Sette stelle in sette giorni

salimmo sù, el primo e io secondo,
tanto ch’i’ vidi de le cose belle
che porta ’l ciel, per un pertugio tondo.

E quindi uscimmo a riveder le stelle

(Dante Alighieri – Inferno canto XXVIV)

Di Fabio Riccio,

Anche qui si parla di stelle, ma delle tanto agognate stelline assegnate dalla celebrata Guida Michelin che sanciscono l’ingresso nell’empireo dei migliori ristoranti.

Forse non lo sapevate, ma ho conosciuto chi vuol conquistare sette stelle in sette giorni…

Si può fare?

Per qualcuno forse si.

Non è semplice essere “stellati”, errore comune è pensare che siano i cuochi ad essere premiati dalle stelle Michelin, mentre in realtà lo sono i ristoranti.

Però un bravo e preparato chef è fondamentale per ottenere le stelle.

Per essere insigniti della stella (o più stelle…), non c’è solo il cibo ma tutto il contesto, il servizio, la cifra stilistica del ristorante, le posate, l’estetica del locale e via via tutti i dettagli, bagni compresi.

Quindi… fregiarsi della stella non è affatto semplice, richiede molto lavoro, intelligenza, caparbietà, professionalità e… spirito d’impresa.

Eppure… di recente ho incontrato un simpatico signore che con il massimo candore, e in spregio a ogni logica aspira a diventare uno stellato in pochi giorni, non sono sicuro se di stelle ne vuole sette, ma siamo lì.

Santa ingenuità!

Appunto… tu non pensavi ch’io loico fossi!

sette stelle in sette giorni

Sette stelle in sette giorni!

In breve il “fatterello”.

Taormina giugno 2017 Sette stelle in sette giorni!

Cibo Nostrum, manifestazione davvero ben riuscita, tutti soddisfatti, non capita sempre.

Mattino, rompete le righe – si riparte – ognuno a casa sua.

Transfer dall’Hotel all’aeroporto di Catania.

Facce assonnate, caldo, ma tra poco si vola a casa.

Nel minibus in attesa del resto dei “partenti” solo io e un simpatico signore.

Ci presentiamo. Sette stelle in sette giorni!

Prima di tutto la buona creanza.

Un cuoco che arriva dall’Etruria, persona davvero cordiale.

Si chiacchiera del più e del meno e di varia umanità.

Un uomo semplice, parlata simpatica, sguardo buono e mani callose da gran lavoratore; di sicuro un qualcuno da cui comprare un’automobile usata.

Sprizza onestà da ogni poro!

A un certo punto mi chiede: Sette stelle in sette giorni!

«Ma come si fa per avere la stella Michelin?»

Lì per lì non so cosa rispondergli, poi svicolo e inizio a sciorinare l’abituale fiera dei luoghi comuni, del locale dalla cucina “intelligente”, elegante, curato nei dettagli e nel servizio etc etc…

Il Cuoco etrusco sembra soddisfatto della mia risposta, e mi racconta che lui per il suo locale punta ad avere (almeno una) stella in breve tempo.

Auguri!!!

In quel momento freschi freschi di caffè & colazione arrivano gli altri due ospiti del minibus.

Sono Paolo Gramaglia del President di Pompei (NA) e sua moglie Laila.

sette stelle in sette giorni paolo gramaglia
Paolo Gramaglia del ristorante President di Pompei (NA)

Paolo è uno chef, stellato dal 2015, appunto.

Il cacio sui maccheroni per il cuoco Etrusco aspirante stellato…

Si parte, l’aeroporto di Fontanarossa non è proprio dietro l’angolo…

Altre presentazioni, e dopo i convenevoli di rito si chiacchiera di nuovo.

Paolo Gramaglia è stanco, tirato, la sera precedente per lui e sua moglie Laila è stata davvero campale, non so quante centinaia di piatti ha servito in poche ore…

Nel bel mezzo di un ingorgo il cuoco Etrusco chiede anche a Paolo (visto che lui la stella l’ha già) come fare a per guadagnarsela.

Paolo (forse desideroso di un buon sonnellino) risponde svogliatamente mantenendosi sul generico e regalando anche lui i consueti consigli.

Il Cuoco etrusco sembra essere soddisfatto.

E’ nata una stella? Sette stelle in sette giorni!

Ma… è a mezza strada, a ingorgo risolto, nel bel mezzo del traffico mattutino catanese che deflagra la bomba.

Paolo Gramaglia fa la domanda da un milione di euro al cuoco etrusco, la domanda che forse non avrebbe mai dovuto fare…

«Da quanto tempo avete il vostro ristorante in Etruria?»

Risponde il cuoco etrusco.

«Mah… so’ quattro mesi…»

Paolo si desta dal torpore, da dietro gli occhiali noto le sue pupille che iniziano a roteare e a emettere saette, sua moglie Laila è allibita, a bocca aperta.

Continua il cuoco Etrusco… Sette stelle in sette giorni!

«Prima avevo una impresa che aggiustavamo le case, poi un negozio di alimentari in paese, e poi ci siamo buttati ad aprire il ristorante, facciamo cucina tipica, carne, salsicce alla brace, pasta, quelle cose lì, e sembra andare bene.»

Paolo Gramaglia è una sfinge, sua moglie pure.

Di sicuro avrà pensato quanto è stato duro conquistare la stella, e poi… ti arriva ‘sto qui fresco fresco…

Io rimango a bocca aperta.

C’è tensione. Sette stelle in sette giorni!

Cala il silenzio.

Il cuoco etrusco non capisce il perché del gelo.

Gli occhi di Paolo Gramaglia ora sono sempre due saette, ma adesso iniettate di sangue, potrebbe scoppiare, ma non lo fa…

Ad un certo punto noto l’espressione di Paolo cambiare, fa una smorfia di dolore, e nel contempo noto un movimento repentino della gamba di sua moglie.

Credo un bel calcio nello stinco…

Pochi secondi e Paolo Gramaglia riprende il suo consueto e bonario aplomb e sorride.

Ci guardiamo negli occhi…

Sguardi eloquenti.

Il cuoco etrusco sembra non accorgersi di nulla.

Santa ingenuità.

Poi… una bella sfilza di “si” e di luoghi comuni su come prendere la stella salva la situazione, e così arriviamo in aeroporto.

Saluti abbracci & baci. Per fortuna il cuoco Etrusco non è sul nostro aereo…

A questo punto la tensione si stempera, e con Paolo e Laila ci ridiamo (amaramente) sopra.

Ma… è possibile che nel pieno dell’era della umana civiltà dove in termini assoluti si parla di più e ovunque di cibo & cucina, che ci siano ancora dei “candidi” di questa fatta?

sette stelle in sette giorni miniPossibile che nessuno abbia detto, o suggerito al bravo cuoco Etrusco che prendere una stella Michelin non è faccenda facile?

Lavoro, classe, determinazione, intelligenza…

Con tutto il rispetto dovuto per quella che sarà sicuramente una onesta e brava persona, magari abilissimo a cuocere le sue carni arrosto e le migliori pastasciutte e salsicce dell’universo mondo…

Ma ragazzi, la stellina della Michelin, ma anche simboli come cappelli, forchettine, e altri, sono faccenda diversa.

Molto diversa… Sette stelle in sette giorni!

Sette stelle in sette giorni?

Ma sì, diamogliele, al mondo c’è bisogno di ingenui!

“…Oh me dolente! come mi riscossi
quando mi prese dicendomi: ‘Forse
tu non pensavi ch’io loico fossi!’ …”

(Dante Alighieri – Inferno canto XXVII)

Fabio Riccio

A proposito di Fabio Riccio

Fabio Riccio –
Interessato da più di venti anni al modo del cibo, crapulone & buongustaio seriale.
Dal lontano 1998 collabora come autore alla guida dei ristoranti d’Italia de l’Espresso, ha scritto sulla guida le tavole della birra de l’Epresso, ha collaborato a diverse edizioni della guida Osterie d’Italia dello Slow Sood, ha scritto su Diario della settimana e L’Espresso, e quando capita scrive di cibo un po’ ovunque.
Infine è ideatore e autore di www.gastrodelirio.it – basta questo?

One Reply to “Sette stelle in sette giorni”

  1. Quanta verità in cotanto scritto! Purtroppo la televisione ha creato mostri e il mito dello “chef superstar”, che viaggia si fa gli show cooking le ospitate a Masterchef e alla prova del cuoco. Quanto sudore e quanta fatica dietro ogni singolo piatto!!!! La stella poi è diventata un must to have e subito tutti cercano di accaparrarsi un “blogger” un giornalista che porti alla ribalta il ristorantino improvvisato e alla moda. Come spiegargli che un piatto oltre che essere bello deve essere buono e saper “emozionare”? Purtroppo tutto questo è sinonimo di un sistema malato fatto di fuffa e marchette più o meno evidenti. Durante cibo nostrum sono rimasto allibito quando un “blogger” ha affermato: io facevo tutto un altro lavoro, ma insieme a mia moglie che è bravissima a cucinare e potrebbe lavorare in un ristorante stellato abbiamo deciso di aprire un blog in WordPress. Non è da un piatto presentato in una manifestazione o in uno show cooking che si pesa la qualità di uno chef e la stampa gastronomica di livello (Fabio sei uno di questi) deve farsi promotrice di una rieducazione gastronomica e di uno smascheramento del marciume alla faccia dei blogger degli influencer e delle marchette! Saluto Paolo, persona umilissima che ho avuto modo di conoscere!
    Daniele

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*