Surf and Turf Lucera una bella fusione a freddo tra terra e mare

Surf and turf Lucera

Due cucine, una collisione controllata 

 Lucera, 29 gennaio 2026 

Tavola della cena Surf and Turf al Modigliani Osteria Contemporanea di Lucera

Ci sono cene che nascono per somma e altre che funzionano per sottrazione. E poi esistono quelle, più rare, che si muovono quasi come fossero esperimenti di fisica applicata: due identità distinte che entrano in contatto senza annullarsi, senza cercare compromessi di facciata, producendo energia nuova. Questo è il bello.


La cena Surf and Turf – Allevatori e Pescatori, andata in scena il 29 gennaio 2026 a Lucera, negli spazi del Modigliani Osteria Contemporanea, appartiene con decisione a quest’ultima categoria. Una fusione a freddo, appunto: niente botti spettacolari, nessuna sovrapposizione forzata, ma un lento e durevole scambio di senso, tecnica e visione tra colleghi, con pubblico mangiante però.

Da un lato Andrea Vicario, cuoco “ospite”, anche lui originario di Lucera ma ormai radicato a Polignano a Mare, presso il ristorante Meraviglioso, dove la sua cucina ha trovato una forma matura, elegante, controllata.

Dall’altro Giammarco Angelilli, il padrone di casa, rientrato da qualche anno da una lunga e formativa esperienza londinese, che più che nel curriculum o nei sapori si nota nel metodo, nella disciplina del piatto, nella chiarezza delle gerarchie sensoriali.


Due cuochi diversi, due calligrafie riconoscibili, accomunate però da un tratto fondamentale: nulla è casuale, nulla è affidato all’effetto.

Il benvenuto di surf and turf: pane come grammatica del gusto

Il percorso si apre con un benvenuto che è già dichiarazione d’intenti, anzi: d’amore. Pane integrale, focaccia, pane di semola: tre impasti, tre texture, tre modi di intendere la base. A lato, pomodori secchi, aglio e origano richiamano un Sud essenziale, affatto folkloristico. 


Il burro di alghe frappone una nota marina sottile, iodio più che mare, mentre lardo, mandarino e limone giocano su un riuscito equilibrio (e delicato) tra grassezza e agrume. Qui la fusione non è ancora piatto, ma la premessa concettuale: terra e mare non si affrontano, si osservano. 

Piatto della cena Surf and Turf tra mare e terra a Lucera

I piatti di surf and turf Lucera : dialogo, mica duello!

Il primo antipasto firmato Vicario — scampo, pancotto, cotenna e beurre blanc — è un esercizio di controllo che persuade per misura. Il fu crostaceo è trattato con riguardo quasi religioso, il pancotto lavora come elemento di memoria, la cotenna introduce collagene e profondità.

Il beurre blanc, lungi dall’essere una semplice citazione francese, diventa elemento di raccordo, una sorta di colla gustativa che tiene insieme il piatto senza però imporre una direzione unica.

È un piatto che non cerca l’applauso immediato, ma la persistenza. E ci riesce.

Angelilli replica con capasanta, maialino, granchio e zucca thai. Qui la costruzione è più stratificata, quasi architettonica. La zucca non è un vezzo esotico, ma un ponte aromatico; il maialino porta in dote una grassezza rotonda che addomestica la dolcezza naturale di capasanta e granchio. Il risultato è un piatto che danza su più livelli, complesso ma leggibile anche da i non “addetti ai lavori”, in cui ogni elemento trova il suo giusto tempo.

Il primo: equilibrio e una scelta un bel po’ soggettiva (ma interessante)

Il tubetto con baccalà, alici marinate, limone in conserva e midollo rappresenta uno dei momenti più riflessivi (e divisivo…) della cena.

Certo, la struttura del piatto è ben oltre l’impeccabile. La pasta tiene bene, il condimento lega, il limone in conserva porta un’acidità ponderata e controllata. Il midollo, magnifico nella sua funzione strutturante, aggiunge profondità e rotondità, chiudendo il cerchio gustativo con decisione.

Però, è proprio questa generosità verso gli elementi di profondità, che sposta l’asse gustativo più verso la grassezza e l’acidità che verso l’identità intrinseca degli ittici.

Baccalà e alici, presenti e corretti nella loro essenza, restano però leggermente nelle retrovie, almeno sul piano aromatico: una scelta consapevole, probabilmente, che sacrifica la riconoscibilità in favore dell’equilibrio.

Resta il dubbio — più che un rimpianto — su come sarebbe stato il piatto con un baccalà più sfacciato, più “fracassone” nel gusto, capace di imporsi con maggiore decisione senza compromettere l’armonia complessiva.

Il secondo: la maturità della cucina di Angelilli 

Con la gallinella alla cacciatora, zuppa di pesce e jus di pollo, Angelilli mette in campo tutta la maturità della sua cucina. È un piatto azzardato, concettualmente e tecnicamente: mare e cortile, brodo e fondo bruno, delicatezza e profondità, per non dire delle consistenze.

La gallinella è trattata con rispetto carnale, mai sovraccaricata; il jus di pollo aggiunge una verticalità umami inattesa, che non invade ma sostiene. La zuppa di pesce non è fondale, ma ambiente, contesto narrativo.

Qui emerge chiaramente l’esperienza londinese: non tanto nei riferimenti, quanto nella pulizia del pensiero, nella capacità di tenere insieme elementi lontani senza bisogno di spiegazioni. È un piatto che parla una lingua internazionale, ma con accento dauno-lucerino.

Il dolce: chiudere per sottrazione…

Il dessert — riso, olio, mandorla e agrumi — evita ogni tentazione di chiusura conciliante. È un dolce asciutto, oserei dire… meditativo, che lavora su trame e aromaticità primarie. Il riso è materia, l’olio è veicolo, la mandorla struttura, l’agrume pulisce.

Non consola, non coccola: chiarisce. E prepara all’uscita.

Surf and turf Lucera – due cucine, una temperatura comune 

Menu della cena Surf and Turf allevatori e pescatori a Lucera

Alla fine della cena, ciò che resta non è la somma dei piatti, ma la sensazione di aver assistito a un dialogo autentico tra due bravi chef, guarda caso originari del medesimo comune.

Vicario lavora per sottrazioni, Angelilli per equilibri complessi; il primo è più lineare, il secondo più stratificato. Eppure condividono una grammatica comune: quella del piatto molto pensato, della costruzione del gusto come atto razionale prima che emotivo.

Se la fusione a freddo è ancora un’utopia per la fisica nucleare, a Lucera invece ha trovato una sua versione gastronomica credibile: due cucine che si incontrano senza annullarsi, producendo energia controllata, profonda, duratura.

Ed è proprio questa, oggi, la forma più coinvolgente di contemporaneità. 



Figli di Pu...glia: cena a Lucera nel 2017
Nota a margine Lucera, per chi la vive da vicino, ha una memoria gastronomica ben più lunga di quanto si può immaginare. Nel 2017, sempre qui, mi capitò di partecipare a una cena collettiva dove tra i protagonisti c’era già Giammarco Angelilli, insieme ad altri cuochi lucerini allora forse un po’ meno esposti, ma già molto solidi. Rivederli oggi, ognuno con un proprio percorso, una propria cifra e una maturità evidente, restituisce il senso di una scena che non si è mai davvero dispersa, ma ha continuato a lavorare sottotraccia. Non è un’operazione nostalgia, né un gioco di rimandi autoreferenziali. È piuttosto la conferma che certi territori, anche quando sembrano silenziosi, stanno accumulando forza. E che alcune cene, a distanza di anni, tornano a parlare con voce diversa, ma riconoscibile.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Questo messaggio sui cookie non piace a te e non piace a noi di www.gastrodelirio.it, però siamo legalmente obbligati a dirti che li utilizziamo per rendere questo sito usabile. Cliccando con il mouse sopra questo testo presti il consenso all’uso di tutti i cookie. Leggi di più. View more
Cookies settings
Accept
Privacy & Cookie policy
Privacy & Cookies policy
Cookie name Active
This site uses cookies - small text files that are placed on your machine to help the site provide a better user experience. In general, cookies are used to retain user preferences, store information for things like shopping carts, and provide anonymised tracking data to third party applications like Google Analytics. As a rule, cookies will make your browsing experience better. However, you may prefer to disable cookies on this site and on others. The most effective way to do this is to disable cookies in your browser. We suggest consulting the Help section of your browser or taking a look at the About Cookies website which offers guidance for all modern browsers
Save settings
Cookies settings