Osteria dentro le mura Termoli

Di Serena Manzoni

La cosa più bella di Termoli, almeno per me, è il paese vecchio e trovo che sia bellissimo che venga chiamato in questo modo e non, per esempio, il borgo antico o qualche altro appellativo del genere. Il paese, racchiuso dal suo muraglione, con i suoi bassi e la sua cattedrale, con il vento onnipresente che si infila nei vicoli e con i suoi trabucchi. Quando cammino lungo la strada che lo cinge guardo il mare aperto, oppure guardo il porto o lascio lo sguardo infilarsi negli accessi all’abitato, cerco di non guardare a nord per non vedere il tratto di costa brutalmente costruito, ma nelle sere rosa di rondini ciarliere vedo in lontananza la Maiella e il Gran Sasso. Termoli, tra l’Abruzzo e il Gargano, si sente già l’odore di Puglia, specialmente nel paese vecchio, terra di mezzo tra le montagne e il biancore pugliese. Mi piacerebbe che ci fosse la vita del paese, in parte c’è ancora, in parte, come molti centri storici, è diventato un posto per le passeggiate, di turisti e non.

Al paese vecchio c’è un’Osteria, a cui sono molto affezionata per diversi motivi, che proprio in questi giorni ha cambiato di casa, e che ieri sera sono andata a trovare. Sto parlando dell’Osteria dentro le mura, il mio primo ristorante molisano, in un compleanno di qualche anno fa. Eravamo in autunno, quindi niente tavolini all’aperto, ma all’interno il calore di una cucina semplice e vera, di pesce, ma di quel pesce che ha un senso e una storia. La storia di chi l’ha pescato e la storia delle ricette, semplici e povere della tradizione paesana (prima che diventasse città) e dei pescatori da cui si serve Antonio Terzano, cuoco dell’Osteria, anima dell’Osteria.

Il pescato di Antonio ha una storia e un nome, che è anche quello dei pescatori che capita di trovare al ristorante e che in diverse occasioni hanno raccontato il loro lavoro e le ricette che ancora realizzano in barca e che Antonio ripropone nella sua cucina, per esempio il pappone o la colazione del pescatore: l’immancabile pane inzuppato nel guazzetto di trancetti di una sogliola fragrante e soda, semplice e dolce. Questa cucina ci ricorda che il cibo è racconto e lavoro, anche quello dello staff della cucina a vista che prepara la nostra cena.

Ieri sera sono andata a trovare l’Osteria dentro le mura, l’ho già detto, ed avevo un po’ di paura: temevo che il trasferimento avesse potuto snaturare l’atmosfera che trovavo ogni volta nella vecchia sede, con la sua allegra porta rossa e i miei ricordi, le molte serate. Non temevo per la cucina, conosco bene la passione e la ricerca che vi stanno dietro ormai diventate certezze, temevo romanticamente per l’atmosfera. Non è stato così e ne sono contenta: gli spazi sono più ampi, ma non troppo, i colori sono freschi e morbidi e la cucina è sempre a vista, ma più comoda e spaziosa, il quadro con ritratto di San Basso, patrono termolese, sta sempre a vegliare sui mangianti. I tavolini esterni sono protetti da vasi con l’alloro, in compagnia del vento e del castello svevo.

I pescatori Silvio Papponetti e Tonino Palazzo con Antonio Terzano (al centro)

Come vi dicevo le ricette sono semplici, quasi basiche, si inseriscono nello stile Adriatico del trattare il pesce,per lo più di piccola taglia, senza troppe aggiunte, assecondando la materia prima. E’ anche un modo per riconoscere Termoli, che dal cuore del paese vecchio si è ingrandita nel dopoguerra, accogliendo gente proveniente un po’ da tutta Italia, mischiando dialetti e tradizioni, cucine e abitudini.

In piena estate potreste trovare il locale e il paese vecchio giustamente affollati; se siete come me e preferite la calma, vi consiglio, per godere meglio dell’atmosfera e della cucina, di visitarli in momenti più tranquilli. Non dimenticate inoltre che l’Adriatico, in alcuni periodi dell’estate è interessato dal fermo della pesca: in Osteria, facendo salti mortali, riescono comunque a trovare pescato locale dalla “piccola pesca” non sottoposta a fermo. Sta all’intelligenza di noi avventori capire la particolare contingenza.

Faccio quindi gli auguri ad Antonio, a sua moglie Lina che lo accompagna in questo impegno e all’Osteria dentro le mura, con tutto il cuore e li ringrazio per aver rinnovato l’Osteria nel modo in cui l’hanno fatto, mantenendo intatta l’idea di partenza, con gusto.

 

Osteria dentro le Mura
Via Federico secondo di Svevia, 3
86039 – Termoli  (CB)
Tel. 0875 – 705951
Chiuso il mercoledì (mai in estate)