Guida degli oli a denominazione di origine protetta

Guida degli oli a denominazione di origine protetta

Di Jolanda Ferrara

Nuova Guida degli oli a denominazione di origine protetta
Nuova Guida degli oli a denominazione di origine protetta

L’Alma di Colorno, la scuola internazionale di alta cucina italiana diretta da Gualtiero Marchesi, ne ha già fatto richiesta di più copie. A ruota seguono le università di Milano e Perugia, associazioni di consumatori, cuochi, congressi medici, tutti interessati ad avere a portata di mano la pratica Guida degli oli a denominazione di origine protetta curata da Federdop Olio, da  qualche giorno sul sito www.tg2.rai.it

  dopo la segnalazione nella rubrica enogastronomica del Tg2  Eat Parade. Presentata recentemente a Pescara dall’assessore regionale all’agricoltura Mauro Febbo, i presidenti delle Camere di commercio di Pescara, Chieti e Teramo, presente una nutrita rappresentanza di produttori delle tre dop abruzzesi – Aprutino pescarese, Colline teatine, Petruziano delle colline teramane – la pubblicazione rappresenta uno strumento fondamentale per promuovere la cultura dell’extravergine.

Fondamento della dieta mediterranea,  l’olio extravergine di oliva è un prodotto di eccellenza assoluta del territorio italiano, unico e irripetibile nelle sue tipiche e pregiate espressioni territoriali. Sessantatrè pagine illustrate a colori, prima tiratura 15mila copie, la guida è edita da Informatore Agrario – Origine, realizzata con il contributo del ministero politiche agricole e in distribuzione gratuita nelle sedi dei Consorzi di tutela per l’olio dop (23 in tutta Italia).

La guida Federdop è pensata per i consumatori, affinchè imparino a scoprire il valore del vero olio extra vergine di oliva DOP (denominazione di origine protetta) e IGP (indicazione geografica protetta) prodotto in Italia e in Abruzzo. Una mappa del gusto con profili organolettici e consigli per orientare la scelta dei consumatori verso ciò che più piace, ma soprattutto un aiuto per mettere a confronto qualità e prezzo. “Si è scelto il capoluogo  adriatico” spiega il presidente di Federdop, Silvano Ferri “in quanto sede geograficamente ideale  fra le tre dop abruzzesi dell’olio, espressioni territoriali di tre province. E perchè l’Aprutino Pescarese è stata la prima dop ad essere riconosciuta in Italia dall’Ue.

La guida rappresenta uno strumento utile per fare corretta divulgazione e promozione di un’eccellenza assoluta dei nostri territori. Una risorsa inimitabile altrove e che va assolutamente difesa dalla concorrenza sleale  dei prodotti industriali esteri di bassissima qualità venduti a prezzi stracciati”.

Nel Belpaese su 249 denominazioni riconosciute, ben 43 sono oli extra vergine di oliva; si tratta di una qualità diversa e certificata dal marchio Ue della designazione di origine di cui si fregia anche l’Igp Toscano insieme ad altre 42 denominazioni. La guida raccoglie numerosi contributi di esperti del settore e contiene informazioni dettagliate sulla legislazione. Con Federdopo in pole position nella difesa dell’identità territoriale è il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, attraverso i suoi organi di controllo: Corpo forestale dello Stato, Ispettorato centrale repressione frodi e il Comando carabinieri delle politiche agricole e alimentari.
Nella guida vengono delineati i profili, le tradizioni dei territori di 23 oli DOP e uno IGP associati a Federdop Olio. In particolare per le dop abruzzesi si riconosce il valore di storia e tradizioni dell’olivicoltura regionale, esaltandone gli aspetti paesaggistici e ambientali. In Abruzzo l’olio d’oliva era conosciuto sin dal tempo dei romani; nel medioevo grazie ai monaci benedettini intorno alle abbazie si sviluppò l’olivicoltura nelle forme che ancora oggi troviamo.

La guida di Federdop punta a stimolare la domanda di un consumatore più esigente verso un prodotto che racchiuda insieme alla qualità anche il concetto di territorio e di origine certa di un extra vergine “che sappia emozionare non solo attraverso i profumi, ma che racconti una storia in uno scenario dove tutto sembra omologarsi al ribasso” sottolinea Ferri. “Anche se può sembrare un lusso, nella maggior parte dei casi la ricerca della qualità è la manifestazione di una scelta d’acquisto, per il bene della salute e la valorizzazione  del territorio”

http://www.federdopolio.com/federdopolio/index.html

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