Campagna olearia Abruzzo 2013

Di Jolanda Ferrara.

In Abruzzo la campagna olearia è ancora in corso, e salvo sorprese per fine dicembre saranno a disposizione i primi dati sulla produzione del 2013. Produzione anche quest’anno costante negli standard qualitativi e nei parametri chimici (acidità libera e perossidi al di sotto delle norme Ue) e organolettici.

Campagna olearia AbruzzoProduzione media in aree circoscritte a macchia di leopardo, carica di olivi più alta nelle aree pedemontane e alta collina come l’alta valle vestina e casauriense, l’entroterra casolano, la valle del Fino e del Vomano, e nel triangolo d’oro Moscufo-Pianella-Loreto Aprutino, dove la superficie olivetata è tra quelle a più alta densità sul territorio nazionale. La resa della campagna 2013 si profila maggiore del 15-20% rispetto all’anno passato (+5% di produzione, pari a 19.212 tonnellate totali, dati Ismea) con 10-12 kg di olio/quintale di olive grazie alle tecniche di raccolta e alla lavorazione in frantoio in tempi brevissimi dal momento della raccolta.

Secondo i dati forniti dal ministero dell’agricoltura, un incremento di produzione, seppur limitato, è atteso nella provincia di Chieti, senza dubbio la più importante della regione in termini di volumi. La lavorazione immediata, e la raccolta al momento giusto, hanno fatto sì che la qualità delle olive non ha risentito dell’attacco della mosca olearia verificatosi a ridosso della raccolta, prevalentemente sulla zona costiera.

Campagna olearia AbruzzoIl prezzo di mercato per l’extravergine staziona tra i 6 – 7 euro al litro, e tra gli 8 e 10 euro/lt per l’extravergine dop, a denominazione di origine protetta. “Molti produttori abruzzesi riescono a molire le olive entro le 24 ore, fattore di assoluta importanza per reggere al calo dei consumi nell’acquisto domestico” commenta il presidente del Consorzio di tutela per l’extravergine dop Aprutino Pescarese, Silvano Ferri: “Qualità e tipicità certificata che si identifica con un territorio molto definito, rappresentano uno strumento formidabile per fronteggiare la crisi dei consumi”. “Sebbene in ritardo” rileva “anche nella ristorazione cresce la consapevolezza di procurare oli di eccellenza dalle caratteristiche nutrizionali e salutistiche sicure, nonostante la scarsa attenzione nei confronti dell’olio di qualità del territorio finora dimostrata dalla maggior parte di cuochi e chef. “Finalmente si fa strada l’abbinamento dell’extravergine nostrano con i piatti tipici della tradizione contadina abruzzese e con i piatti rielaborati della nuova cucina italiana”.

Di qui la necessità di insistere nella valorizzazione del territorio anche con l’allargamento della denominazione di origine alle aree pedemontane tra il Gran Sasso e la Maiella, finora considerate marginali, ai 34 Comuni compresi nell’area certificata come Aprutino pescarese. “Siamo in attesa dell’approvazione da parte del Ministero. La richiesta di ampliamento” spiega Ferri “si impone in considerazione delle condizioni climatiche in evidente mutamento. L’altitudine garantisce, assicura e protegge dai parassiti e dagli attacchi patogeni a vantaggio della qualità del prodotto. Dalle produzioni delle aree finora marginalizzate c’è da attendersi nei prossimi anni nuovo impulso e sviluppo all’economia del comparto agricolo regionale, tra i risvolti positivi anche l’azione di consolidamento del territorio e la salvaguardia dell’ambiente“. Nell’area vestina si contano ben oltre un milione e 300.000 piante di olivo, quasi tutte di varietà dritta, cultivar rustica e dal fruttato marcato, moderatamente piccante, con note di carciofo. Altra area strategica è quella casauriense, forte dell’eccellenza della cultivar toccolana, caratterizzata da fruttato medio ed erbaceo con note di mandorla verde e pomodoro, piccante con note di amaro in chiusura. Vi è poi la varietà leccino, terza componente della dop aprutina, dal fruttato leggero ed erbaceo, moderatamente piccante e amaro.

Campagna olearia AbruzzoNegli ultimi mesi la presenza degli oli abruzzesi a denominazione di origine è cresciuta anche nella gdo nazionale, in modo particolare nel Nord Est e Nord Ovest. “L’extravergine dop Aprutino Pescarese sta facendo da traino all’ingresso sul mercato degli altri oli di qualità abruzzesi. La dop ha fatto riscoprire l’Abruzzo dell’olio dall’alto della piramide”. Un primato consolidato nel tempo: tra le punte di diamante della produzione agricola regionale, l’Aprutino Pescarese è stato tra i primissimi oli italiani a ricevere il riconoscimento comunitario della dop. Proprio nella campagna olearia in corso, il consorzio ha registrato nuovi ingressi tra gli imprenditori olivicoli, annoverando così oltre 300 tra produttori e frantoiani iscritti all’albo delle aziende certificate.

Nel 2011 il riconoscimento come consorzio più virtuoso, esemplare e all’avanguardia in Italia. “Merito” ribadisce Ferri “dell’alta qualità diffusa su tutto il territorio di produzione e del buon lavoro degli operatori, sul campo e nel frantoio”. Oltre all’appuntamento di Frantoi Aperti il consorzio è impegnato nel programma di educazione nelle scuole medie e superiori dell’area pescarese e vestina con uscite in campagna, nei frantoi e nelle cooperative di produzione. “I consumatori di oggi e di domani devono conoscere storia, valori culturali e nutrizionali di una pianta e un prodotto che da sempre caratterizzano la civiltà mediterranea e le storie di famiglia. Nel nostro territorio non c’è agricoltore che non abbia sul proprio terreno una pianta di olivo. Una tradizione talmente radicata che potrebbe offrire sbocchi occupazionali ai giovani che vogliono proseguire l’attività famigliare, assicurando redditività e soddisfazione a discapito di impieghi effimeri”.

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