Ferrara, città degli Estensi… nel cuore del centro storico si trova c’è la Trattoria Il Sorpasso, un luogo che ribalta il tavolo con una naturalezza disarmante.
Qui mica si gioca a fare i contemporanei. Qui si è contemporanei senza dirlo e tra i posti dove mangiare in città il Sorpasso gioca in un’altra categoria.
Trattoria il Sorpasso a Ferrara: quando il territorio smette di essere uno slogan

Il Sorpasso è il classico posto che, se lo racconti male, rischi di ridurlo a “si mangia bene”. Che è un po’ come dire che Caravaggio “usava benino la luce”. Vero, ma tragicamente insufficiente.
Il territorio, tanto per cominciare, non è un feticcio da menu degustazione con spiegazione incorporata su scheda SD rimovibile. È sostanza viva. Ferrara è vicina al mare, e il mare qui si sente, eccome se si sente.
Ma non invade, non sbraita, non fa il protagonista coatto: entra in scena quando serve e, soprattutto, sa bene quando uscire. Che è la vera cifra dell’eleganza.
Trattoria il Sorpasso a Ferrara: ambiente, servizio e vini senza teatro

L’ambiente è pulito, preciso, confortevole quanto basta, senza quelle ansietà da design che ormai infestano anche l’ultima e derelitta trattoria di campagna. Il servizio è gentile, ma soprattutto vero: niente recite da accademia della ristorazione e sorrisi veri.
E poi c’è la carta dei vini, gestita con una passione che raramente si incontra. La ragazza in sala non “serve” il vino: lo racconta, lo vive, lo difende. E tu, inevitabilmente, la ascolti, annuendo.
E godi già lì.

I piatti de la trattoria il Sorpasso di Ferrara: felicità ragionata (ma sempre felicità)
Poi arrivano i piatti. E lì si capisce tutto.
Le polpettine di alici sono una carezza che, dopo due secondi, si trasforma in un abbraccio. Suadenti è dire poco: sono quasi persuasive. Ti convincono che il mare, quando vuole, può essere più elegante di qualsiasi costruzione intellettuale.
I botoli — carciofini in tre cotture — sono il classico piatto che potrebbe essere una furbata da menu e invece si trasforma in una lezione di cucina. Tre consistenze, tre approcci, un solo ingrediente che si moltiplica senza mai perdere dignità. Qui c’è testa. E si sente.
La crema d’Aglio di Voghiera DOP è, senza mezzi termini, una roba per cui rischi di perdere la dignità a tavola. Intingi, raccogli, ripassi. E mentre lo fai capisci che l’aglio — quello vero — non è mai stato il problema: è solo stato trattato male da Adamo ed Eva in poi.
Qui è sensualità, profondità, quasi poesia.
Tra mare e opulenza: i piatti che alzano il livello
Le mazzancolle lardellate sono pornografia gastronomica fatta con classe. Il lardo avvolge il corpo nudo del fu crostaceo, amplifica, esalta, senza mai diventare invadente. La mazzancolla risponde con una dolcezza carnosa che sfiora il ridicolo — nel senso più alto del termine.
Qui siamo oltre il “buono”: siamo nel territorio del “ma davvero?”.
E poi il sartù di riso, aglio selvatico, peperoncino e crema di parmigiano. Un piatto che parte da Napoli e arriva a Ferrara passando per un’idea di cucina che potremmo definire semplicemente intelligente.
Comfort food? Sì. Ma con i muscoli.
Dolci e colpo di teatro finale
Il finale è affidato ai dolci, e qui emerge con chiarezza la matrice siciliana dello chef. Non si tratta di semplici esecuzioni tecniche, ma di una vera e propria dichiarazione identitaria. Sapori netti e decisi nello stesso tempo, in ogni casi leggibili e godibili anche da un ageusico impigrito. Niente orpelli, niente virtuosismi fini a sé stessi. Solo tanto gusto, amore, memoria e sole.
E poi arriva lui. Il colpo basso.
Il liquorino artigianale da infusione di bucce di arance amare. Una roba che, da sola, giustifica il viaggio al Sorpasso Ferrara. Non è un fine pasto: è un’esperienza sensoriale borderline.
Amaro, profondo, persistente, quasi filosofico.
Perché andare alla trattoria il Sorpasso di Ferrara

Mangiare a Il Sorpasso Ferrara non è semplicemente uscire a pranzo. È l’accettare con un sorriso di essere leggermente destabilizzati. Di perdere, per qualche ora, quella distanza critica che ci fa sentire sempre un passo sopra.
Qui no: qui sei dentro. E ti va benissimo così.
In un panorama dove tutti cercano di essere qualcosa — gourmet, fine dining, contemporanei, identitari (e chi più ne ha più ne metta…) — Il Sorpasso Ferrara fa una cosa molto più difficile: è.
E quando un posto “è”, di solito, non si dimentica.
E soprattutto, non si racconta senza un filo di goduriosa esagerazione. Proprio come merita la trattoria il Sorpasso a Ferrara.
Come sempre, pagando regolarmente il conto come un qualunque cliente…
Trattoria IL SORPASSO
Via Saraceno, 118 · Ferrara
Tel. 0532 790289 · info@trattoriailsorpasso.it
Fabio Riccio –
Interessato da più di venticinque anni al modo del cibo, crapulone & buongustaio seriale.
Dal lontano 1998 autore della guida dei ristoranti d’Italia de l’Espresso, Scrive sulla rivista il Cuoco organo ufficiale della FIC, ha scritto sulla guidade le Tavole della Birra de l’Epresso, Su Cucina a Sud, sulla guida Osterie d’Italia Slow Food, su Diario della settimana e L’Espresso, e quando capita scrive di cibo un po’ ovunque gli gusta.
Infine è ideatore e autore di www.gastrodelirio.it – basta questo?