi: meno ideologia, più competenza
Un altro segnale forte emerso a Gambellara è il cambio di linguaggio.
Il vino naturale non si presenta più come una opposizione meramente ideologica al sistema, ma come scelta tecnica consapevole.
Meno slogan.
Meno posizioni radicali.
Più attenzione al risultato.
È una trasformazione silenziosa, ma evidente.
Il retrogusto finale del VinNatur Tasting 2026
Alla fine della giornata, uscendo da Gambellara, resta una sensazione doppia.
Da una parte, la conferma che il VinNatur Tasting 2026 è stata un’edizione ben riuscita, forse una delle più solide degli ultimi anni. Dall’altra, la percezione che qualcosa davvero si sia incrinato.
Le parole di Angiolino Maule non sono scivolate nel vento. Hanno inciso, molto.
E quando un movimento smette di proteggere (e… giustificare) le proprie debolezze, succede sempre la stessa cosa: cresce.
Ma non senza attriti.
Il VinNatur Tasting 2026 può segnare quindi un punto di svolta per il vino naturale: meno giustificazioni, più consapevolezza e una nuova fase tutta da scrivere.
Partiamo da questa ipotesi…

Cos’è VinNatur Tasting e perché è importante
VinNatur Tasting è uno degli eventi di riferimento per il vino naturale in Europa, organizzato dall’associazione VinNatur. Ogni anno riunisce produttori che lavorano senza chimica di sintesi in vigna e con interventi minimi in cantina. L’edizione 2026 a Gambellara ha confermato l’evoluzione del settore verso vini sempre più puliti, precisi e riconoscibili.
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Fabio Riccio –
Interessato da più di venticinque anni al modo del cibo, crapulone & buongustaio seriale.
Dal lontano 1998 autore della guida dei ristoranti d’Italia de l’Espresso, Scrive sulla rivista il Cuoco organo ufficiale della FIC, ha scritto sulla guidade le Tavole della Birra de l’Epresso, Su Cucina a Sud, sulla guida Osterie d’Italia Slow Food, su Diario della settimana e L’Espresso, e quando capita scrive di cibo un po’ ovunque gli gusta.
Infine è ideatore e autore di www.gastrodelirio.it – basta questo?