Uomini e donne separati a tavola – un segno di regresso?

Senza voler fare una analisi del costume spicciola, vedere sempre più di frequente nei ristoranti e nelle pizzeria uomini e donne separati a tavola è un termometro dell’involuzione dei costumi.
Un esempio pratico…
Sere fa in pizzeria, nelle tre tavolate a portata d’occhio, ben due erano rigorosamente separate per sessi, e la cosa più avvilente (concedetemi il termine…) era che erano tutte composte da persone tra i 20 e i 45 anni.
Uomini e donne separati a tavola …
Ma non uno di fronte l’altro, no: semplicemente a centro tavola, passava una invisibile e invalicabile linea di confine che fendeva in due la tavolata.
Invece, l’unica tavolata di persone “over 60”, era “mista”.
L’unica, senza uomini e donne separati a tavola, dove i componenti parevano godersi la serata, chiacchierando amabilmente tra loro e buttando ogni tanto un occhio distratto alla partita di calcio sui due grandi schermi in sala.
All’opposto, nelle “tavolate separate”, i veri protagonisti non erano cibo e convivialità, ma sua maestà, anzi: “sua tuttità”, lo smartphone.
Lo smartphone ha sostituito la conversazione a tavola
Gli uomini tutti impegnati a rovinarsi la vista guardando partite sui piccolissimi schermi appoggiati sui boccali di birra (nonostante i due mega-televisori in sala), le donne più che altro a messaggiare, incessantemente.
Nel frattempo le pizze si raffreddavano, inesorabilmente
Alla fine, l’unico trait d’union tra i due sessi è stata l’immancabile valanga di “selfie” più le solite foto delle pizze da “condividere”, appena smangiucchiate, poi tutti al proprio posto.
Uomini e donne separati a tavola e tra i due sessi quasi nessun dialogo.
Che fine ha fatto la convivialità al ristorante? Convivialità significa condividere
Adoro la convivialità e mangio spessissimo in ristoranti e pizzerie e… vi assicuro che questo triste andazzo ormai non è più l’eccezione, ma quasi la regola.
Le tavolate “di una volta”: quando uomini e donne parlavano insieme
Questi anziani (come tantissimi altri ormai…) erano TUTTI smartphone-muniti, solo che ne hanno fatto un uso giusto, preferendo mangiarsi allegramente la pizza scambiandosi frizzi e lazzi tra di loro.
Inutile aggiungere altro, se non la scontata “frase fatta” che siamo diventati tutti più tristi, più “vecchi”, più chiusi in se stessi, anche e soprattutto se si hanno vent’anni…
Tornando nello specifico personale, sarà forse perché già nei tanto vituperati anni ‘60 del secolo scorso ho avuto la fortuna di frequentare una scuola elementare assolutamente “mista”, cioè dove bambini e bambine erano disposti veramente a caso, neanche in file separate, quindi la mia forma mentis è quella che non esistono cose o discorsi per sole donne o uomini. Punto.
Oltretutto, di recente, partecipando a una tavolata con persone in maggioranza più giovani, ho avuto il mio bel da fare per tentare di non far segare (virtualmente) il tavolo tra uomini e donne neanche fossero i bagni (!).
Tornare a condividere il tavolo è un atto di convivialità
Partiamo da questa ipotesi…
Fabio Riccio –
Interessato da più di venticinque anni al modo del cibo, crapulone & buongustaio seriale.
Dal lontano 1998 autore della guida dei ristoranti d’Italia de l’Espresso, Scrive sulla rivista il Cuoco organo ufficiale della FIC, ha scritto sulla guidade le Tavole della Birra de l’Epresso, Su Cucina a Sud, sulla guida Osterie d’Italia Slow Food, su Diario della settimana e L’Espresso, e quando capita scrive di cibo un po’ ovunque gli gusta.
Infine è ideatore e autore di www.gastrodelirio.it – basta questo?


Tra le tante cose che hai scritto, la separazione tra uomini e donne mi è sembrata la meno grave.
Mio padre un paio di volte mi ha raccontato che, quando era piccolo lui, a Messa ci si sedeva con uomini da un lato della chiesa e donne dall’altro.
C’entra? Non c’entra? Non lo so. Me lo chiedo se ci sia qualche residuo di motivazione culturale.
Altra ipotesi: forse la separazione era tra calciofili e non calciofili, più che tra uomini e donne?
Boh.
Di sicuro la smartphonedipendenza (o paradossalmente social-dipendenza) ci sta rendendo dei terribili asociali. :/
Fabio, vieni alla pizza TELUG? Mi farebbe molto piacere ricambiare quattro chiacchiere di persona. 🙂