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Antonio Giaccoli, l’uomo che alle idee dava gambe

Ci sono persone che lasciano dietro di sé parole. Altre, invece, lasciano fatti.
Antonio Giaccoli apparteneva senza dubbio alla seconda categoria.

La notizia della sua scomparsa, a soli quarantasei anni, ha colpito profondamente il mondo della pizza italiana. In queste ore i social network e il web pullulano di messaggi, fotografie, ricordi e attestati di stima. È giusto che sia così.

Antonio aveva costruito negli anni una rete enorme di rapporti professionali e umani. Eppure, mentre scorrono centinaia di parole, il pensiero corre inevitabilmente a ciò che lo distingueva davvero: la straordinaria capacità di trasformare le idee in realtà.

Antonio Giaccoli – Un uomo del fare

Conobbi Antonio Giaccoli nel 2019, quando venni invitato a partecipare come giudice al Campionato Pizza DOC che allora si svolgeva a Nocera Superiore. Era una manifestazione ancora relativamente “acerba”, infinitamente più piccola di quella che sarebbe diventata negli anni successivi. Tuttavia già allora si percepiva una caratteristica rimasta immutata nel tempo: la tenace volontà di costruire qualcosa di serio, credibile e destinato a durare.

Negli anni sono tornato a tutte le edizioni della manifestazione, assistendo alla sua crescita costante. Quello che era nato come un progetto ambizioso è diventato uno degli appuntamenti più riconosciuti del panorama nazionale, un punto di riferimento per professionisti, operatori e appassionati.

Il Pizza DOC Awards 2024 al Salone Margherita di Napoli. Negli anni la manifestazione ideata da Antonio Giaccoli è diventata un punto di riferimento per il settore.

Non per caso. Dietro c’era il lavoro di una persona che non si accontentava di organizzare eventi, ma aveva una visione precisa e la determinazione necessaria per realizzarla.

Dire che fossimo amici sarebbe probabilmente una forzatura. Non lo eravamo nel senso più stretto del termine. Esisteva però una stima reciproca autentica, costruita negli anni attraverso il rispetto dei ruoli e la condivisione di una certa idea di professionalità.

Per questo motivo considero ancora oggi un onore la fiducia che negli anni mi accordò, culminata con il mio ingresso nel Comitato Scientifico dell’Accademia Nazionale Pizza DOC durante la cerimonia del dicembre 2025 al Teatro Mediterraneo di Napoli.

Cerimonia del Pizza DOC Awards 2025 al Teatro Mediterraneo di Napoli
Dicembre 2025, Teatro Mediterraneo di Napoli. Durante il Pizza DOC Awards il mio ingresso nel Comitato Scientifico dell’Accademia Nazionale Pizza DOC.

Il lavoro prima della rappresentazione

Antonio era una persona capace di lavorare senza sosta. Aveva sempre qualche nuova idea, un nuovo progetto, una nuova iniziativa da sviluppare. Ma la differenza rispetto a tanti altri stava nel fatto che quelle idee raramente rimanevano sulla carta. Le seguiva, le coltivava e quasi sempre riusciva a portarle a compimento.

Anche per questo aveva sviluppato una particolare sensibilità nel riconoscere chi era disposto a impegnarsi davvero e chi invece era attratto soltanto dalla visibilità.

Ricordo ancora una sua battuta che negli anni è diventata quasi un piccolo tormentone personale. Durante una delle edizioni del Campionato Pizza DOC, mentre più di un giudice preferiva filare via dopo una o due sessioni di assaggio, soddisfatto di aver ottenuto qualche fotografia da pubblicare sui social, un gruppo ristretto di persone restò fino alla fine a fare ciò che era chiamato a fare: assaggiare pizze.
Tante pizze. Più di trenta in poche ore. Fu in quell’occasione che Antonio mi definì scherzosamente “lo Stachanov dell’assaggio di pizza”. Era una battuta, naturalmente, ma dietro quella battuta c’era una filosofia molto chiara: il lavoro viene prima della rappresentazione del lavoro.

Lo stesso concetto riemerse anni dopo, durante il Pizza DOC Awards del 9 dicembre 2024 al Salone Margherita di Napoli. Ricordo una lunga fila composta da persone desiderose di ottenere una fotografia con lui. Alcune probabilmente non lo conoscevano nemmeno davvero. Cercavano semplicemente di appropriarsi per qualche secondo di una notorietà riflessa da esibire online.

Io rimasi al mio posto. Poco dopo fu Antonio stesso ad avvicinarsi per farmi i complimenti per essere stato l’unico a non essersi accodato a quel piccolo rito contemporaneo fatto più che altro di piaggeria. Era fatto così. Osservava molto più di quanto lasciasse intendere.

Quel progetto rimasto nel cassetto

L’ultimo ricordo che oggi riaffiora con maggiore forza è però legato a un progetto che non vedrà la luce, almeno nei tempi e nei modi immaginati. Questo inverno mi telefonò chiedendomi idee per qualche nuova iniziativa nel mondo della pizza. Accettai con entusiasmo. Da quella telefonata nacque una proposta concreta, articolata, pensata per partire all’inizio del 2027.

Poi le nostre comunicazioni si interruppero. Non mi preoccupai più di tanto. Antonio era sempre impegnato, sempre in movimento per il modo, sempre alle prese con qualcosa da organizzare o migliorare.

Oggi quel progetto prende polvere in un cassetto. Ma ciò che conta davvero non è il destino di una singola iniziativa. Ciò che resta è l’esempio di una persona che ha dedicato una parte importante della propria vita a costruire occasioni di crescita per gli altri, senza mai smettere di guardare avanti.

La pizza italiana perde un organizzatore capace, un promotore instancabile e una figura che ha contribuito concretamente alla crescita del settore. Molti perderanno un amico. Altri un collaboratore. Io perdo una persona che ho sempre rispettato e dalla quale mi sono sentito rispettato.

E in tempi nei quali troppo spesso si scambia la visibilità con il valore, la presenza con la sostanza e il racconto con la realtà, la figura di Antonio Giaccoli ricorda che esiste ancora una differenza fondamentale tra chi parla di fare le cose e chi invece le fa davvero.

Forse è questa l’assenza che più mi pesa. Perché Antonio Giaccoli era uno di quelli che alle idee dava gambe. E quando viene a mancare una persona così, non si fermano soltanto i ricordi. Si fermano anche i progetti.

Per approfondire – Sette anni di PizzaDoc

Nel corso degli anni ho seguito da vicino la crescita del progetto Pizza DOC e molte delle iniziative promosse da Antonio Giaccoli. Chi desidera comprendere meglio il percorso che ha portato questa realtà a diventare un punto di riferimento nazionale può leggere anche:


Sesto Campionato Nazionale Pizza DOC (2019)

Ottavo Campionato Nazionale Pizza DOC (2022)

Campionato Mondiale Pizza DOC 2024: considerazioni

Tre articoli che raccontano, attraverso la mia esperienza diretta, l’evoluzione di una manifestazione cresciuta anno dopo anno fino a diventare una delle realtà più riconosciute del panorama pizza italiano.

 

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