Le peggiori cozze ripiene con mortadella della mia vita…

Di Fabio Riccio,

Eh… si: anche le cozze, gli umili ma saporiti mitili, talvolta se la passano male.

Questa che vado ora a narrarvi è la triste vicenda di alcune sventurate cozze, incappate per loro disgrazia tra le grinfie di uno chef (?) borioso e con pretese stellari, ma dalle capacità culinarie prossime allo zero assoluto.

Questo “chef” (virgolette d’obbligo), ha avuto “l’onore” di farmi mangiare uno dei piatti peggiori della mia vita, cioè le sue cozze ripiene con la mortadella!

Un vero e proprio bivalvicidio.

Povere cozze…

Antefatto

Serata così così.

Saltata la buona cena programmata, resta il dubbio su dove mangiare qualcosa di dignitoso.

Smanie ittiche, ma la classica fritturina (surgelata…) sciuè sciuè o lo spaghetto allo scoglio, non sono cose per noi gastrodeliranti.

Così, un rigido martedì sera nella città di Holt, anche per mancanza di valide alternative, proviamo un nuovo ristorante sulla bocca di tutti, del quale (ora…) per pietà ometto il nome.

peggiori cozze ripiene con mortadella chefNeanche entrati e il un logorroico chef, piuttosto agitato e dall’io trabordante, inizia a esporre le sue (?) delizie con un un soliloquio di ben dodici minuti zeppo di lemmi ampollosi e di dettagliate descrizioni di tutte le modernissime tecnologie (anche spaziali) che usa in cucina.

Vabbè, butta male…

Il servizio, balordo e scostante è invece in mano a una maldestra cameriera in chiaro stato di alterazione da abuso di sostanze alcaloidi psicoattive, quasi in preda a delirio tremens.

A questo punto il fuggire a gambe levate sarebbe stato opportuno, ma la buona educazione ce lo ha impedito.

La cena, senza scendere in dettagli, si rivela semplicemente pessima.

Qualità generale mediocrissima, piatti e tecniche dai nomi altisonanti ma nonostante tutto questo, sapori ed emozioni assenti.

Tanto rumor per nulla insomma…

Lo chef, che usa davvero queste tecniche “spaziali”, in realtà si rivela solo un triste venditore di fumo.

Ma un dettaglio della cena devo svelarlo: le cozze ripiene con la mortadella di questo ristorante, e affermo questo senza paura di essere smentito, credo siano state uno dei piatti più inutili e insulsi da me provati in assoluto.

peggiori cozze ripiene con mortadella cozzaLa cozza ripiena è un classico negli antipasti “caldi” dal nord al sud della nostra penisola.

Chi in cucina con questo piatto non vuole rischi, si limita al pan grattato e pomodoro, magari con un po’ d’aglio e prezzemolo e poche altre cose, poi si passa il tutto in forno o in umido. Fine

La cozza ripiena, è ecumenica, è buona per il palato di tutti o quasi.

Se poi in cucina si è creativi, e si ha idea di cosa è la sintassi del gusto, ci si aggiunge anche altro, magari la mortadella…

Ed ecco a voi le cozze ripiene con la mortadella, che se ben fatte, sono un gran bel piatto.

Beh, le cozze ripiene con mortadella che ci ha servito il borioso chef, erano invece solo un immondo ricettacolo di una papocchia giallina senza sapore, e con densità e odori come quelli di semolino stantio – semplicemente schifose –

Arduo descriverle in dettaglio….

Narrare una catastrofe non è impresa facile.

Ci provo…

Immaginate il guscio dello sfortunato bivalve, ripieno solo di poveri resti carnosi rinsecchiti, insieme a lillipuziani avanzi di mortadella, annegati nella inquietante papocchia…

Tutto qui.

Più complicato ancora narrare le sensazioni al naso e palato, semplicemente perché di sapori e odori non ce n’erano.

Semplificando, e provando ad essere educati, il tutto era tra l’inutile, il pessimo e il colloso.

Ma… si può, in un antipasto misto caldo, oltretutto pagato a caro prezzo, purtroppo già di suo imbarazzante in ogni sua componente per manifesta incapacità culinaria dello chef, aggiungere (anche) un cotal obbrobrio come le cozze ripiene con mortadella che ci hanno propinato?

peggiori cozze ripiene con mortadellaTirando le somme, davvero sono state le peggiori cozze ripiene con mortadella della mia vita, mangiate in un ristorante pessimo, in una cena da dimenticare pagata oltretutto uno sproposito – peggio di così si muore – stop.

No, non ci siamo: non basta avvalersi (male) di tutte le moderne tecniche esoteriche che hanno invaso le cucine per trasformare un killer dei sapori in un bravo chef. Cozze ripiene con mortadella

Non basta proporre esoteriche porchettature in umido(?) del raro filetto della balenottera australe delle Isole Kerguelen, o la metamorfosi di una rana pescatrice, trasformata tramite l’osmosi inversa in un insapore tortino, con la chicca finale della ormai invadente cottura a bassa temperatura e il (presunto) tocco di “classe” dell’affumicatura al legno di balsa dell’intestino del malcapitato ittico.

No, non basta…

Bisogna aver idea di come si cucina, bisogna avere conoscenza della sintassi dei sapori.

Non basta “far scena” e imbottire di chiacchiere i clienti.

Bisogna aver chiara una idea e un progetto di cucina, cose che in questo ristorante semplicemente non c’erano.

Tutto il resto è solo fuffa, come lo sono state queste cozze ripiene con mortadella.

Però, e con sgomento, al tavolo di fianco ho anche osservato due distinti signori entusiasti di questo abominio gastronomico, tanto da fotografarlo compulsivamente ad alzo zero, vociferando di segnalare questo piatto (sic) su un noto sito di recensioni online di ristoranti, quello dalla grafica verdognola.

Scrivano pure i signori su questo sito quello che gli pare & piace, e libero chi da fiducia al sito di seguire i loro consigli.

Rimane il fatto che io in questo ristorante non ci metterò più piede.

C’è molto da meditare su questo presunto chef, ma ancor di più sui tanti “improvvisati recensori” che lo osannano sul sito di… recensioni dalla grafica verdognola… Cozze ripiene con mortadella

Fabio Riccio

A proposito di Fabio Riccio

Fabio Riccio - Interessato da più di venti anni al modo del cibo, crapulone & buongustaio seriale. Dal lontano 1998 collabora come autore alla guida dei ristoranti d'Italia de l'Espresso, ha scritto sulla guida le tavole della birra de l'Epresso, ha collaborato a diverse edizioni della guida Osterie d'Italia dello Slow Sood, ha scritto su Diario della settimana e L'Espresso, e quando capita scrive di cibo un po' ovunque. Infine è ideatore e autore di www.gastrodelirio.it - basta questo?

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