Barranco Oscuro BO2

Di Fabio Riccio

Rientrare a casa di buon umore, dopo una uscita deprimente dal punto di vista enologico e gastronomico, è sempre difficile.

L’avere visto vini e cibi, letteralmente massacrati da presunti e saccenti “esperti di provincia” lascia un senso di amaro in bocca (letteralmente!) vedi – http://www.gastrodelirio.it/fabio-riccio/il-sommelier-turno/2014/07/

Mi chiedo il professor G e il vinoancora come nel 2014 possano esistere in giro per la penisola tante e tante manifestazioni dove invece di far un minimo di didattica, si finisce sempre per fare la sagra di qualsiasi-cosa-basta-che-si-mangia, e dove si propinano per tipici di un luogo indegni prodotti industriali, che tipici non lo sono affatto e non lo saranno mai, neanche con il l’intervento della divina provvidenza (questo per i credenti…).

Stesso discorso per il vino.

Non basta che una cantina sia locata nel territorio per fare “vini territoriali” e di qualità, o almeno un po’ interessanti.

Non basta arruolare manipoli di sommelier con sorriso a 36 denti 36 che, come certi piazzisti di un tempo, in queste manifestazioni letteralmente “aggrediscono” il passante di turno, facendogli “una capa tanto” con un diluvio di termini roboanti.

In genere, questi vini da sagra di qualsiasi-cosa-basta-che-si-mangia, pur se impeccabili e corretti dal punto di vista tecnico, quasi mai riescono a raccontare nulla del territorio, non hanno anima e di se’ stessi raccontano ancora meno, se non l’abuso (negli ultimi tempi) di sottoprodotti e scarti dell’industria del legno, proprio quelli che mandano in brodo di giuggiole un certo tipo di sedicenti e autoreferenziali esperti del Dio Bacco. Basta recriminare, parliamo di cose vere!

Per fortuna appena rientro a casa la prima cosa che vedo non appena accesa la luce dell’ingresso è la ormai famosa “cantinetta dinamica” – dove il turnover delle bottiglie in certi periodi ha ritmi niente male…

Barranco Oscuro BO2Ieri sera è stato il turno del BO2 di Barranco Oscuro 2011, un produttore di cui si è già parlato in un altro post del bravo Riccardo ferrante sempre su gastrodelirio lo scorso anno – vedi – http://www.gastrodelirio.it/riccardo-ferrante/barranco-oscuro-brut-nature/2013/08/

Premetto che quando mi è possibile, e questo specialmente per i vini che non ho mai provato prima, prediligo l’approccio istintivo e senza informazioni” – vale a dire che apro la bottiglia, non leggo neanche l’etichetta e degusto, stop.

Ieri sera della bottiglia in oggetto, non sapevo davvero nulla, a parte il nome del produttore, e che fa’ vini come dire… piuttosto estremi. Stop ancora.

Beh… appena stappato il Barranco Oscuro BO2 mi ha letteralmente aperto il cuore, regalandomi una di quelle fugaci e piacevoli gioie come quando si conosce qualcuno con cui da subito si capisce che ci sono cose che uniscono.

Appena accomodato nel bicchiere il BO2 sbandiera un gran bel rosso rubino con quel po’ di sana nebbiolina che hanno certi vini non filtrati. Al naso subito spiccano frutta rossa, un po’ di gialla e più spezie (dei bei pizzichi di zenzero e pepe bianco) mentre in bocca “spara” senza indugio una acidità da primo della classe.

Ma per conoscere e apprezzare veramente un vino non si deve andare di fretta (come in certe degustazioni da “serial taster”). Barranco Oscuro BO2

Non è solo questione di tempo e di lasciar “aprire il vino”, ma si tratta di trovare il tempo e il momento giusto per aprire noi che degustiamo, il cuore e cosa più importante, la mente al vino.

Così, nel mentre la pasta saltata (in bianco) con prosciutto e melanzane arrivava nei piatti, il BO2 trovava il suo giusto tempo per maturare nei calici, come maturavano nella mia memoria le sensazioni del primo sorso appena stappato.

Al secondo sorso, dopo il quarto d’ora accademico, (quello che precede il primo boccone di pasta) il BO2 innesta direttamente la quarta, con un netto, nettissimo sentore di more e susine (che fa’ tanto estate) che lo aiutano a sostenere il suo gran corpo, mentre al naso scoppia letteralmente una nota quasi di mentolo, che pian piano però vira verso il garofano.

E’ in questo momento che il Barranco Oscuro BO2 è al suo massimo di espressività. Barranco Oscuro BO2

Potenza e forza di questo vino sembrano quelle del crollo di una diga, un fiume in piena di gran freschezza e morbidezza, con dei tannini arrotondati e una mineralità gagliarda che prepara i sensi al gran finale, lungo e emozionante, con note di tabacco Latakia (quello che arriva dalla Siria – molto amato da chi fuma la pipa).

Una festa, un gran rosso davvero, altro che i tristi e stereotipati rossi provati qualche ora prima sotto il sole giaguaro dell’estate adriatica.

Come al solito viene da pensare che una sola bottiglia è poco, rimedierò. Un vino assolutamente gastrodelirante, su questo c’è poco da discutere!

A bottiglia (ahimè) finita, spulcio un po’ su internet e scopro come è fatto il Barranco Oscuro BO2.

In Italia lo fa’ arrivare il signor Velier.

Io il Signor Velier lo ringrazio sempre per le belle cose che mi ha fatto conoscere e apprezzare, dal BO2 a certi vini della Georgia, compresa anche la strepitosa Vodka al caramello che mi ha fatto degustare di recente a Napoli in occasione del concorso Emergente sud 2014 organizzato da Witaly.

Quindi… spero che il signor Velier se per il Barranco Oscuro BO2 faccio opera di copia/incolla di quanto scritto nel suo sito, non se la prenda troppo a male…

TERROIR, IL LAVORO NEL VIGNETO E LA VENDEMMIA
Suolo: scisti e argille chiare.
Vitigno: Tempranillo (Tinto Varetuo).
Estensione del vigneto: 2 ha, lavorato in biologico a 1290 slm.
Tipo d’impianto: Cordone speronato.
Densità media ceppi per ha: 2800.
Età media del vigneto: 16 anni.
Produzione media per ettaro: 45 qt.
Vendemmia: raccolta manuale 100%.

IN CANTINA
Vinificazione: Diraspatura, fermentazione con lieviti naturali e macerazione di 2 settimane in contenitori d’acciaio. Affinamento per 1 anno in barriques di rovere francese usate sulle fecce fini. Nessuna chiarifica e filtrazione.
Solforosa totale (SO2): 1 mg/l nessuna aggiunta durante la vinificazione ne all’imbottigliamento.
Bottiglie prodotte: 10000

 

Fabio Riccio

A proposito di Fabio Riccio

Fabio Riccio - Interessato da più di venti anni al modo del cibo, crapulone & buongustaio seriale. Dal lontano 1998 collabora come autore alla guida dei ristoranti d'Italia de l'Espresso, ha scritto sulla guida le tavole della birra de l'Epresso, ha collaborato a diverse edizioni della guida Osterie d'Italia dello Slow Sood, ha scritto su Diario della settimana e L'Espresso, e quando capita scrive di cibo un po' ovunque. Infine è ideatore e autore di www.gastrodelirio.it - basta questo?

One Reply to “Barranco Oscuro BO2”

  1. Trovato questo vino casualmente in enoteca, zona milano centro, ma defilata.
    Non faccio nomi per non fare pubblicità, inoltre la commessa è una rompi… ma il posto è ben fornito.

    Acquistato quindi senza saperne nulla a riguardo.
    Confesso: mi sono piaciute etichetta e nome… spseso faccio acquisti così.
    Aperto e degustato con la necessaroa calma.
    Una scoperta luminosa, un vino incredibile, e costa anche relativamente poco.
    Giro su internet per vedere cosa se ne dice in giro, ed eccomi qui su questo sito, che ne parla molto bene, e aggiungo alla faccia di certi sommeliers di periferia.
    Grazie, stasera spulcio il sito per vedere se qualche altra chicca da voi recensita vale la pena di essere comprata!

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