Cantina Cingilia – Cugnoli (PE)

Di Fabio Riccio,

Il Montepulciano d’Abruzzo senza se e senza ma è il vitigno principe dell’omonima regione, per qualità e per numeri, visto che occupa oltre il 57% della superficie vitata regionale, ed è allevato in tutte e quattro le provincie Abruzzesi.

Il Montepulciano e l’Abruzzo, un binomio inscindibile.

Il successo commerciale di questo vino sia in Italia che all’estero, non è altro che la conferma di questo legame.

Fin qui tutto per il meglio, ma come sempre per ogni successo c’è sempre il rovescio della medaglia, e … come dire un po’ di polvere sotto il tappeto.

A fronte di ben più di un “mostro sacro”, fortunatamente in servizio permanente effettivo, e di una piccola pattuglia di alcune giovani e interessanti cantine che con le uve Montepulciano producono davvero piccoli capolavori in bottiglia, c’è il solito e informe mare magnum fatto di un vero e proprio esercito di etichette e di cantine che si sono buttate (anche) per opportunismo su questo vitigno, visto che sul mercato “tira”, snaturandolo.

Il risultato (salvo le solite lodevoli eccezioni) pur se economicamente interessante, in tanti casi è stato l’appiattimento e la “normalizzazione” di tanti, troppi vini figli di questo vitigno, pur se declinato nelle versioni rosso, rosato, spumante e passito (ce n’è proprio per tutti i gusti!).

All’assaggio, tanti montepulciano finiscono per essere monchi di personalità,  per l’eccesso di lavoro in cantina che maschera alcune delle alcune delle sue più interessanti peculiarità.

Tutto questo, nella consueta e ormai abitudinaria rincorsa ai “gusti del consumatore medio”.

Insomma… tutto questo per dire che tanti Montepulciano d’Abruzzo non mi piacciono più perché li trovo un po’ tutti uguali, in ogni caso troppo lontani da quel che il vitigno può offrire, sempre se non mistificato e imbellettato in cantina.

Non dico vini “cattivi”, tutt’altro.

Dico solo che troppo spesso nel calice al posto di un buon Montepulciano ci si ritrovata a bere solo il classico “bel compitino” enologico, di certo senza difetti, ma anche senza personalità.

Il Montepulciano d’Abruzzo è un vitigno vigoroso che se ben interpretato regala vini di forte personalità che ben rispecchiano il territorio.

Partiamo da questo che è un assioma.

Detto questo, però ogni tanto arriva qualche sorpresa, ancor più bella se inattesa.

Cantina Cingilia tappo montepulciano

Cantina Cingilia, azienda vitivinicola in quel di Cugnoli (PE).

Cantina Cingilia, il suo Montepulciano: davvero una boccata di aria pulita, una gran bella interpretazione di questo vitigno.

Lineare, ma oserei dire anche filologica, in ogni caso rispettosa, e non mistificata.

Al calice, il rosso rubino intenso con l’unghia un po’ torbida mi fa subito pensare che (forse) non è filtrato. 

Poi arrivano i bei sentori di amarena, ribes e mora, non senza sfumature di liquirizia, cannella e pepe nero che sono (tra) le peculiarità di un buon Montepulciano d’Abruzzo.

cantina cingilia etichetta montepulcianoAl palato, specialmente se gli si da il giusto tempo per evolversi, è invece caldo, elegante e rassicurante.

Sembra quasi la coperta di Linus, con dei tannini morbidi in giusto equilibrio in una struttura non eccessiva, ma nello stesso tempo notevole, e con una persistenza mica da poco.

Una Mortandele (affumicata) della Val di Non, è stata così gustosamente e intrigantemente obnubilata dal bel Montepulciano della Cantina Cingilia.

Un Montepulciano questo della Cantina Cingilia, come non mi capitava di berne da tempo, un vino che mi ha fatto stare bene, davvero.

Nessun fronzolo di troppo, niente eccesso di legname, o di sottoprodotti di falegnameria, ma anche nessun cedimento verso la tendenza a trasformare con esoterismi degni del mago merlino, e senza vergogna alcuna, il Montepulciano in qualcosa di simile alla melassa.

Piacerà forse a giapponesi & americani, ma di certo non piace al sottoscritto.

In poche parole la forza docile del Montepulciano D’Abruzzo che, i ragazzi della Cantina Cingilia interpretano per bene, senza trasfigurarlo in qualcosa che non è nelle sue corde.

Sono giovani, lavorano in vigna e in cantina “pulito”, hanno voglia di fare, di fare perbene.

Non è poco.

Assaggiatelo.


Cantina CINGILIA

Contrada Piano Carpineto, 34

65020 – Cugnoli (PE)

Tel. 380 3474887

Cantina Cingilia tappo

Fabio Riccio

A proposito di Fabio Riccio

Fabio Riccio - Interessato da più di venti anni al modo del cibo, crapulone & buongustaio seriale. Dal lontano 1998 collabora come autore alla guida dei ristoranti d'Italia de l'Espresso, ha scritto sulla guida le tavole della birra de l'Epresso, ha collaborato a diverse edizioni della guida Osterie d'Italia dello Slow Sood, ha scritto su Diario della settimana e L'Espresso, e quando capita scrive di cibo un po' ovunque. Infine è ideatore e autore di www.gastrodelirio.it - basta questo?

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