Erbatino Gueli 2010 – Un gran bel vino!

Di Fabio Riccio

Era da un bel po’ di tempo che sulla mia strada non incrociavo vini degni dell’aggettivo “gastrodelirante”.

Negli ultimi tempi, in giro per l’Italia, fatto salvo qualcosa di appena “potabile & corretto”, ho incrociato solo vinelli scialbi e senza storia, vinelli però letteralmente appioppati da enofighetti occhialuti imbottiti di marketing, rampanti e supponenti, vinelli senza indizi di emozioni, neanche in dosi omeopatiche, vini tristi…

Peggio ancora, ho incrociato (altri) vinelli sponsorizzati da enosaccenti paludati che, divisa alla mano, volevano convincermi ad ogni costo che i loro banalissimi vini (o presunti tali…) fossero il non plus ultra dell’enologia e delle emozioni – ma quali??

Risultati di assaggio di questi vini  (vinelli..)

Perfezione formale: impeccabile.

Difetti: zero

Emozioni: zero

Pregi: zero

Sensazioni e complessità gustativa: non pervenuti.

Ma… non è che ho forse sviluppato una memoria gustativa decisamente settaria? Chissà…

A questi signori, produttori di vini di servizio semplicemente perché fanno senza lode & senza infamia il loro compito di liquidi accompagnatori per mandar giù cibi, mi piacerebbe far degustare il vino che ieri sera ho bevuto a casa mia, per accompagnare e rendere più piacevole la rituale pizza di ordinanza di quando si rientra tardi e non si ha voglia di metter mano ai fornelli.

Chissà le reazioni, chissà se gradirebbero, magari rapidi al lavandino…

Gueli.

Avevo già adocchiato questa piccola cantina sicula della provincia di Agrigento in occasione di Naturale 2014 a Navelli (AQ) e ne ero rimasto molto impressionato, ma poi, chissà perché, non mi ero portato a casa neanche una bottiglia… mea culpa!

erbatino gueliA Naturale 2015 mi sono rifatto, comprandone due che hanno arricchito la cantinetta “dinamica” di casa gastrodelirio.

Erbatino Gueli 2010 – Un vino, di fatto, naturale.

L’espressione abusata e impropria di “naturale”, che una moda crescente rischia di banalizzare e trasfigurare, la lascio qui solo per comodità, per inquadrare come lavora il produttore.

In etichetta nulla è specificato – solo Erbatino Gueli 2010 Nero D’Avola Sicilia IGT.

Per i profani che solo da poco hanno scoperto Gastrodelirio, qui parliamo di un vino dove non c’è null’altro che non sia succo d’uva fermentato, al quale non viene fatto nulla. Quasi un concetto zen. Fine.

In campo per coltivare i terreni si pratica il sovescio.

l’ Erbatino Gueli 2010 è un nero d’Avola di collina da terroir di gesso e zolfo (i cosidetti trubi“).

In cantina, si sono reinventati una sorta di piccolo palmento, e usano un torchio a vite idraulico e piccole vasche di cemento con vetroresina, aperte.

Fermentazione spontanea per tre settimane, logicamente con i lieviti che madre natura sparge munifica sulle bucce, niente “bustine” o enoporcate da alchimisti di provincia.

Poi, altri 15 giorni in vasca coperta, e quando è il momento, la malolattica la si lascia fare in acciaio. erbatino gueli

Alla fine della giostra, barrique di rovere francese di quarto e quinto passaggio per affinare due anni e mezzo, e poi sei mesi in bottiglia.

Niente filtrazioni e chiarificazioni, solforosa aggiunta il minimo possibile, e solo quando indispensabile per non buttare via il tutto quando va in bottiglia.

Fine, vino pronto da bere.

Cosa racconta l’Erbatino Gueli 2010 nel calice?

Prima di tutto questo Erbatino emoziona, non poco.

Emozioni forti della sua terra, poi con semplicità racconta il sole e la passione di chi lo fa’.

Già al solo naso avvince con un’epifania di emozioni, e ancor prima di posare le labbra sul calice, lo si pronostica come fuoriclasse, qual poi si dimostra.

Il colore è un gran rosso rubino intenso, pieno, torbido quanto basta per un vino (fortunatamente…) non filtrato.

erbatino gueliGuardi, anzi: ammiri il calice e vedi il sole… emozionanti e sfrigolanti per le narici sono le note fragranti di erbe aromatiche, dove regnano timo e salvia, e in mezzo a queste si riconosce anche il passaggio in cemento, ma emoziona ancor di più scoprire con calma quelle sottili e ammiccanti di mirto.

C’è davvero tutto il mediterraneo dentro.

Al palato non è di meno, dimostrandosi ben strutturato e verticale, con note di liquirizia e chiodi di garofano, che con i minuti si trasformano in frutta nera e rossa ben matura, carruba, ribes, marasca.

I tannini si sentono e sono piacevoli nell’equilibrio complessivo, giusti ma energici.

L’Erbatino Gueli 2010 è di certo un vino gastrodelirante, un Nero D’Avola così, in purezza è la chiave giusta per accedere in un mondo di belle sensazioni.

Noi lo abbiamo degustato con una pizza, buona e semplice.

NATURALE Terza edizione
Davide Gueli

Qualcuno griderà all’anatema, ma, vivaddio… un vino così, anche se dalla struttura possente e dalla personalità fortissima, lo berrei da solo… e azzarderei accostarlo anche a piatti di pesce al pomodoro, non solo alla carne rossa, ma anche a qualche zuppa o brodetto di pesce “ricco” e copioso di rossi condimenti…

Forse, pur se con un aggettivo fuori luogo, voglio definirlo un vino “goloso”, perché anche se caldo e rotondo, non è inutilmente costruito, e resta sempre emozionante nel suo interpretare il vitigno e il territorio che rappresenta, senza mediazioni se non quelle del “buon manico” di chi lo fa’…

Chissà come evolverà col tempo… personalmente pronostico grandi cose!

Nulla, ma proprio nulla a che spartire con i tristi e inespressivi vinetti che malauguratamente hanno incrociato la mia strada negli ultimi tempi.

Meno male!


Erbatino Gueli 2010

DENOMINAZIONE: Indicazione Geografica Tipica
VITIGNI: Nero d’Avola 100%
ZONA DI PRODUZIONE: C.da Rametta (Comitini-Ag)
ALTITUDINE DEI VIGNETI: 450/550 metri slm
TIPOLOGIA DEI TERRENI: trubi (serie gessoso-solfifera)
FORMA DI ALLEVAMENTO: tendone
PRODUZIONE PER ETTARO: 80-90 q
RESA DI UVA IN VINO: 65%
ANNO D’IMPIANTO DEI VIGNETI: 2000
VENDEMMIA: manuale, fine settembre
TEMPERATURA DI FERMENTAZIONE: 28-30 °c
SISTEMA DI VINIFICAZIONE: macerazione-fermentazione di 40 giorni ad opera di lieviti spontanei in vasche
di cemento aperte di 20 q e con follature manuali
PERIODO DI MATURAZIONE: 24-30 mesi
in caratelli di legno di 220 litri
PERIODO DI AFFINAMENTO IN BOTTIGLIA: 6 mesi
GRADAZIONE ALCOLICA: 14 % Vol
SOLOFOROSA LIBERA-TOTALE: 6/15 mg/l
BOTTIGLIE PRODOTTE ANNUALMENTE: 1250

Azienda Agricola Gueli

www.guelivini.it
Via G. Di Vittorio 22, 92020 Grotte (AG) – Italia
Davide Gueli  +39 320 2633268
Giuseppe Gueli  +39 328 3420183

L’uomo deve essere

un discreto spettatore

che interviene solo

in poche circostanze”

Fabio Riccio

A proposito di Fabio Riccio

Fabio Riccio - Interessato da più di venti anni al modo del cibo, crapulone & buongustaio seriale. Dal lontano 1998 collabora come autore alla guida dei ristoranti d'Italia de l'Espresso, ha scritto sulla guida le tavole della birra de l'Epresso, ha collaborato a diverse edizioni della guida Osterie d'Italia dello Slow Sood, ha scritto su Diario della settimana e L'Espresso, e quando capita scrive di cibo un po' ovunque. Infine è ideatore e autore di www.gastrodelirio.it - basta questo?

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