Confetto al peperone dolce di Altino G. Di Carlo & figlio

Di Fabio Riccio,

A volte le (belle) sorprese nel mondo del gusto hanno fattezze minuscole, almeno per dimensione…

Ecco, immaginate un semplice confetto, uno di numero.

Uno di quelli che si usano per le ricorrenze nei più svariati colori, oppure bianchi nei loro tristi sacchettini per tacitare i parenti lontani o i conoscenti, oppure come contenuto nelle più “importanti” e costose bomboniere per parenti e amici più stretti, in occasioni di matrimoni, ricorrenze, lauree etc etc…

Il confetto in questo inizio di millennio è un oggetto un po’ fuori moda.

Scalzato dal suo spazio da tanti mediocri dolci industriali, è ormai immeritatamente relegato al ruolo di oggetto apotropaico per ricorrenze.

Un errore questo.

Un confetto se ben fatto, può essere inserito a pieno titolo nel goloso universo dei dolci e della pasticceria.

Insomma, chi ha senso del gusto e della grammatica dei sapori, se vuole trova nei confetti un ottimo mezzo per esprimere la sua creatività, senza dimenticare il cromatismo, che se nel cibo conta, nella pasticceria è fondamentale.

Dunque… giorni addietro Festival della gastronomia 2018 di Roma.

confetto al peperone dolce di Altino confetti banco confetti

Incrocio un bravo produttore di confetti, e da buon goloso non me lo lascio scappare.

Improvviso seduta stante un personalissimo panel di assaggio di confetti.

G.Di Carlo & figlio, logicamente da Sulmona, in Abruzzo, città natale di Publio Ovidio Nasone, ma per tradizione e per le tante aziende che li producono, anche indiscussa capitale del confetto mondiale.

Così, nel mentre assaggiavo (più o meno tutti…) i coloratissimi e golosi confetti di G.Di Carlo & figlio, uno in particolare attrae l’attenzione dei miei sensi, o per meglio dire quelli preposti a gusto, odorato e vista, e perché no, anche all’udito.

Avete presente il rumore di un confetto che cade per terra?

Ecco, il “trank” di un confetto che cade in terra è inconfondibile…

Dicevo?

Ah, ecco, il confetto che più degli altri ha attratto la mia attenzione…

confetto al peperone dolce di Altino vassoio confetti

Beh, è l’originalissimo confetto al peperone dolce di Altino, da qualche anno presidio Slow Food (il peperone, non il confetto…) altra gloria Abruzzese, questa però dell’orto.

Per realizzare un buon confetto al peperone dolce di Altino, si segue lo schema di gran parte dei “confetti moderni”.

Prima la canonica mandorla, cuore di ogni confetto che si rispetti, poi il cacao (credo fondnte al 60 – 70%), aromatizzato al peperone che la circonda, e infine il consueto e sottile guscio colorato in un bel rosso che ricorda il peperone, fatto di zucchero, colore e gomma arabica (credo…).

All’assaggio, il confetto al peperone dolce di Altino dal punto di vista sensoriale è semplicemente strepitoso, davvero alta pasticceria, specialmente per il giusto bilanciamento dei sapori.

Si, il confetto al peperone dolce di Altino è un piccolo scrigno di indovinati sapori che stuzzicano quanto basta le papille gustative, senza prevaricare la dolce e rassicurante tendenza del cacao e delle altre componenti zuccherine del confetto.

confetto al peperone dolce di Altino interno confettoSuadenza, il dolce/salato, cacao, il giusto e bilanciato sentore del peperone, e la equilibrata tenacità della mandorla, convivono e non sgomitano nel rispetto della grammatica dei sapori.

Perdonatemi i toni forse un po’ enfatici, ma un confetto al Peperone dolce di Altino non ha nulla da invidiare a molte blasonate creazioni dell’arte pasticcera.

Insomma, in pochi centimetri, un concentrato di sensazioni e di golosità non da poco.

Se incrociate sulla vostra strada qualche confetto al peperone dolce di Altino provatelo, sarà l’occasione per qualche minuto di puro godimento per le vostre papille gustative.

Vi assicuro che ne vale proprio la pena…


Industria dolciaria G. Di Carlo e figlio.

Via marco Barbato, 6

67039 – Sulmona (AQ)

Tel. 0864.52393

www.dicarlosulmona.it

info@dicarlosulmona.it

confetto al peperone dolce di Altino Industria dolciaria G. Di Carlo e figlio

Fabio Riccio

A proposito di Fabio Riccio

Fabio Riccio - Interessato da più di venti anni al modo del cibo, crapulone & buongustaio seriale. Dal lontano 1998 collabora come autore alla guida dei ristoranti d'Italia de l'Espresso, ha scritto sulla guida le tavole della birra de l'Epresso, ha collaborato a diverse edizioni della guida Osterie d'Italia dello Slow Sood, ha scritto su Diario della settimana e L'Espresso, e quando capita scrive di cibo un po' ovunque. Infine è ideatore e autore di www.gastrodelirio.it - basta questo?

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