Tartufo da assalto

Il Tartufo da assalto

Di Fabio Riccio,

Fine estate. Almeno qui da noi è tempo di tartufi, per meglio dire, “certi tartufi”, alias gli Scorzoni, gli onestissimi “travet” del mondo delle trifole, che proprio in questo periodo sono al “top” del loro fulgore aromatico.

Fulgore alquanto relativo se rapportato alla incredibile capacità aromatica delle trifole più nobili, così come è relativo il loro prezzo: gli scorzoni sono davvero alla portata di tutte le tasche – non più di qualche decina di euro al Kg.

Insomma: il tartufo per tutti, il tartufo democratico, il tartufo per il popolo!

tartufo da assalto scorzone
Due Scorzoni

E così… vai con ovetti in tegame al tartufo, i tagliolini al tartufo, le bruschette tartufate etc etc.

lo “Scorzone”, costa poco, e per chi si accontenta, se usato da mani esperte è sempre un bel mangiare.

Il problema, non è l’accontentarsi o meno, ma il non farsi turlupinare.

Sentite questa…

Ieri: supermercato quasi vicino casa, in un mini-centro commerciale.

Spesa “ordinaria” – lo stretto necessario per rimpinguare frigo & dispensa.

All’ingresso del super c’è un banchetto posto in posizione strategica: Tartufi dell’appenino, c’è scritto su uno striscione.

L’odore è fortissimo, fuori misura.

Questi banchetti, a fine estate (e non…) punteggiano fiere, raduni, feste patronali e ogni occasione dove la gente si ritrova.

Il “format” è sempre lo stesso.

C’è banchetto, con il tartufaio-cavatore e gigantografie di cani, boschi, e tartufi, e poi, sempre o quasi vestito come un cacciatore disarmato in finto rustico “firmato” da capo a piedi, c’è il tartufaio.

Sul banchetto non mancano mai gli assaggi di pane e olio tartufato (sic!), tartufi in tutte le possibili declinazioni, cioè interi, a lamelle, tritati, in barattolini con crema etc etc, e talvolta anche salumi e formaggi arricchiti di trifole, alla presunta ricerca di un tipico, che poi tipico non lo è mai stato.

Vabbè, i tartufi di fine estate ormai sono come l’influenza, bisogna farli passare e “sfogare”, poi tutto torna alla normalità.

Di tartufi mi sono già occupato su questo sito in ben più di una occasione.

Vedi – http://www.gastrodelirio.it/fabio-riccio/il-tartufo-di-rango/2013/08/

Vedi – http://www.gastrodelirio.it/fabio-riccio/bismetiltiometano-atto-secondo/2013/09/ -forse prima di proseguire con la lettura, è il caso di darci un occhio.

Dicevo… ingresso supermercato & banchetto di trifole & derivati.

Una gentile signorina mi “adocchia” e dice.

– Signore, vuol provare qualcosa con i nostri tartufi tipici di Xxyyzz? (ometto il nome del paese)

– No grazie, non mi interessa, rispondo distrattamente.

– Ma sono buonissimi!

– Le ho detto che non mi interessa!

– Ma non le piace il gusto del tartufo?

– I tartufi mi piacciono, ma ora ho fretta e devo fare la spesa.

– Che peccato si perde molto, la nostra crema di Tartufo sulle bruschette è veramente qualcosa di unico.

– Guardi… non mi interessa, la ringrazio lo stesso.

– Neanche un assaggino di olio tartufato sul pane?

– No, non mi faccia essere scortese.

– Una fettina di soppressata al tartufo, un po’ di scamorzina al tartufo?

– No, grazie.

– Vuole semplicemente annusare il buon odore di un tartufo?

A questo punto, faccio lo scortese per davvero.

Detesto l’insistenza e l’essere assalito, e me vado per la mia strada senza rispondere ne’ salutare – ho da comprare lo stretto necessario per pulire la casa e mangiare qualcosa a pranzo.

Una volta finita la spesa, commetto però un imperdonabile errore.

Nell’uscire dal centro commerciale, invece di prendere l’uscita laterale, più tranquilla e vicina alla mia auto, distrattamente riprendo l’uscita dove c’è il banchetto dei trifolai…

tartufo da assalto Gino Cervi
Gino Cervi

Mal me ne dolse…

In questa sorta di “imbuto” con obbligo di trifola, a dar man forte alla signorina trifolara ora c’è un signore, che abbigliato proprio da tartufaio (come già scritto sopra…) e straordinariamente somigliante al compianto attore Gino Cervi, che approfittando del fermo della piccola folla di mezzogiorno in uscita, mi assale anche lui.

– Vuole assaggiare qualcosa con i nostri Tartufi?

– Guardi, l’ho già detto prima non mi interessa.

– Ma non le piace proprio l’odore e i gusto dei tartufi? I nostri sono davvero speciali!

– Guardi: non sia insistente, i tartufi mi sono molto simpatici, ma ora non voglio ne’ comprare ne’ assaggiare nulla.

– Neanche un pochettino?

– No, grazie.

(intanto rimango incagliato tra la folla con il carrello)

– Ma perché non le piacciono, qui abbiamo i migliori prodotti di tutto l’appennino, pensi, i nostri tartufi, sono esportati anche in Inghilterra, e sono serviti nei migliori ristoranti!

– No guardi, non sia insistente…

– Signore: lei così mi lascia intendere che che qui non no ho cose buone!

– Non le ho detto affatto questo. Semplicemente ho da fare, e stamattina non mi interessa di assaggiar tartufi.

– Lei non sa cosa si perde!

Cerco una via di uscita, il tizio è più colloso della Coccoina… ma è quasi impossibile con il carrello andare avanti o indietro. Troppa gente a questa uscita del supermercato.

Sono in trappola.

Bloccato con il carrello davanti al banchetto dei tartufi.

Troppo odore.

A questo punto, mettendo da parte la ritrosia ad imbarcarmi in discussioni e polemiche con sconosciuti, inforco i miei occhialini multicolori in stile Lina Wertmüller e inizio ad esaminare le etichette presenti sui vari contenitori dei tartufi esposti.

Il tartufaio è perplesso e mi guarda.

– Qualcosa non va? Chiede con lo sguardo, ora preoccupato.

Non rispondo.

Continuo ad esaminare etichette. La parola aromi (non aromi naturali – attenzione!) è ovunque.

Dalla crema di tartufo, dove il tartufo in etichetta è dichiarato al 10%, all’olio tartufato, al tartufo in lamelle, alla soppressata e alla salsiccia al tartufo, per finire perfino in un singolo Scorzone intero conservato in un barattolino ermetico.

Non c’è una cosa che non abbia la scritta “aromi in etichetta, logicamente in caratteri minuscoli.

Aromi

– C’è qualcosa che non va? Ripete il Tartufaio…

tartufo da assalto ascia di guerraLeggo ancora le etichette.

Intanto la fila si è sbloccata.

Potrei andar via e lasciare il tartufaio alle sue trifole, ma chissà perché, forse stuzzicato oltre misura dalla esagerata insistenza, decido di dissotterrare l’ascia di guerra…

Mi perdoni – mi spiega perché in tutte le etichette che ho letto c’è tra gli ingredienti la dicitura “aromi”?

Il tartufaio e la ragazza, rimangono in silenzio e si guardano.

Gli sguardi sono attoniti…

Non sanno cosa dire.

Dopo un po’, la ragazza accenna un timido papà ma

Ancora un po’ di silenzio e poi il tartufaio risponde quasi balbettando.

– Gli aromi se-servono per con-conservare me-meglio il tartufo…

– Quindi gli aromi sono anche conservanti?

Altro balbettio incomprensibile e poi arriva la risposta.

– Si, in certi casi pa-particolari si

Il tartufaio è in crisi, è in difficoltà, da come si morde le labbra deve avere la salivazione azzerata.

Cerca disperatamente come uscire dall’angolo dove si è andato a ficcare.

– Ma conservanti a parte, che bisogno c’è di aggiungere (specialmente) ad un tartufo bello e intero… dell’aroma di tartufo? Sarebbe come aggiungere a delle fragole dell’aroma di fragola per farle odorare ancora più di fragola. Forse perché il tartufo (in questo caso l’onesto scorzone) “odora” poco di Tartufo? Non crede?

Silenzio. Il Tizio non risponde, gira lo sguardo altrove…

Dopo un po’ risponde.

– Ma so-so-sono aromi naturali ammessi dalla legge.

Nel dir questo balbetta esattamente come il mio amico dell’infanzia Raimondo quando aveva 5 anni

E’ il suo colpo di coda.

– Guardi, sulle etichette c’è scritto solo “aromi”, non aromi naturali.

– So-so-no la stessa co-co-sa…

– Non mi risulta affatto, per quanto ne conosco sono due cose ben diverse, e pur se entrambe ammesse dalla legge, non sono affatto la stessa cosa. Credo che qui la scritta “aromi” voglia dire la presenza di bismetiltiometano, o forse mi sbaglio?

Non risponde.

Colpito & affondato.

Il suo Tartufo da assalto.

Ho sollevato il velo, ma il velo di un segreto di pulcinella.

Il tizio e la sua “figlia-promoter” a questo punto girano le spalle, e non mi guardano più… Colpiti & affondati. Ma lo hanno voluto loro, con il loro asfissiante “tampinamento” da fermo…

Vado via, senza salutarli, e anche loro ben si guardano dal fare lo stesso.

tartufo da assalto spaghetti
Spaghetti al tartufo

Alla fine, insistenza del tartufaio (e figlia) a parte, ma… la vogliamo finire con ‘sta barzelletta dei tartufi mediocri che per forza devono essere “rinforzati” e di tutti i farlocchi che li acquistano beati?

Nel 2015, nell’Italia di tutti esperti di cibo, è possibile che tutti questi “alchimisti del gusto” abbiano ancora diritto di cittadinanza?

Non so se il bismetiltiometano (alias, semplificando molto, un idrocarburo che ha “quasi aroma” di tartufo) faccia male o meno, ma se è ammesso dalle normative vigenti, di sicuro chi di dovere avrà fatto le sue buone analisi e avrà dichiarato che questo idrocarburo non è nocivo. Stop.

Ma come già scritto su queste colonne, se l’Italia, al di là dei triti luoghi comuni di overdosi di cibo & improbabili Chef televisivi, fosse davvero una nazione con una consapevole e radicata cultura gastronomica, mezzucci e furbate di bassa lega, così palesementefarlocche”, non avrebbero diritto di cittadinanza.

Gli Scorzoni hanno sì aroma modesto, aroma che ha il suo climax a fine estate, ma è proprio il loro, non chiediamogli di più, visto anche il costo abbordabile ad ogni tasca.

Invece se… per poche decine di euro/kg pretendiamo lo stesso magnifico e complesso aroma di un buon tartufo bianco… ecco che queste diffussissime mistificazioni da banchetto di fine estate che prosperano.

Ma si, dimenticavo: siamo in Italia, tutti vogliamo in garage una Ferrari, logicamente pagandola come una utilitaria.

 

Domani sera, tutti alla sagra del tartufo al bismetiltiometano di Settefolli!

Fabio Riccio

A proposito di Fabio Riccio

Fabio Riccio - Interessato da più di venti anni al modo del cibo, crapulone & buongustaio seriale. Dal lontano 1998 collabora come autore alla guida dei ristoranti d'Italia de l'Espresso, ha scritto sulla guida le tavole della birra de l'Epresso, ha collaborato a diverse edizioni della guida Osterie d'Italia dello Slow Sood, ha scritto su Diario della settimana e L'Espresso, e quando capita scrive di cibo un po' ovunque. Infine è ideatore e autore di www.gastrodelirio.it - basta questo?

One Reply to “Tartufo da assalto”

  1. In effetti il problema sollevato è vero.
    Questi banchetti (spesso odorosi oltre il limite della indecenza) imperversano nei centri commerciali e nei mercatini rionali.
    Ma la cosa che più stupisce è che più “farlocchi” sono i prodotti che vogliono sbolognare, e più la gente li compra.
    I tartufi sono una dannatissima moda, tutti li vorrebbero, ma quando si inizia a sapere i prezzi di quelli veri, svengono.
    Botte piena e moglie ubriaca…
    Si vogliono i tartufi buoni per pagarli quattro sordi…
    Quindi gente, tenetevi pure i tartufi farlocchi dei mercatini!

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