La cena aziendale di Natale

La cena aziendale di Natale

…tutta colpa dell’agenda

Di Stefano Capone,

Non c’è niente da fare.

Il vero simbolo del Natale è lei.

Il reale punto di svolta emozionale.

L’incipit della festa.

Quando appare lei, gli uffici non sono più gli stessi.

Nulla sarà più come prima; come per magia i colleghi diventano simpatici, i capi affabili e il caffè del distributore automatico buono.

La giuoia del Natale si insinua subdola e meschina tra le scrivanie e le officine.

Sì… il merito è solo suo: l’agenda, il gadget supremo.

cena aziendale di nataleNulla ha il suo stesso impatto emotivo: non i calendarietti pieghevoli da tavolo, né tantomeno i temutissimi calendari da parete con le foto di gondole e dolomiti, per non far menzione delle centinaia di penne e matite con i loghi aziendali e dei blocchetti post-it multicolore.

E, badate bene, non reggono il confronto neanche i gadget di nuova generazione: le chiavette usb o le batterie esterne per gli smartphone.

Lei, anacronistica, generalmente brutta e assolutamente inutilizzata, è oggetto di contrabbando; con il suo svolazzante nastrino segna pagina è la più attesa, la più ricercata proprio in quanto eterno simbolo della transizione: dalla sua comparsa, anche in azienda è Natale!

Ed è anche l’inizio di uno dei più laceranti momenti della collettività lavorativa: l’organizzazione di un antichissimo rito pagano, la cena aziendale di natale!

cena aziendale di natale

Apoteosi della fratellanza impiegatizia.

Primo passo, la definizione della data… difficilissimo.

Banditi i giorni troppo lontani o troppo vicini al 25.

L’intervallo a disposizione si restringe generalmente, per tutti, dal 20 al 22 dicembre.

In questi tre giorni orde di cenatori aziendali invadono strade e colonizzano ristoranti, precludendone l’ingresso agli usuali avventori.

Quindi, la raccolta delle adesioni, generalmente affidata ad un negletto volontario, ignaro della estrema difficoltà del compito e della varietà umana con cui si dovrà confrontare.

C’è il prezioso: “No, no, io quest’anno non vengo. No, ho detto no. Non insistere.” cena aziendale di natale

C’è il vago: “Guarda, è praticamente sicuro, non proprio completamente. Devo vedere una cosa. Comunque tu segnami, a matita. Poi ti do conferma…”

C’è l’inaffidabile: “Ci sono, sicuro. Segnami” … (poi non verrà)

C’è il timoroso: “Vengo, Vengo. Diglielo al capo, però…”

Il dibattito raggiunge vette epocali sulla definizione del menù:

Maaah… carne o pesce?”

”Dai! Facciamo carne. Si mangia di più!”

Eh noooo, per una volta facciamo pesce, è più raffinato. Tanto è pagato”.

Nella scelta del locale, qualora non imposta d’ufficio dall’azienda, c’è sempre uno che conosce un localino molto rustico, tutta roba casereccia.

Eh, ci parlo io, lo conosco bene. Ci sono stato a una comunione dodici anni fa, eravamo 300 persone. C’era sempre il bis….”.

cena aziendale di natale

Stabilita l’ora dell’appuntamento a prezzo di sanguinose lotte intestine tra chi è solito cenare nel tardo pomeriggio e chi invece si siede a tavola all’ora dei mannari, giunge finalmente l’agognato giorno.

Gente che non avresti mai immaginato avesse abiti civili al di là delle uniformi aziendali o delle inquietanti mise da scrivania è pronta a varcare la soglia del ristorante prescelto in tenuta da gran gala.

Grandi aspettative.

I capi sono già dentro.

Seduti al centro della lunga tavolata, attendono fieri l’affetto dei loro sottoposti.

I primi arrivati riescono a conquistare i posti più lontani dalla dirigenza.

Forme di bagarinaggio per accaparrarsi i posti più esterni.

Fazioni. Favoritismi. cena aziendale di natale

Ai ritardatari l’ingrato compito di colmare il vuoto e intrattenere simpatiche conversazioni con il vertice della piramide.

Tutto pronto. Si parte.

cena aziendale di nataleUn brindisi con un prosecco da discount è il segnale per dare inizio a questo natalizio delirio gastronomico.

La lunga sequela di antipasti scatena gli entusiasmi della folla: il trionfo di fantomatici carpacci di spada e tonno annegati in coloratissimi intingoli e di antipasti all’italiana con formaggi e prosciutti senza nome.

La fierezza di chi ha proposto il locale si fa palpabile: “Visto dove vi ho portato?”

Ma è con il vino che il ristoratore dà sfogo ai suoi istinti più criminali: quando la fortuna ci risparmia le caraffone di vino della casa, sulla tavola si avvicendano bottiglie di vinacci mai uguali tra loro e mai adeguati alla portata.

Si teme da un momento all’altro il discorso. Ma, per fortuna o per sfortuna, irrompe l’inevitabile chitarrina ai frutti di mare generalmente preludio al piatto di classe della serata: il primo con crema di qualcosa e scampi.

Oooohh!” – Stupore generale.

Il vino inizia a segnare gli ipotalami e gradualmente la legittima incomunicabilità tra colleghi tipica di tutto il resto dell’anno si rimpossessa del convivio.

Intanto il discorso è ancora rimandato e gli arrosti transitano anonimi sui piatti per far posto alla perla della serata, il colpo di genio del cuoco, emblema di questa festosa assemblea, il dolce.

La tristezza più assoluta prende forma fisica in una fetta orizzontale di pandoro, per ovvie ragioni di differenti dimensioni in ogni piatto, guarnita con una languida crema chantilly.

Il brindisi finale risparmia gli astanti dal discorso, ma non dagli ossequi al capo.

Tutto bene?”

Veramente, veramente buono! Grazie!”

E si va. cena aziendale di natale

Un’ultima assemblea fuori dal ristorante per ricordarsi in abiti civili.

Per ritrovarci l’indomani mattina, come sempre, lagnosi esemplari da ufficio, con un invalidante mal di stomaco, ma con la nostra agenda nuova nuova.

Stefano Capone

A proposito di Stefano Capone

Stefano Capone

5 Replies to “La cena aziendale di Natale”

  1. Purtroppo in azienda il solito cretino (eufemismo) il lunedì 20 marzo si è inventato anche una cena di “inizio primavera”.
    Con menù primaverile, inutile dire che è stata una vera schifezza, come e peggio di quelle di natale.
    spero non diventi di moda.

  2. Domani sera, cena aziendale di carnevale.
    Una terribile invenzione di una attempata collega che purtroppo ha preso piede, e piace anche.
    Ci saranno anche i classici Bàüscia che da noi non mancano mai, ma vestiti e travestiti in abiti che dovrebbero far ridere, mentre fanno solo piangere.
    A me il carnevale (ambrosiano e non) mette una tristezza…
    Sul cibo è meglio non pensarci, le frittele probabilmente saranno il meno peggio.
    saluti,

  3. Mai speso così male 50 euro!
    Cena aziendale da quattro soldi in mensa aziendale, con un presunto catering di qualità che si è poi rivelato un imbroglio.
    Mai più.

  4. In effetti, si corrono rischi di ogni genere nel partecipare a queste cene, non solo fisici (mal di stomaco ee diarrea) ma anche nei rapporti tra colleghi…

  5. Per personale esperienza, queste cene sono un dramma, e quella del 22 cm ha superato il limite del sopportabile, anche per chi come “abbozza” per quieto vivere.
    Il problema oltre che dal punto di vista delle relazioni umane va inquadrato anche in quello meramente intestinale.
    22 dicembre – non solo il classico mal di pancia, ma quasi dei principi di intossicazione per cibi scadentissimi.
    35 euro a persona per un quasi avvelenamento
    Davvero l’ultima volta

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