Cococciola Cingilia – Un bel bere!

Di Fabio Riccio,

Conoscete la Cococciola?

No?

Forse è il caso di conoscerla, meglio…

Un vitigno diffuso in Abruzzo, in particolare in provincia di Chieti, e in misura minore nel nord della Puglia.

Un vitigno finito in passato nell’oblio, ma da qualche decennio “riscoperto” e diventato perfino un po’ di moda, prima di tutto in Abruzzo.

Però a fronte della “riscoperta” (positiva eh!) c’è l’altra faccia della medaglia, che poi è la stessa di tanti vitigni prima negletti e poi riscoperti.

La metamorfosi per “esigenze di mercato” in qualcosa che non sono, e mai sono stati.

Coccocciola Cingilia Cugnoli grappoli
Grappoli di Cococciola

Per zona e per caratteristiche, ma non per numeri, il successo della Cococciola è per certi versi assimilabile a quello di un altro vitigno in passato negletto, guarda caso anche lui diffuso in Abruzzo, ma anche nelle Marche: il Pecorino.

Gia… perché Pecorino e Cococciola, pur se ampelograficamente lontani e sensorialmente diversi, negli ultimi anni hanno avuto il medesimo destino, che stato è quello di essere stati martoriati in cantine che più che cantine erano “sale trucco”, per ritrovarsi alla fine della giostra camuffati in quel che mai sono mai stati. Punto.

Trasfigurati, è il termine giusto, e il più delle volte in quel qualcosa in bottiglia che noi di gastrodelirio definiamo… “vinelli da signorina in tacco dodici”.

Si: vinelli sciuè sciuè ricchi di sospette note floreali, in realtà estremamente poveri di sfaccettature sensoriali degne di quel nome una volta nel calice.

Vinelli da bere (ma non troppo: l’importante è esibirli!) negli aperitivi estivi, con contorno di rustici, pizzettine stantie, salatini da discount e inquietanti vegetali immersi in cremine dai colori non meglio definiti…

Del Pecorino e delle sue mistificazioni, noi di gastrodelirio ne abbiamo già parlato qualche anno addietro…

Vedi http://www.gastrodelirio.it/fabio-riccio/nicol-kidman-e-il-pecorino/2015/06/

Di quello che tanti fanno alla Cococciola no.

E’ giunto il momento…

Un produttore che non usa belletti e mistificazioni e che vinifica rispettosamente la Cococciola, l’ho “beccato”di recente, durante una onesta cena ittica con amici.

Guarda guarda… è una vecchia conoscenza di Gastrodelirio.

Vedi – http://www.gastrodelirio.it/fabio-riccio/cantina-cingilia/2017/11/

Evviva!

Cantina Cingilia.

Cugnoli, provincia di Pescara, belle colline e gran panorama su Majella & Gran Sasso.

Cococciola Cingilia CugnoliUna cantina, la Cingilia, che per fortuna di chi del vino cerca semplicemente “interpretazioni filologiche”, non si accoda al beota corteo che vuole tutti i vini uguali e belli allineati, come soldatini, e questo, lo fa nei fatti, non a parole.

Un caso non troppo frequente.

Così, quando incrocio sul mio percorso piccole cantine dalle idee ben chiare, come la Cingilia, mi esalto quasi come fanno certi genitori quando narrano le eroiche gesta del proprio bimbo: quelli per i quali la quale la popò del pupetto, se fatta correttamente nel vasino, è ragione di vanto come e più di una laurea presa a Oxford o alla normale di Pisa.

Premetto che la Cococciola Cingilia non ha sbavature o difetti, neanche a pagarli, partiamo da questo, partiamo dal fatto che mi è piaciuta…

Cococciola Cingilia Cugnoli caliceAl calice la Cococciola Cingilia esordisce con un bel giallo paglierino un po’ scarico, mentre al naso si mostra subito matura, tondeggiante e con note di ananas che dopo un po’ sfumano e si amalgamano in un curiosissimo vortice olfattivo con richiami di caffè appena macinato, o di caffettiera sbuffante, cosa di certo affascinante, ma che lascia anche un po’ spiazzati

Al palato invece la Cococciola Cingilia ha buona struttura, freschezza e mineralità quando basta per essere “eclettico” negli accostamenti con il cibo, ma anche dei bei richiami citrici.

Il finale, non lunghissimo, è però interessante, anche e specialmente per le piacevoli e intriganti note amare, quasi da marmellata di arance, quella con le scorze all’uso britannico…

Per carità, la Coccocciola Cingilia pur se un ottimo vino sotto ogni aspetto, non cambierà la storia dell’enologia, ma il piacere di aver trovato finalmente una bella, lineare e piacevole interpretazione di questo vitigno non ha prezzo e apre il cuore.

In definitiva la Cococciola Cingilia, almeno in mia opinione è un bel vino che senza sbavature e forzature rispetta le caratteristiche del vitigno da cui proviene, senza trasformarlo in quel che non è.

Di questi tempi quasi un miracolo.

Se non avete mai provato una Cococciola, iniziate a costruirvi il palato da questa, vi assicuro che è davvero un buon bere


Cantina CINGILIA

Contrada Piano Carpineto, 34

65020 – Cugnoli (PE)

Tel. 380 3474887

Fabio Riccio

A proposito di Fabio Riccio

Fabio Riccio - Interessato da più di venti anni al modo del cibo, crapulone & buongustaio seriale. Dal lontano 1998 collabora come autore alla guida dei ristoranti d'Italia de l'Espresso, ha scritto sulla guida le tavole della birra de l'Epresso, ha collaborato a diverse edizioni della guida Osterie d'Italia dello Slow Sood, ha scritto su Diario della settimana e L'Espresso, e quando capita scrive di cibo un po' ovunque. Infine è ideatore e autore di www.gastrodelirio.it - basta questo?

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