San Vito 2014 Valli Unite Timorasso Nessuna paura della frittura….

Di Stefano Capone,

Che la frittura renda gustoso a prescindere anche il tappo di una penna è cosa nota.

Ma quando a finire tra i gorghi bollenti di un luciferino olio ad alto punto di fumo sono delle splendide alici da lampara appena pescate e dei totanetti adriatici di rara freschezza allora la situazione assume tutta un’altra fisionomia.

Il gesto della frittura, dalla pulizia del pesce alla mistica infarinatura dello stesso (… io uso rigorosamente semola rimacinata) fino al tuffo definitivo, comporta, nella sua assoluta rarità, tutta una serie di questioni fondamentali e non suscettibili di errore.

Prima fra tutte… “cosa ci bevo?”

Bella domanda.

Sembra facile.

San Vito 2014 Valli Unite Timorasso doc Colli Tortonesi fritturaE così, qualche pranzo fa, ancora con le mani bianche di mare e di grano abbiamo pescato dalla cantina il San Vito 2014 Valli Unite Timorasso doc Colli Tortonesi, appioppando, sul collo di questa bottiglia, una responsabilità di non trascurabile peso.

Perché, in genere, una volta giunta in tavola, la frittura calda e fragrante calamita inevitabilmente le attenzioni di occhi e papille.

Stimola irrefrenabili appetiti e sopisce i freni inibitori del bon ton.

Esiste solo lei.

Protagonista assoluta.

Come non lasciarsi andare completamente dinanzi alla gustosa sapidità di un’alice fritta, immortalata in posa plastica e ingoiata così nella completezza della sua testa e della sua lisca?

Come non piegare le proprie volontà di fronte al dedalo dei bruni tentacoli croccanti di un totano?

Nulla, teoricamente, può niente di fronte ai piaceri implacabili della frittura di pesce fresco.

E invece no.

Il San Vito 2014 Valli Unite potè!

Gran bel vino il San Vito e gran bella realtà, atipica, Valli Unite.

San Vito 2014 Valli Unite Timorasso doc Colli Tortonesi banner

Vale la pena spendere qualche parola proprio su Valli Unite, La Cooperativa Valli Unite, fondata nel 1981 da Ottavio e Carla Rube, Cesare Berutti ed Enrico Boveri.

Sì, perché non di cantina nel senso comune del termine stiamo parlando, ma di un riuscito progetto di agricoltura sostenibile cooperativa sui colli tortonesi in provincia di Alessandria.

Cento ettari e trenta persone per un’agricoltura e un allevamento autosufficienti.

Un’idea tra passato e futuro già diversa agli inizi per l’adozione di tecniche agricole antiche e l’applicazione di un vero biologico che ad oggi, per quello che riguarda il vino, si è ulteriormente spostato in vigna e in cantina verso una produzione che a noi piace definire “naturale”.

Premetto che il primo approccio ai vini di Valli Unite è avvenuto attraverso l’acquisto a distanza dallo spaccio aziendale di vino sfuso: dolcetto, cortese, barbera.

Una delle prove più difficili per la comprensione della qualità di un produttore di vino.

Non si può negare che, spesso, nei vini sfusi finiscono parti assolutamente discutibili della produzione aziendale.

Cosa che non accade per gli sfusi di Valli Unite, vini sinceri e di grande qualità, oggetto di reiterati acquisti di gruppo anche da parte di persone fino ad allora resistenti al mondo del naturale ed ora del tutto convertiti.

Ma eccoci alla nostra bottiglia di San Vito 2014 Valli Unite pronta alla singolare tenzone con lei, la frittura.

Mi piace soffermarmi sull’etichetta.

Semplice, pulita.

Piacevolmente naif. Nessuno studio di grafica ammaliante.

Come a volerci dire: “…qui dentro c’è del vino. E basta.”

La retroetichetta è altrettanto essenziale e ci racconta quanto basta per capire la filosofia di Valli Unite.

Il tappo è integro e profumato a dispetto dei quattro anni.

Il colore nel calice è brillante.

Un dorato leggero e vivace.

Il tempo non sembra aver turbato la struttura di questo San Vito 2014 Valli Unite che anche al naso fa sentire subito la sua personalità e la capacità di sostenere gli anni in grande scioltezza.

Timorasso da vigne relativamente giovani (10/14 anni) di media collina, nutrito da una terra limo-argillosa, che fermenta spontaneamente e vinifica tra acciaio e cemento con minima aggiunta di solforosa, nessuna stabilizzazione.

I sentori sono invitanti e gagliardi.

Le note di idrocarburi tipiche della vinificazione ma soprattutto della natura del vitigno si intrecciano piacevolmente ai sentori caratteristici di questo timorasso che, anche a una temperatura di partenza piuttosto bassa, ci ricordano la frutta bianca e i fiori delle colline tortonesi ma in una decisa trama speziata e molto minerale.

La nota alcolica da 13,5% è percettibile ma non invadente al naso sul quale ha la meglio la personalità del vitigno.

Credo che sarà una gran bella lotta con la mia fritturina.

San Vito 2014 Valli Unite Timorasso doc Colli Tortonesi calice e bottigliaIl palato è prontissimo.

In bocca il vino è presente, addirittura piacevolmente grasso.

Il corpo di questo San Vito San Vito 2014 Valli Unite è decisamente importante, ma la sua bevibilità lo è altrettanto dimostrando un equilibrio che può solo essere frutto di un ottimo lavoro in vigna e cantina.

Evidente, in termini positivi, la coesistenza di una rustica vinosità con il carisma delle note aromatiche del San Vito 2014 Valli Unite.

La beva è sciolta ma il vino ha una complessità sorprendente come anche la lunghezza del gusto.

La mineralità presente, la struttura importante e un’acidità sottile ma determinante accompagnano il sorso che si riapre sul finale con un vivace graffio amaro e inattesi ritorni retronasali balsamici di salvia e basilico, restituendo una gradevole chiusura fresca e pulita.

Chiusura che è stata sempre perfetto preludio a ogni boccone gaudente di frittura.


San Vito Colli Tortonesi DOC Timorasso 2014

Uve: Timorasso 100%

Certificazione: Biologico – ICEA

Valli Unite – Cooperativa agricola

Cascina Montesoro

15050 – Costa Vescovato (AL)
Tel. 0131 83 81 00

http://www.valliunite.com

Stefano Capone

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Stefano Capone

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