L’OLIO MONOCULTIVAR INTOSSO INCONTRA LE TAVOLE ABRUZZESI

Prende il via il progetto di valorizzazione del Gal Maiella Verde

di Jolanda Ferrara

MONOCULTIVAR INTOSSO

Bastardoni e sardelle fritte; Pizze e fujie; Pizza di rantinje; Sagnette e ceci; Baccalà, o pesce azzurro, pane e olio. Nomi un po’ ardui da trascrivere per chi è di fuori regione, ma rappresentativi di tanti bei sapori, semplici e genuini, unici, esaltati da un filo di olio extravergine a crudo di varietà intosso.

Un olio generoso di gusto e profumi, frutto dell’oliva tipica del territorio pedemontano alla falde della Maiella. Storia, cultura e la esclusiva conformazione geoclimatica hanno favorito sul versante orientale del massicio da Palombaro a Bocca di Valle l’habitat ideale della rustica e pregiata cultivar di oliva intosso.

Coltivata in terreni pietrosi ad una altitudine tra i 400 e i 600 metri sul livello del mare dove difficilmente si diffonde la mosca olearia e altri parassiti, questa pianta regala un olio di sapore unico e irripetibile: fruttato medio-alto, delicato, armonico ed equilibrato con note di erbaceo e di pomodoro.

Una nicchia di gusto da recuperare, salvaguardare e raccontare al consumatore moderno per il rilancio e la valorizzazione del territorio. E con l’olio intosso altre undici tipicità altrettanto peculiari e identitarie, come il carciofo di Cupello, il peperone dolce di Altino, la cipolla piatta bianca di Fara Filiorum Petri, la tradizionale pasticceria da forno chietina: cielli pieni, pizzelle, spume, dolcetti di mandorle. “Prodotti da fare assolutamente conoscere tra gli studenti dell’istituto alberghiero di Villa Santa Maria, ristoratori, rivenditori, consumatori finali“.

E’ questo l’obiettivo che guida il progetto di diffusione di una maggiore conoscenza sul mercato del prodotto e dei produttori: dodici itinerari del gusto nella provincia di Chieti.

Sviluppati in quattro comprensori: Chietino Ortonese, Costa dei trabocchi, Sangro Aventino, Vastese. Artefice del progetto è il Gal Maiella Verde di concerto con Confesercenti di Chieti e Cescot Abruzzo nell’ambito della Misura 4.1.3 (misura a sostegno della qualità della vita e della diversificazione dell’economia rurale).

MONOCULTIVAR INTOSSO
Tommaso Masciantonio
MONOCULTIVAR INTOSSO
Gino Primavera

Il lancio del progetto (che andrà avanti nel corso del 2014) nei giorni scorsi con due serate tra Guardiagrele e la Costa dei Trabocchi: “L’olio monocultivar intosso incontra la tavola“, degustazione guidata e comparativa con l’agronomo Giuseppe Colantoni, abbinamenti e prove gastronomiche a cura di Gino Primavera, gastronomo e studioso del territorio e della gastronomia. E la partecipazione delle aziende agricole del territorio casolano: Trappeto di Caprafico di Tommaso Masciantonio (altopiano di Caprafico) e L’Olivicola casolana (Piano Laroma). Attualmente, spiega il coordinatore del progetto Gino Primavera, i produttori di olive della varietà intosso protagonisti del progetto sono ubicati nella zona limitrofa ai confini del parco Maiella e impegnati nella custodia di varietà fruttifere autoctone: i circa 200 soci della coop Olivicola Casolana e l’azienda Masciantonio trasformano la maggior parte del raccolto in olive da tavola mentre la restante parte viene mescolata ad altre varietà, soprattutto Gentile di Chieti, per produrre olio.

Solo una piccola quantità di olio monocultivar intosso è prodotta in via sperimentale dal Trappeto di Caprafico. Di qui l’idea di avviare una produzione di extravergine monocultivar di olive intosso e redigerne un disciplinare produttivo, il tutto per approfondire tecniche di coltivazione e lavorazione delle olive attraverso iniziative di ricerca e sperimentazione”. L’oliva di varietà intosso (localmente detta ‘ndoss) è usata anche come oliva da mensa, produce un olio di nicchia “da proteggere e da valorizzare perché rappresenta un territorio e la sua biodiversità” sottolinea Primavera. Le olive, spiega, sono raccolte ancora immature per esaltare profumi e sapori del frutto; lavorate in tempi brevissimi in frantoi moderni per evitare processi di ossidazione e accrescere le proprietà organolettiche e antiossidanti di un olio generoso di sapori e profumi, che si conserva inalterato per molto tempo.

Ottimo semplicemente sul pane, con minestre di cerali e legumi, con pesce azzurro e baccalà, con rape e broccoli tra cui le tradizionali Pizze e fujie, con vari tipi di verdure spontanee e coltivate, con la pizza di rantinje (granturco), bastardoni e sardelle fritte.

Per info – www.maiellaverde.it

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