Capodanno al passo di Vinchiaturo

Di Fabio Riccio

Anche quest’anno capodanno è andato – meno male!

Il capodanno, è (per me) la cosa meno “gastrodelirante” possa esistere. Basta pensare solo alla qualità media delle bottiglie stappate in questa fatidica data nella maggioranza delle case e ristoranti, per inorridire all’istante.

Bere per credere.

Il mio problema con capodanno è che dove non vedo una reale e tangibile fine (magari del lavoro che faccio, della vita che faccio, delle abitudini che ho) mi è davvero difficile vedere un nuovo inizio.

capodanno al passo di VinchiaturoEcco: ci fosse ad ogni inizio anno un bel rimescolamento di carte con novità dirompenti, nuovi progetti e nuove speranze allora si’, che darei a cuor leggero a tutti – (e anche a me) – “Buon Anno!”

No, le cose non vanno così, forse sono io che mi sbaglio – alla fine, non è che mi perdo una bella occasione per gozzovigliare?

Sapevate che capodanno è una pura convenzione, con origini tecnico-astronomiche decisamente ballerine?

Giusto per dovere di cronaca, è bene sapere che nel lontano ottobre del 1582 la gente andò a letto giovedì 4 per svegliarsi il giorno dopo, sempre di venerdì, ma già il 15.

Non dormirono logicamente 10 notti di fila, ma semplicemente la necessaria introduzione del calendario Gregoriano, si cancellarono dieci giorni di fila dal calendario, per allineare secondo scienza le date con il movimento degli astri.

Il rischio se non si attuava questa riforma, era quello di uno sfalsamento mostruoso tra le date e le stagioni… – con gli anni si sarebbe rischiato di avere la pasqua in piena estate e il capodanno in primavera inoltrata!

Immaginate le uova di pasqua sciogliersi sotto il sole di ferragosto… vabbè rischio puramente retorico – il il cioccolato non era stato ancora “inventato”. Gastrodelirio nemmeno.

Allora… fatti i classici “due conti della serva”, ditemi se il capodanno è, o non è una festa inamovibile.

capodanno al passo di VinchiaturoQuindi, acclamato che capodanno è solo una convenzione, festeggiarlo è cosa inutile, quasi come il cartello del Passo di Vinchiaturo, che pur esistendo davvero, nessuno ci fa’ caso…

La verità è che sebbene abbia superato la china del “mezzo del cammin di nostra vita”, non ho fatto pace con questa solennità da abbuffata compulsiva e divertimento forzoso, ipercalorica baraonda in onore di un dato statistico concepito solo perché volente o nolente, alla fin fine ci servono punti fermi, e il calendario è uno di questi.

Sì lo ribadisco: capodanno non mi piace.

Non reggo la raffica di buoni propositi (mai rispettata), come se il primo di gennaio dovesse cadere il mondo.

Mi annoia a morte il predicozzo laico e cerchiobottista del Presidente della Repubblica, un tempo solo in radio e TV a reti unificate, ma ora imperversante anche su web e smartphone.

capodanno al passo di Vinchiaturo 1 In tante case (anche) per capodanno è uso di non spegnere il televisore anche se a tavola si è in ottanta (più gli animali domestici), ma alle 21, ora dell’antipasto, pur non avendo sentito una sola sillaba del predicozzo presidenziale, quasi tutti i presenti lo criticano senza neanche sapere di cosa ha parlato.

Non sopporto le dispute nei giorni precedenti al 31 nelle salumerie, tra i fautori del cotechino e gli “aficionados” dello zampone.

Detesto il riutilizzo di panettoni e pandori residuo del natale. capodanno al passo di Vinchiaturo

Odio i botti con cui ogni anno qualche idiota si recidere qualche arto (nella migliore delle ipotesi) e che spaventano a morte il cane e il gatto di casa.

Detesto gli improbabili spumantini dai nomi rassicuranti, in realtà immondi intrugli in cui chissà… insieme a quantità industriali di So2, forse in origine ci doveva esser anche traccia di uva.

Sono allergico ai baci ed agli abbracci obbligati, tanto più a mezzanotte (lo diceva pure il Quartetto Cetra “Non ti fidar di un bacio a Mezzanotte”) – per baciare e abbracciare ho altri 364 giorni (365 negli anni bisestili).

Odio la tombola “tecnologica”, introdotta a inizio anni ’70 con le infide cartelle dai colori pastello e dalle malfunzionanti finestrelle plastiche.

Ma… detesto anche la tombola con i fagioli che, non si sa’ per quale arcano mistero misericordioso, resistono immutati nello stesso paniere di vimini sin dagli anni ’70 del secolo scorso, custoditi gelosamente da qualche zio (o prozio…) neanche fossero le sacre reliquie di San Pippone di Magonza protomartire, e chissà mai se i disgraziati legumi sono ancora commestibili…

capodanno al passo di VinchiaturoTrovo detestabile anche il riuso (televisivo…) previo scongelamento di cantanti “decotti” che pur di sfuggire all’infamia della sagra del panino di Roccacannucia di sopra, accettano di cantare quell’unica canzone che li ha resi noti in versione “evoluta”, con arrangiamenti spaventosi.

Da quando i cellulari hanno invaso le nostre vite e la nostra tranquillità, impera la moda degli SMS riciclati che, rigorosamente iniziano a fioccare dalle 21,30 dalle persone più improbabili viste magari una sola volta in vita tua, spesso detestandole.

Più di tutto… odio i “trenini” e le canzoni degli anni ’70 & ’80, e quelli che amano veglioni e cene di capodanno come occasione per sfoggiare l’ultimo capo firmato, o la sua maldestra riproduzione del negozietto cinese all’angolo del quartiere.

Oddio… in verità di “veglioni” veri e propri ne ho fatti pochini, ma tutti in un modo o nell’altro, sono finiti fantozzianamente… vedi sotto

https://www.youtube.com/watch?v=5KwUW_O4fLc

Eh… si, cari miei lettori gastrodeliranti, temo il capodanno, come già scritto prima, fosse per me lo abolirei e lo sposterei al 32 dicembre… come ben aveva già postulato in passato lo scrittore Luciano de Crescenzo.

Ho passato ottimi capodanni andando a letto e ronfando fin dalle 22.

Ho passato capodanni mesti o silenziosi per lutti o altro.

Ho passato bei capodanni lontano da casa in Irlanda verso la fine degli anni ’80, ma anche un tristissimo capodanno baraccato alla bella e meglio in una gelida roulotte in Irpinia nel lontano 1980 quando, con le stellette sulla divisa, servivo la patria scavando macerie e non solo.

Però, ho passato anche ottimi e semplici (qui è il bello…) capodanni con amici fidati, come quest’anno, mangiando in leggerezza con ottimo vino e gran cibo.

Però, però, però… c’è da sempre un altra cosa non sopporto proprio.

Ma… perchè ristoranti anche “di grido”, dalla cucina affidabile, per il 31/12 alzano di molto i prezzi anche se non fanno veglioni o altre porcate del genere?

Perchè il 31/12 certi ristoranti dove di solito mangio benissimo con 40 – 50 euro, raddoppiano il costo, magari solo per uno striminzito calice di bollicine e una fettina di zampone in più rispetto al loro menù corrente?

Menù speciale di capodanno?

Non è che sotto sotto c’è solo una discreta dose di ingordigia di pecunia?

Chissà.

Forse.

L’anno prossimo capodanno al passo di Vinchiaturo!

Fabio Riccio

A proposito di Fabio Riccio

Fabio Riccio - Interessato da più di venti anni al modo del cibo, crapulone & buongustaio seriale. Dal lontano 1998 collabora come autore alla guida dei ristoranti d'Italia de l'Espresso, ha scritto sulla guida le tavole della birra de l'Epresso, ha collaborato a diverse edizioni della guida Osterie d'Italia dello Slow Sood, ha scritto su Diario della settimana e L'Espresso, e quando capita scrive di cibo un po' ovunque. Infine è ideatore e autore di www.gastrodelirio.it - basta questo?

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