Trebbiano d'Abruzzo vendemmia 2011 Trebbiano d'Abruzzo vendemmia 2011 - Gastrodelirio

Trebbiano d’Abruzzo vendemmia 2011

Di Jolanda Ferrara

gastrodelirio podioL’anno scorso il primo posto, quest’anno l’ottavo, ma sono soddisfatto lo stesso, perché l’Abruzzo in ogni caso si afferma per le grandi potenzialità e capacità. Sono contento anche perché si è premiato un vitigno autoctono abruzzese. E’ un riconoscimento al territorio e ai suoi frutti, e anche al lavoro dell’artigiano che rispetta la materia prima.

Francesco Paolo Valentini di nuovo sotto i riflettori dopo che lunedì 23 settembre, la giuria internazionale dei “Best Italian wine awards 2013” lo ha classificato ottavo tra i cinquanta migliori vini italiani con il suo Trebbiano d’Abruzzo vendemmia 2011. francesco paolo valentini

Nella lista dei cinquanta fuoriclasse al 32° posto c’è un’altra conosciuta etichetta abruzzese: il Villa Gemma Montepulciano di Abruzzo 2006 dell’azienda Masciarelli.

In termini assoluti sul, podio della classifica c’è il Brunello di Montalcino riserva cantina Poggio di Sotto 2007, seguito da un vino piemontese, il Barbaresco Asili Vecchie Vigne 2007 di Roagna; medaglia di bronzo invece per un vino toscano: Oreno 2010 di Sette Ponti.

Alla premiazione a Milano per l’azienda Valentini era presente la signora Cristiana Lauro. Dal suo osservatorio in collina a Loreto Aprutino, dove i vigneti di trebbiano e montepulciano d’Abruzzo, con l’oliveto e i campi di grano San Carlo sono parte fondante del paesaggio della storica azienda di famiglia, Valentini scruta l’evolversi della stagione e con la saggezza di chi fa’ il vino da generazioni avverte: Arduo fare previsioni sulla questa vendemmia. Fare previsioni vuol dire sapere che tempo ci sarà da oggi alla fine di ottobre, ma un produttore coscienzioso deve solo limitarsi a dire come stanno le cose adesso, in questo momento. Al momento, dire se sarà una annata buona o cattiva è impossibile.

Trebbiano-valentiniLa maturazione dell’uva è in ritardo rispetto allo scorso anno, dice Valentini – luglio è stato freddo e piovoso, agosto invece ha avuto un andamento decisamente più caldo. Questo tipo di condizioni hanno rallentato la maturazione dei grappoli. Il ritardo nella maturazione non è poi così negativo, ma malauguratamente dovesse arrivare la pioggia, l’uva potrebbe rovinarsi perché i grappoli si presentano compatti. Meglio se non piove, perché l’uva così ha la possibilità di portare a buon fine la maturazione zuccherina e fenolica, ossia di colori e profumi. Forse, anticipa il produttore, si tornerà a vendemmiare come 20-30 anni fa quando le temperature si mantenevano più basse in senza il riscaldamento globale, che ha causato il caldo anomalo degli anni recenti.

 

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